Per Marco Bortolon, una carriera nel nome del sudore.

Il valore della fatica

LO SPORT — Marco Bortolon nel sollevamento pesi è campione svizzero della categoria al di sotto dei 69 chili. E vuole combattere i pregiudizi su questo sport. Leggi anche «L'angolo» di Armando Ceroni!

CSi allena in una baracca lungo l’argine del fiume, a Bellinzona. Quattro sere a settimana più la domenica, quando capita. Marco Bortolon, campione svizzero di sollevamento pesi nella categoria al di sotto dei 69 chili, è un esempio di costanza e determinazione. E il titolo elvetico ottenuto lo scorso maggio a Tramelan, nel Giura Bernese, è solo la logica conseguenza di una carriera costruita nel nome del sudore. «Ma ora sono già proiettato verso la prossima gara importante – dice l’atleta della Vis Nova –, sarà a fine agosto, sul lago di Costanza».

Non ha tempo per godersi la gloria. Il 30enne bellinzonese, ingegnere civile di origini varesine, è un perfezionista e vuole migliorarsi in continuazione. E pensare che la sua avventura nel mondo del sollevamento pesi era iniziata in modo piuttosto frivolo. «A 15 anni volevo avere un fisico al top per potere rimorchiare le ragazzine. Ecco perché mi sono iscritto in palestra. Dopo un po’ mi sono accorto che alcuni facevano pure competizione, vincevano medaglie e coppe. Insomma, mi sono fatto incuriosire e ho provato a seguire quella strada».

E così Marco si laurea per ben due volte campione italiano universitario e più volte campione lombardo. Oggi il 30enne della Vis Nova solleva 90 chili di strappo e 105 di slancio. «L’idea è quella di abbellire ulteriormente i miei record personali. E poi ho un sogno nel cassetto, mi piacerebbe insegnare quest’arte ai più giovani, vorrei contribuire a fare crescere le nuove leve. Perché troppo spesso si sente dire che il sollevamento pesi è buono solo per spaccarsi la schiena. Io invece dico di no. E sono pronto a dimostrare che questo è uno sport che ti fa crescere, che da una parte ti fa capire cosa significhi fare fatica e dall’altra ti forma il carattere».

Marco descrive il sollevamento pesi come una disciplina completa. «È dispendiosa, certo. Non a caso tra una gara e l’altra si fanno passare di-verse settimane. E nei giorni che seguono la competizione, l’atleta tende a rilassarsi e a non fare sforzi. Ma questo deriva anche dalla tensione accumulata, dall’adrenalina che cresce dentro di te in vista dell’evento tanto atteso. Sono parecchie le componenti da considerare. Le emozioni in ogni caso sono forti, e te le porti nel cuore».

www.swiss-weightlifting.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 04.08.2014, ore 00:00


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