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Il Palazzo Borromeo con giardino all’italiana, sull’Isola Bella.

Dall’alto in senso orario: giardino di Palazzo Borromeo, Isola Bella. Giancarlo Giustina, capo giardiniere dei giardini delle Borromee nella terrazza delle Protee. Pontile dell’Isola dei Pescatori.

Didascalia della seconda foto.

Il paradiso in terra: le Isole Borromee

Il dolce clima del Lago Maggiore fa crescere ogni ben di Dio nei giardini delle Isole. Ora vi sbocciano anche le Protee, magnifici fiori sudafricani. Appuntamento tra qualche settimana.

C’era una volta… un giardino incantato su una piccola isola al centro di un lago; aveva alberi, arbusti e fiori provenienti da tutte le parti del mondo, anche quelle più remote ed esotiche, ai confini della Terra. Scivolando sulle acque del lago, si arrivava lentamente agli inebrianti profumi e agli sgargianti colori delle sue piante. I Principi dell’isola avevano incaricato un gruppo di appassionati giardinieri, diretti da un Maestro, di proteggere e accudire questo Eden terrestre. E così il giardino prosperava ed era sempre più bello…

Potrebbe essere una fiaba, e invece è realtà. L’Isola Madre, una delle tre Borromee di fronte a Stresa sul Lago Maggiore, sembra incarnare questa favola. Il suo giardino è davvero sempre più bello…. A giugno di quest’anno infatti è stata inaugurata una nuova terrazza, quella delle Protee, la cui prima fioritura è stata a giugno, e la seconda è prevista tra settembre e ottobre. Dopo trent’anni di tentativi per far vivere a cielo aperto questa pianta sudafricana nel giardino dei Principi Borromeo, il 2013 segna una svolta. «L’acclimatamento è stato difficile – così ci racconta Giancarlo Giustina, capo giardiniere da 35 anni degli otto ettari del parco dell’Isola Madre e dal 2006 anche del giardino dell’Isola Bella –. È stato un lavoro quasi impossibile, ma siamo riusciti ad arricchire ulteriormente il nostro giardino, che è uno dei cinque parchi botanici più importanti in Italia».

Grazie al suo clima felicemente mite, il giardino dell’Isola Madre fu dapprima frutteto, poi uliveto ed agrumeto. Dall’Ottocento è un Parco Botanico all’Inglese che accoglie piante che arrivano da climi e ambienti molto diversi da quello del Lago Maggiore. Semi e piantine sono stati portati dal Brasile, dalla Cina, dal Giappone, dalla Patagonia e da tanti altri Paesi lontani. Quest’anno, con le variopinte Protee, la rappresentanza della Flora australe è ancora più nutrita. «In realtà – ci spiega Giustina – l’Isola Madre gode di una posizione e una condizione pedo-climatica particolarissime che favoriscono il lavoro di acclimatamento e inserimento di piante provenienti da altri continenti. Quando in inverno arrivo dalla terraferma, mi capita spesso di notare che qui, sull’Isola Madre al centro di un golfo, abbiamo anche 5 gradi in più rispetto a Stresa. Qui si dimentica la costa». È un mondo a parte, splendido e variegato che, nonostante la gelata che all’incirca ogni 30 anni «punisce» gli sforzi botanici, offre un contesto paesaggistico unico. «Perché qui le piante – precisa Giustina – sono inserite come se fossero nel loro ambiente, non offriamo una mera catalogazione da orto botanico».

Giancarlo Giustina è stregato da questo giardino così affascinante, il legame tra lui e le piante è fortissimo. Se una pianta non sta bene, il Maestro non riesce a far finta di nulla. È una sorta di paziente e tenace direttore d’orchestra. Dirige una meravigliosa sinfonia botanica che offre successive fioriture e sorprese ad ogni angolo. I suoi «musicisti» sono 10 giardinieri all’Isola Madre e 8 per il giardino all’italiana dell’isola Bella. Ogni dettaglio è perfezionato, e la terrazza delle Protee è solo uno dei tanti esempi.

Le isole del Verbano sono davvero un gioiello, e non solo botanico. C’è molto altro: opere d’arte e specialità gastronomiche. Il Palazzo dell’Isola Bella accoglie numerosi capolavori nei sontuosi saloni, nelle grotte e nella pinacoteca. Da quest’anno, inoltre, sono nuovamente esposti al pubblico sei dei sette grandi arazzi fiamminghi di epoca rinascimentale. Il recente restauro ha portato a nuova vita queste immagini di animali fantastici, vegetazione lussureggiante e personaggi mitologici realizzate in lana e seta con fili d’oro e d’argento. All’Isola dei Pescatori, invece, dopo una gradevole passeggiata nel borgo, è quasi d’obbligo fermarsi e rendere onore alla cucina tipica locale che ovviamente punta sul pesce di lago. Alla «Trattoria Imbarcadero», aperta nel 1899 dal bisnonno degli attuali proprietari, il menù offre un’ampia scelta di piatti a base di arborelle e coregoni, trote di lago e agoni. Non è poi così vero che il pesce di acqua dolce sia inferiore a quello di mare: basta assaggiare qualche antipasto, una frittura o una bella grigliata per ricredersi…

Isole Borromee

Informazioni generali — tel. 0039 0323 30556 — www.borromeoturismo.it

Orari dei battelli da Locarno — www.navlaghi.it

Dove dormire — Hotel Della Torre, via Sempione Nord 45/47, Stresa
tel. 0039 0323 32555 — www.hoteldellatorrestresa.net
Un albergo con piscina, rinnovato e ampliato.

Dove mangiare
Trattoria Imbarcadero, via Lungolago 12, Isola Pescatori — tel. 0039 0323 30329
www.imbarcaderoisolapescatori.it

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Testo: Barbara Brevi

Fotografia:

Ghigo Roli
Pubblicazione:
martedì 27.08.2013, ore 11:00


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