Con l’acquisto di un omino di pane 10 cts.sono destinati alla CRS.

Il sostegno immediato
della Croce Rossa

Talvolta basta una fattura per far collassare il bilancio famigliare. Con aiuti mirati, la Croce Rossa interviene per evitare che le famiglie dipendano dall’assistenza pubblica.

Chi deve aiutare le famiglie? I privati o lo Stato? Dì la tua!
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Il contributo massimo è di 1000 fr.-  »

Manuela Tobler, Croce Rossa Svizzera

Chi acquista ora un omino di pane da Coop compie una buona azione: per ogni omino venduto, dieci centesimi sono devoluti alla Croce Rossa Svizzera (CRS) a sostegno delle famiglie bisognose residenti in Svizzera (vedi quadretta a lato). Quello della CRS è un aiuto mirato a singoli soggetti. «L’obiettivo è aiutare famiglie e persone in difficoltà a ritrovare l’indipendenza economica», afferma Manuela Tobler (53), una delle due collaboratrici della CRS, che si occupa dell’erogazione del sussidio.
In Svizzera, ci sono famiglie che hanno bisogno di un sostegno economico. Il nostro stato sociale è forse deficitario? L’aiuto alle famiglie indigenti è temporaneo ed è destinato a coloro che, di norma, non percepiscono ancora contributi sociali. Un sussidio una tantum può contribuire a riassestare il bilancio famigliare, evitando di ricorrere all’assistenza pubblica. In quest’ottica, esso è importante all’interno di uno stato sociale. Quando richiedenti fortemente indebitati si rivolgono a noi, li indirizziamo al servizio di consulenza per il risanamento dei debiti, che si occupa di pianificare il risanamento.
 
Il vostro sussidio è una tantum?
Sì, eroghiamo il cosiddetto aiuto individuale. Il termine sta proprio ad indicare che il sussidio è concesso una sola volta e soprattutto che si rivolge ad un soggetto ben definito.

Quali costi sostiene la CRS?
Il più delle volte sosteniamo le spese sanitarie, come il costo inatteso della fattura di un dentista o del medico. Proprio nel caso di fatture riguardanti prestazioni mediche erogate, abbiamo notato che molti per risparmiare tendono a scegliere una franchigia elevata e non essere poi in grado di saldare la fattura. Chiaramente, in questi casi cerchiamo sempre di fare in modo che si abbassi la franchigia alla prima occasione possibile, cosicché il problema non si ripeta.

Come si ottiene il sussidio della CRS?
Molti ci scrivono direttamente. Noi però dobbiamo inviare tutte le richieste ai servizi sociali locali che hanno accesso a tutta la documentazione. Questi ultimi chiariscono la situazione con i richiedenti e ci garantiscono che i fatti descritti corrispondono al vero.

Non potete farla voi questa verifica?
No, significherebbe fare un colloquio nei nostri uffici di Berna con ciascun richiedente. Operando sull’intero territorio svizzero, la cosa non è fattibile. Per questo che le richieste devono sempre passare prima per l’assistenza sociale o per un altro servizio ufficiale, come ad esempio i servizi sociali o gli sportelli di consulenza sociale promossi dalla Chiesa.

Come valutate i casi?
I casi per i quali siamo chiamati ad intervenire non sono sempre di soluzione immediata. In genere i servizi sociali ci presentano la richiesta di una persona con disponibilità economiche molto limitate. In questo caso ci inviano anche la documentazione, che esaminiamo prima di poter dare un parere positivo. Se notiamo che il budget a disposizione della persona è ancora tale da consentirle di affrontare autonomamente la spesa, andiamo più a fondo. Allora capita che scopriamo che la persona in questione ha anche un genitore anziano a carico e che quindi deve sostenere altre spese o che, per accudirlo, è obbligato a lavorare a tempo parziale. In sostanza, i vissuti personali ci permettono di farci un quadro generale della situazione prima di agire.

Di quali importi stiamo parlando?
L’importo massimo da noi concesso è di mille franchi. Per importi più elevati, e nel caso di spese sanitarie le cifre fanno presto a lievitare, pertanto il richiedente deve rivolgersi anche ad altre organizzazioni. Mille franchi non sono poi molti, ma possono essere un grande aiuto per chi ha scarse disponibilità finanziarie.

Per cosa e per chi erogate il denaro?
Noi non finanziamo spese di viaggio, costi di formazione professionale o vacanze. Per il resto mi è difficile indicarle delle categorie. Consideriamo sempre il quadro generale della situazione e valutiamo caso per caso. Se vuole sapere chi sono le persone che richiedono il nostro aiuto, posso dirle che si tratta di svizzeri e di stranieri in egual misura. Ci sono molte famiglie, molti anziani e, a volte, anche giovani. Complessivamente gestiamo circa 400 domande l’anno.
 
Da dove provengono i fondi?
La Croce Rossa Svizzera finanzia questi sussidi a sostegno delle famiglie bisognose, per metà, attraverso fondi propri e per il resto tramite le donazioni che giungono da un padrinato, da fondazioni e imprese. La crescente richiesta spinge la CRS a cercare nuove forme di donazione.


QUANDO IN SVIZZERA SI È CONSIDERATI POVERI?*

* Dati del 2015: persone singole, coppia senza figli, famiglia monoparentale e famiglia con 2 bambini
Fonte: conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

Dal 27 ottobre al 19 dicembre, da Coop si potranno acquistare gli omini di pane. Per ogni omino venduto, dieci centesimi saranno devoluti alla Croce Rossa Svizzera a sostegno delle famiglie bisognose residenti in Svizzera. Per esperienza, in questo periodo dell’anno, Coop vende circa un milione di omini. Per saperne di più:


www.fatti-non-parole.ch/293


Manuela Tobler, lavora per la Croce Rossa Svizzera.

Aiuto per assistenza ai bambini
Dopo la nascita del secondo figlio, la vita famigliare di Kevin M. (27), fino ad allora perfettamente organizzata, subisce una drastica svolta. La moglie di Kevin (26) si ammala di depressione. La cura e l’assistenza della moglie e dei figli mettono a dura prova il giovane, ancora alle prese con la formazione professionale e impossibilitato ad assentarsi troppo dal lavoro. Il medico di famiglia lo mette in malattia e gli consiglia di far seguire alla moglie una terapia psichiatrica ambulante e di richiedere un aiuto per accudire i bambini. I costi per la cura della moglie vengono presi in carico dai servizi sociali del comune, mentre quelli per l’assistenza dei bambini dal giovane padre di famiglia. La CRS, insieme ad altre due istituzioni, si fanno carico dei costi relativi all’assistenza dei bambini.

La fanchigia a carico
Sandro T. (34) è assunto a tempo pieno, divorziato e ha due figli. Per la moglie e per i figli deve pagare una quota importante in alimenti. A causa di una depressione la situazione gli sfugge di mano e inizia a indebitarsi. La sua ex moglie è pronta a rinunciare a parte degli alimenti. Aiutato dai servizi sociali del proprio datore di lavoro, Sandro T. ha stilato un budget e un piano di risanamento dei debiti. La situazione finanziaria rimane tuttavia precaria. Sandro T. è disperato, deve ricorrere spesso al medico. I suoi problemi cardiaci sono strettamente correlati alla sua situazione finanziaria. La CRS si fa carico di parte della franchigia per alleggerire la situazione.

I costi del dentista
Dorothea L. (45) è divorziata e lavora nel settore gastronomico all’80%. Sua figlia maggiore sta portando a termine un apprendistato in commercio e vive a casa con lei, contribuendo alle spese con parte del suo stipendio. Nonostante questo, Dorothea L. vive con il minimo indispensabile. Ecco perché ha sempre rimandato gli appuntamenti dal dentista, finché le cure sono diventate indispensabili. La fattura però supera il budget famigliare. In questo caso, l’aiuto individuale della CRS ha contribuito alle spese del dentista.

Perdita del salario
Katja P. (33) è casalinga e da anni soffre di malattie croniche. Quando scopre di avere un nodulo che deve essere operato d’urgenza, l’intera vita famigliare è scombussolata. Non è il primo tumore per Katja P. e finora tutti si sono rivelati benigni. Ma le diagnosi scatenano sempre più stati di angoscia in Katja. Anche i bambini soffrono della situazione e sviluppano disturbi comportamentali. Affinché il marito possa esserci per la famiglia durante i giorni dell’intervento, il datore di lavoro gli propone un periodo di ferie non retribuito. Il che significa però rinunciare a cinque settimane di stipendio. Come pronto intervento, volto ad alleggerire la famiglia, l’aiuto individuale della CRS, unitamente al sostegno di altre due istituzioni, con un contributo una tantum, serve a tamponare la perdita di salario.

Chi deve aiutare le famiglie? I privati come la Crs o lo Stato?

Scrivi nei commenti la tua opinione.

Testo: Thomas Compagno

Foto: Peter Mosimann

Pubblicazione:
giovedì 05.11.2015, ore 00:00