Plan de Corones: il museo disegnato da Zaha Hadid visto dall’esterno. (Foto: Ghigo Roli;  Cartina: Rich Weber)

Il racconto
della montagna

Tra Veneto e Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti, si snoda un circuito di sei spazi espositivi, il Messner Mountain Museum. Un vero e proprio invito al viaggio alla scoperta della magia dell’alta quota. — BARBARA BREVI

Immaginate di ascoltare un lungo e avvincente racconto sulla montagna. E immaginate che sia Reinhold Messner in persona, uno dei più grandi scalatori e alpinisti di tutti i tempi, a narrare la storia. Dopo aver trascorso oltre quarant’anni a esplorare le cime più alte del mondo, dalle Dolomiti dove è nato al Tibet, dalle Montagne Rocciose all’Himalaya, dalle Ande alle vette dell’Antartide e dell’Oceania, dopo aver attraversato distese di ghiaccio e deserti, e aver scalato 3.500 montagne, Messner ha dedicato il suo tempo e le sue energie a realizzare il suo «Racconto della Montagna». Il risultato è sorprendente, un circuito di sei ampi e spettacolari spazi espositivi che costituiscono il Messner Mountain Museum.  Sono sei i musei, ma in realtà è un corpo unico che si declina in un percorso che si snoda tra l’Alto Adige e il Veneto e che diventa una irresistibile occasione di viaggio. «È il mio quindicesimo ottomila. Ho voluto – dichiara con grande disponibilità Messner – raccontare la montagna e, ovviamente, anche i popoli che la abitano.  Ho raccolto opere d’arte, reperti naturali, memorabilia e documenti dei grandi alpinisti, cimeli religiosi, oggetti di uso quotidiano per realizzare questo racconto. E il progetto si è rivelato ancora più forte di quanto pensassi». Ci rifletteva da decenni, sin da quando – aggiunge Messner – «all’età di 23 anni ebbi in dono il martello dell’alpinista austriaco Paul Preuss dalla sua amante di 96 anni che, tanti anni dopo la morte del compagno, riconobbe tra Preuss e me un’affinità sostanziale nel modo di affrontare le scalate. Ricevetti il martello e per lungo tempo lo custodii». Forse fu quel cimelio a costituire il primo seme, da cui germinò il progetto del Messner Mountain Museum, un’esperienza conoscitiva unica al mondo sia per la quantità e qualità incredibili degli oggetti esposti sia per la possibilità di visitare  alcuni luoghi di straordinaria bellezza di cui Messner scrive con amore sconfinato:  «Io mi sento figlio delle Dolomiti… non ho mai visto un mondo di roccia dalle forme più belle di queste: si pensi ad esempio al Gruppo delle Odle, al Sassolungo e alle strapiombanti pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo. Già da bambino ero stupito e meravigliato da tanta varietà. Impressioni insuperate. Il mio ritorno in Alto Adige è dunque una dichiarazione d’amore alle Dolomiti».


Il progetto Messner Mountain Museum venne testato inizialmente con il museo di Castel Juval, un sorta di nido dell’aquila in Val Venosta, la solare e fertile valle dei meleti. Dopo Juval, dedicato al tema delle montagne sacre e alla rilevanza della montagna nella spiritualità di molti popoli, il progetto è maturato con altre cinque splendide sedi dedicate ognuna a un tema particolare. Oggi il Messner Mountain Museum è come un mosaico di sei tessere al cui centro è il MMM Firmian, museo dedicato alle grandi ascensioni e al rapporto che lega uomo e montagna, nell’omonimo castello che sovrasta Bolzano. MMM Ortles invece racconta il mondo dei ghiacci in una nuova struttura sotterranea a Solda mentre MMM Dolomites descrive l’elemento della roccia e l’alpinismo dolomitico in un forte ristrutturato della Prima Guerra Mondiale sul Monte Rite in Cadore. Da MMM Dolomites si gode di una vista indimenticabile e inebriante a 360° sul Cimon della Pala, Monte Civetta, Marmolada, Monte Pelmo, Tofana di Rozes, Sorapiss, Antelao. Nel MMM Ripa, all’interno del Castello di Brunico, Messner ha voluto approfondire in modo sorprendentemente ricco il tema della vita dei popoli di montagna, esponendo oggetti e opere collezionati nel corso degli anni. Infine, nel 2015, è stato inaugurato al Plan de Corones MMM Corones, dedicato alla storia dell’alpinismo tradizionale. L’edificio, progettato da Zaha Hadid, regala un panorama meraviglioso, dalle Dolomiti di Lienz a Oriente fino all’Ortles a Occidente, dalla Marmolada a Sud fino alle Alpi della Zillertal a Nord.

Il museo ricavato nel forte militare sulla cima del Monte Rite, sullo sfondo le Dolomiti Bellunesi.

Il quindicesimo ottomila
Tutto questo è stato davvero un quindicesimo ottomila per Reinhold Messner dal punto di vista imprenditoriale e organizzativo. La stessa determinazione e caparbietà che gli consentì di realizzare l’impossibile a livello alpinistico l’ha sorretto per portare a termine il progetto Messner Mountain Museum e per gestirlo con efficienza. Ha selezionato con cura i sei luoghi affinché ogni spazio museale e il suo contenuto si accordassero armonicamente con l’elemento naturale. La Natura doveva trovare una corrispondenza con il tema di ogni museo, e viceversa. «Solo in questo modo – aggiunge Messner – la montagna diviene uno spazio esperienziale, parte della nostra cultura. L’obiettivo era quello di condensare il vissuto di chi, come me, ha fatto proprio il confronto tra l’uomo e la montagna».

Interno di Castel Juval, una delle sedi del MMM, con l’attrezzatura di Messner.


Ora che il suo mosaico di musei è decollato, Messner ha deciso di affrontare una nuova sfida, quella del cinema. A ottobre presenterà il suo primo film da regista. Il secondo è già in lavorazione e chissà che non vengano presentati in una delle prossime edizioni del Festival di Locarno… «La vita – come ribadisce a fine intervista Reinhold Messner  – ci riserva delle sorprese che la fantasia non può darci». Da parte nostra, siamo sicuri che Reinhold Messner continuerà a stupirci.

Messner Mountain Museum:



Schlosswirt Juval, Juval 2, Castelbello-Ciardes (Bolzano), Ai piedi di Castel Juval, un maso auto-sufficiente, di proprietà di Reinhold Messner, accoglie gli ospiti grazie a cinque appartamenti e a una trattoria che propone   cucina tradizionale sudtirolese con ingredienti di propria produzione.



Rifugio Remauro, passo Cibiana, Cibiana di Cadore (Belluno), Punto di partenza per le escursioni al Monte Rite, è un rifugio a conduzione familiare. Il menu del ristorante è basato sulla cucina tipica del Cadore.



Navetta Shuttle, Passo Cibiana - Monte Rite,
tel. 0039 348 5658675

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Pubblicazione:
martedì 23.08.2016, ore 00:00


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