Oro da bere: Il caffè prodotto a Balerna

La Caffè Chicco d’Oro di Eredi Rino Valsangiacomo SA firma questa preziosa bevanda come il nome che porta e racchiude molti valori importanti per il nostro benessere.

Chi non ha ancora visto il pacco dorato del caffè Chicco d’Oro alzi la mano. La confezione è riconoscibilissima proprio perché il suo colore richiama quello dell’oro, metallo prezioso per antonomasia. Ma che cosa c’entra l’oro con il caffè? «Per noi il caffè è una nobile e preziosa bevanda che come l’oro racchiude molti valori importanti per il nostro benessere. – risponde Valerio Cimiotti, della Caffè Chicco d’Oro a Balerna – Raccogliendo i punti applicati sulle confezioni, è possibile ricevere molti premi, primo tra gli altri il famoso ciondolo a forma di Chicco di caffè in oro, da sempre simbolo dell’azienda ticinese. Oggi i nostri clienti hanno a disposizione un intero catalogo di premi tra cui scegliere, anche se il Chicco in oro mantiene il suo fascino».

Energia vitale
Ma sulla confezione troviamo anche la cornucopia, il corno dell’abbondanza… «Sì, perché il caffè è considerata una bevanda che trasmette energia vitale e benessere nel corpo e nella mente» afferma ancora Valerio Cimiotti. Il nome caffè deriva dall’arabo «qahwa» che sta ad indicare qualsiasi tipo di vegetale. Sono molte le leggende e le storie legate alla nascita e diffusione del caffè come bevanda. La più conosciuta è quella della pronta guarigione del profeta Maometto aiutato dall’arcangelo Gabriele che gli consegnò un caffè preparato direttamente da Allah. Si narra anche che attorno all’850 dopo Cristo alcuni monaci etiopi notarono che le loro capre si nutrivano di alcune bacche ed erano euforiche. Le raccolsero, ma diffidenti le gettarono nel fuoco. Poco dopo si sprigionò un intenso e inebriante aroma; a questo punto provarono a farne un decotto e scoprirono che dopo averlo bevuto, restavano svegli durante le loro preghiere notturne. Dall’Etiopia, il caffè si diffuse poi in Arabia, per poi raggiungere le il vicino Oriente e il Mediterraneo.

I segreti per un buon caffè
La presenza del caffè è testimoniata da alcuni bassorilievi ritrovati in alcune tombe di beduini, a dimostrazione dell’assimilazione negli usi quotidiani di questa bevanda. Il caffè si evolve, come pure il suo modo di berlo: «Dal caffè in chicchi o già macinato, si è passati alle cialde e poi alle capsule. Da giugno proponiamo pure la qualità bio» afferma con orgoglio il signor Cimiotti, che precisa che i chicchi utilizzati per le miscela di tutte le qualità del caffè prodotto a Balerna provengono dal Centro America, Asia e Africa. Se per la preparazione del caffè non esistono regole fisse, ci sono alcune regole da tenere presente per un buon caffè? La conservazione del caffè in un luogo asciutto e chiuso, la macinatura adatta al tipo di bevanda che si vuole ottenere, il tipo di macchina da utilizzare, l’acqua e la sua temperatura e, non da ultimo, la mano di chi prepara il caffè.

Il museo del caffè si trova all’interno della sua sede di Balerna ed è sicuramente uno dei più completi in Svizzera per quanto riguarda la storia, il valore e il significato di questa bevanda. Aperto nel 1989 espone una vastissima varietà di oggetti dal Settecento fino a oggi, oltre che ripercorrere la storia del caffè.

Testo: Mirko Stoppa
Foto: Heiner H. Schmitt, mad

Pubblicazione:
giovedì 08.10.2015, ore 00:00