Dov'è il Piccolo Principe? Si trova in Alsazia...

GITE — La scorsa estate ha aperto i battenti il primo parco aereo al mondo e noi l’abbiamo visitato per voi. Nel cuore dell'Alsazia, incontriamo l'ideatore di questo bellissimo parco per tutta la famiglia. VIDEOREPORTAGE

A Ungersheim, una piccola località alsaziana a 50 km da Basilea, quest’estate è precipitato l’asteroide B612, il pianeta del Piccolo Principe. Il ragazzino dai capelli d’oro, nato dalla penna di Antoine de Saint-Exupéry e le cui vicende hanno appassionato grandi e piccini di tutto il mondo, dallo scorso luglio infatti ha un proprio parco tematico.  «Volevamo costruire un parco di attrazioni con i nostri palloni frenati, ma non avevamo ancora un tema preciso. Una volta visto il luogo, ammirando i Vosgi e dopo aver saputo che gli eredi di Antoine de Saint-Exupéry vivono nella regione, con il loro consenso, abbiamo pensato di dedicare il parco al Piccolo Principe» ci spiega Jérôme Giacomoni, cofondatore del parco assieme a Matthieu Gobbi. «È stata una grande sfida perché abbiamo dovuto raccogliere 10 milioni di euro, costruire il parco in 4 mesi e inaugurarlo il 1° di luglio. Oggi possiamo dire di essere soddisfatti. Finora sono già 80mila i visitatori che hanno scoperto il Parco!» afferma sorridente l’ingegnere parigino. Terminati gli studi in ingegneria, insieme con Matthieu Gobbi fonda l’azienda Aérophile, leader mondiale nella costruzione di palloni frenati. «Sono sempre stato un appassionato di mongolfiere e volevo trovare un modo per rendere accessibile a tutte le tasche quest’esperienza. Oggi, in tutto il mondo, sono in funzione 80 dei nostri palloni frenati, tra cui due in questo parco. Per questo motivo siamo il primo parco aereo al mondo, anche se forse la definizione che più ci si addice è quella di parco poetico. Qui non si trovano solo giostre, ma si possono anche osservare animali e ci si può avvicinare al mondo del Piccolo Principe. Dall’alto dei palloni si possono ammirare i Vosgi e la Foresta Nera, imparare la geografia del luogo. Vogliamo anche svolgere un ruolo didattico». Giacomoni ha una chioma bionda e un’espressione sorridente: sembra nascondere un ragazzino. «Adoro le mie mongolfiere, ma prima di creare questo parco ci limitavamo a venderle ad altri parchi d’attrazione. Ora invece abbiamo il nostro parco, ed è geniale perché in termine d’idee possiamo davvero sbizzarrirci. Ci divertiamo e cerchiamo di migliorarci. Mi piace lavorare con persone che abbiano una passione e che riescano a trasmetterla agli altri»

I personaggi del parco

Infatti, durante il percorso nel parco, da pianeta a pianeta, come il Piccolo Principe, incontriamo due personaggi davvero particolari. Dapprima Florine. Questa giovane francese si occupa delle volpi del parco. «Sono 4 cuccioli che provengono da un altro parco. La madre ne aveva 5 e non si occupava di tutti. Li abbiamo allevati con il biberon. Sono addomesticati ma restano comunque animali selvatici. La mattina mi vengono incontro per farsi accarezzare e gioco con una pallina di tennis con loro» dice tenendo tra le braccia Django, che non sembra per nulla spaventato dalla presenza di estranei. Proseguendo il cammino circolare incontriamo Moussa, un signore che viene dalla Turchia e che è appassionato di piccioni. È campione nell’ammaestrare piccioni acrobati. «Ho iniziato da bambino, osservando mio padre» ci spiega mentre porge dei semi ai suoi volatili. Sono diverse specie di piccioni e ognuno ha la sua specialità. Ci sono quelli che salgono fino a 2.500 metri d’altezza scomparendo allo sguardo e che scendono in picchiata, come dei rapaci; ci sono i «rotolatori» che effettuano il giro della morte e quelli che scendono a vite. Quello che li accomuna è che tutti rispondono al richiamo del loro padrone. 

Un mondo di attrazioni e di fantasia

Nel parco si trovano una trentina di attrazioni. Ci sono quiz, filmati ludici e didattici, un piccolo teatro in cui, dallo schermo, la volpe amica del piccolo Principe interagisce con i piccoli visitatori. Attività apprezzate dai giovani visitatori ma fruibile soprattutto per   un pubblico francofono. «Stiamo cercando di rendere il tutto almeno bilingue, visto che siamo a due passi dalla Germania e dalla Svizzera tedesca. Stiamo anche pensando a un sistema per proporre le nostre attività in più lingue» confida Giacomoni. Sarà comunque impossibile tradurre le attrazioni in tutte le lingue in cui è stato tradotto il libro del Piccolo Principe: «È il libro in lingua francese più conosciuto al mondo ed è stato tradotto in 285 idiomi» spiega Giacomoni. 

Comunque, nel cinema 3D, il film del Piccolo Principe (15 minuti) è appassionante anche per un pubblico non francofono.  Non hanno invece bisogno di traduzioni né di sottotitoli, due delle attrazioni principali del parco. Quelle aeree: i due palloni frenati e l’Aérobar, anch’esso progettato da Aérophile. «Ne esistono solo due al mondo, l’altro si trova al Futuroscope di Poitiers dal 2013» precisa Giacomoni. L’Aérobar può accogliere 15 persone, sedute attorno a un tavolo. 

Ci si allaccia la cintura e… via: ci si siede con i piedi nel vuoto e si sale a un’altezza di 35 metri (l’equivalente di un edificio di 12 piani) e qui ci si può gustare una bevanda calda ammirando il paesaggio. «Nelle giornate limpide, da qui si possono vedere Colmar, la Foresta Nera e i Vosgi» ci spiega il nostro «barista» dopo averci fatti accomodare e averci distribuito delle coperte: l’aria è pungente, ma ne vale la pena. «Capita che qualcuno soffra di vertigini, in quel caso scendiamo prima del previsto».

Quasi come in mongolfiera

Ma l’attrazione principale, visibile anche in lontananza, è il pallone frenato. La «navicella» ha una capacità di 30 persone; il pallone, di un diametro di 22 metri, è pieno di 6.200m3 di elio ed è  collegato al suolo con cavo da teleferica. A bordo ai comandi si trova un pilota di mongolfiere che ci fa salire fino a 150 metri d’altezza. 

Il vento si fa sentire e il freddo pure, ma è senza dubbio un momento emozionante. «Dobbiamo verificare la velocità del vento e se le raffiche superano i 35km/h restiamo a terra» spiega il nostro «pilota». Il volo resta quindi un’attrazione che dipende parecchio dalle condizioni meteorologiche. «È anche per questo motivo che se dei visitatori non  hanno la possibilità di volare a causa del vento, offriamo loro dei buoni spendibili nel parco» precisa Giacomoni. 

Dall’alto si può ammirare la struttura del parco: è costruito tutto a moduli circolari. Accanto a noi vediamo delle lucine volanti: sono i piccioni di Moussa dotati di una lucina, che si esibiscono in uno spettacolo unico. Giacomoni confida sorridente: «Il nostro orgoglio è l’aver creato qualcosa di bello».

Orari e giorni d'apertura

Il parco è aperto nel periodo natalizio, fino al 4 gennaio 2015 e potrebbe rivelarsi una sosta piacevole sul cammino dei mercatini d’Alsazia, poi sarà chiuso fino in primavera. Il parco accoglie una trentina d’attrazioni: cinema 2D, 3D e 4D. Si possono osservare volpi, pecore e piccioni e ammirare il paesaggio dall’alto sia a bordo dei palloni frenati che sull’Aérobar. 

Per informazioni su programmi e orari d’apertura:

www.parcdupetitprince.com

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Testo: Raffaela Brignoni 
Foto: Pino Covino 
Pubblicazione:
lunedì 15.12.2014, ore 14:00


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