Alfredo Snozzi (1945) è stato anche docente di traduzione giuridica all’Università di Ginevra. (Foto: Katja Snozzi)

Il libro che fa capire
le leggi più complicate 

La ricchezza del plurilinguismo del diritto federale svizzero  in un «Lessico» curato da Alfredo Snozzi con oltre 10mila lemmi in italiano, tedesco e francese. La questione degli elvetismi e dei ticinesismi.  — Rocco Notarangelo

Il «Lessico giuridico» italiano, tedesco e francese (ed. Casagrande e Helbing Lichtenhahn), con oltre 10mila termini del linguaggio giuridico, amministrativo e politico, non è solo una novità editoriale assoluta. È anche un’opera che corona l’ultratrentennale lavoro di traduttore del suo autore, Alfredo Snozzi, alla Cancelleria federale e quale docente all’Uni di Ginevra.

Non tutti percepiscono che la versione italiana delle leggi federali non è prodotta in Parlamento, ma è opera dei traduttori. Una grande responsabilità… 
È vero, una responsabilità immensa, ma occorre precisare che i traduttori non agiscono in totale discrezionalità. Per le leggi federali, anche per il testo italiano vi è in Parlamento una commissione di redazione, composta di deputati, traduttori e esperti, che controlla e risolve eventuali difficoltà terminologiche o interpretative ovvero discrepanze tra le tre versioni ufficiali. Errori di traduzione sono sempre possibili, ma non tanto a livello legislativo quanto a livello regolamentare (ordinanze federali). 

Una peculiarità dellitaliano giuridico federale è di essere descrittivo mentre
il tedesco predilige formule con comandi e divieti. Perché questa differenza?

È una differenza culturale che esprime un modo diverso di concepire il ruolo dello Stato in rapporto ai cittadini. Ma non si deve generalizzare. Laddove l’intento del legislatore è di indurre i destinatari della norma giuridica ad avere un determinato comportamento, il tedesco lo esplicita a volte mediante formulazioni imperative. L’italiano, invece, tende a descrivere il contenuto della norma come dato di fatto, e lo fa evitando quanto possibile forme verbali tassative. Un esempio dall’art. 3 del Codice civile svizzero: l’italiano non dice, come invece il tedesco, che la buona fede «dev’essere presunta» (
ist… zu vermuten), ma semplicemente che «la buona fede si presume».

L’italiano federale ha prodotto elvetismi bizzarri, termini incongrui. Un esempio: l’uso pascoliano di «fanciullo» invece di minori nel codice penale…
«Fanciullo» non è un vezzo linguistico o letterario, né tanto meno un termine incongruo. Serve, invece, per determinare, all’interno della categoria dei minori, la fascia d’età dai 6 ai 14 anni. Quanto agli «elvetismi», è ben vero che ce ne sono di bizzarri, ma sono comunque pochi nella legislazione federale. Poi, ci sono elvetismi entrati nell’uso, che hanno una loro giustificazione, come «avamprogetto» o «aliquota giornaliera» (di una pena pecuniaria). Altro discorso è quello della sottocategoria dei «ticinesismi», come per esempio «crescere in giudicato» (invece di «passare in giudicato») o «attinenza comunale» (invece di «cittadinanza comunale»).

È perché la lingua madre dei testi legislativi è tedesca che litaliano federale non è degenerato nellantilingua dItalia fatta di perifrasi e manierismi?
La chiarezza del tedesco influisce molto sulla versione italiana del diritto federale, ma in Italia la cosiddetta antilingua non si trova tanto nei testi legislativi  quanto nel linguaggio burocratico, amministrativo e giudiziario.

Merito della cultura giuridica svizzera tedesca se litaliano è più attento alla grammatica paritaria, non sessista?
Il tedesco ha voluto a tutti i costi parificare i generi, utilizzando frequentemente lo sdoppiamento dei termini per il maschile e il femminile. L’italiano delle leggi, invece, ha scelto formulazioni neutrali. Esempio: «Ha la cittadinanza svizzera chi...» (art. 37 Costituzione federale), mentre nel testo tedesco, tradotto letteralmente: «È cittadina svizzera o cittadino svizzero chi…» (Schweizerbürgerin oder Schweizerbürger ist, wer…). Ancora, il tedesco usa Gericht (tribunale) per ragioni di non discriminazione sessista ed evitare la stucchevole coppia Richter/Richterin. L’italiano usa «giudice», che non ha una connotazione di genere e in più si riferisce sia a un’autorità giudiziaria monocratica (il pretore) sia a una collegiale (il tribunale).

Che rapporto c’è tra litaliano dei testi legislativi federali e quello prodotto in Ticino dal Consiglio di stato o dal Gran consiglio?
A parte la differenza cui ho accennato prima tra gli elvetismi e i ticinesismi (trattanda, crescere in giudicato, in via bonale ecc.), per i testi più importanti, come si è fatto per esempio a suo tempo per i codici di diritto processuale civile e penale e la nuova Costituzione federale, vi è un’intensa collaborazione tra i traduttori-giuristi di Berna (oggi in parte dislocati a Bellinzona) e i funzionari e gli esperti del Canton Ticino.

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione

TESTO: Daniele Pini
FOTO:  Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 15.02.2016, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?