Ernesto calcola ogni geometria sul tappeto verde.

Il ritorno alla buca

Occhio alla stecca — Per Ernesto Jesus Walzer, di Locarno, la passione del biliardo sta vivendo una nuova primavera. E non gli mancano le ambizioni: «Nel giro di un paio di anni — dice — voglio tornare a disputare qualche tappa dell’Euro Tour». — Leggi anche «L'angolo di Armando».

Dieci anni di assenza, poi il ritorno in grande stile. Ernesto Jesus Walzer, 41enne locarnese di origini colombiane, non ha resistito al richiamo della stecca. Per lui, il biliardo è una specie di malattia. E ora che da Castelfranco Veneto l’hanno chiamato per tentare di riportare la squadra dei Red Devils in serie A, la sua voce non nasconde una grande soddisfazione. «La competizione ufficiale mi mancava – dice –. Sono ripartito a fari spenti. Ma gli obiettivi sono chiari, nel giro di un paio di anni voglio tornare a disputare qualche tappa dell’Euro Tour».

Un personaggio pittoresco, dallo spirito ribelle e dall’animo tormentato. Ernesto, adottato da una famiglia di Locarno dopo una prima infanzia difficile, è noto ai ticinesi soprattutto per essersi reso protagonista di un evento eccezionale. Nel 2003, a Riazzino, mise in buca oltre 3.500 palle in 12 ore. L’impresa non gli bastò per entrare nel guinness dei privati. «Ci fu un pasticcio burocratico – ripete ancora oggi –. Ma adesso che mi sono rimesso in pista forse ci riproverò».

Non è raro incontrare Ernesto nelle sale da biliardo ticinesi, mentre sfida, amatorialmente, il malcapitato di turno. «Mi sono quasi sempre allenato» ammette. L’agonismo, però, è un’altra cosa. «In passato ho giocato parecchio nei club italiani. A Bolzano, a Padova, a Mirano. A Udine sono stato a un passo dal professionismo. In Svizzera il livello è buono, ma i tornei importanti sono quasi tutti oltre San Gottardo e si svolgono anche in settimana, alla sera. Sono dispersivi e penalizzano i ticinesi. In Italia le competizioni sono condensate in un paio di weekend al mese; per me è più comodo».

La sua testa è come un computer. Calcola ogni geometria, ogni traiettoria. Ernesto scruta il tappeto verde con una concentrazione impressionante. «Una volta ero riuscito a entrare tra i migliori 250 d’Europa. Non so se riuscirò a tornare a quei livelli. Ma voglio tramandare questa mia passione agli altri. Anche per questo, a dicembre sono diventato istruttore di biliardo».

A Castelfranco Veneto, nel frattempo, Ernesto ha portato anche un altro ticinese. «È il mio amico Alessandro Di Venti, davvero molto bravo. Il nostro cantone è pieno di ottimi giocatori». Sorride, Ernesto. Infila in buca una palla dopo l’altra. Ha ripreso i suoi ritmi naturali. Per lui, così segnato dalle vicende della vita, il biliardo sarà sempre molto più di un semplice sport.

http://www.biliardocinquebirilli.ch/links/index.html

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 14.04.2014, ore 00:00


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