Il pannolino

La qualità e il prezzo determinano la scelta del pannolino. Il marchio non è prioritario, la sensibilità verso l’ambiente sì. — Carmela Maccia

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Le origini
Le foglie, le pelli di animali e le stoppie sono gli avi dei pannolini. Alla fine del 1800 i neonati europei e americani indossavano il progenitore del pannolino: un pezzo di stoffa rettangolare o quadrato, fissato con gli spilloni da balia. Il tessuto più in uso era il lino, da cui deriva la parola «pannolino», cioè «panno di lino». Nel 1946, Marion Donovan, una casalinga americana cuce al pannolino di stoffa uno strato di plastica, ritagliato da una tenda per doccia. Qualche anno prima, in Svezia era stato messo a punto il primo tampone usa e getta in cellulosa crespata, perché il cotone era diventato materiale da guerra.


L’adesivo e il gel
Negli anni Cinquanta, il chimico americano, Victor Mills ha l’intuizione di sfruttare le riserve di cellulosa dell’azienda per cui lavora. Nasce il primo «Pampers», da fermare con gli spilloni da balia. Nel 1961, il pannolino usa e getta conquista il mercato. Negli anni ʼ70 un adesivo sostituisce la spilla da balia. Gli anni Ottanta sono quelli del gel assorbente, per un pannolino asciutto ed anatomico.


L’anatomia del pannolino
Negli anni il pannolino si è trasformato in una mutandina imbottita. La parte esterna si compone di una pellicola di plastica in tessuto, che impedisce la fuoriuscita di pipì. Le bande elastiche laterali permettono di adattare il pannolino, di evitare le perdite e facilitare l’assorbimento del nucleo o cuscinetto centrale. Quest’ultimo è determinante, poiché garantisce una elevata assorbenza e mantiene asciutto il sederino del bebè.


La scelta dei genitori

Da una mini inchiesta spontanea tra le levatrici emerge che i neo genitori acquistano i pannolini secondo questi criteri: il prezzo e la qualità. Il marchio e la pubblicità non sono determinanti. La scelta passa da una buona informazione sul prodotto e dal comfort per il bebè. Quest’ultimo comprende il sederino asciutto, la tenuta e l’assorbenza; le irritazioni, l’arrossamento e il movimento delle gambe. In secondo piano, vi è l’impatto ambientale e l’eventualità di convertirsi al pannolino di stoffa. In questo caso, però, consumo energetico e tempo impiegato per lavare e asciugare sono essenziali.


Pannolini Oecoplan
I pannolini Oecoplan vengono prodotti con materie prime certificate FSC. La cellulosa proviene da foreste sostenibili e non è sbiancata con il cloro. Il tè verde nel nucelo di assorbimento riduce i cattivi odori. Il pannolino è traspirante, ha un’alta assorbenza, una forma anatomica ed è diventato ancora più leggero.

I pannolini Oecoplan sono prodotti in Svizzera con fonti di energia rinnovabile e si possono ordinare anche sul sito web: www.coopathome.ch


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Testo:  Carmela Maccia

Pubblicazione:
domenica 30.08.2015, ore 00:00