L’istruttrice Clara Caruso con le sue ondine.

Immersioni da fiaba

Il mermaiding, da poco sbarcato anche in Ticino, trasforma bimbe in sirenette. Una tecnica di nuoto che affascina anche gli adulti e che racchiude ben quattro discipline. — Giorgia von Niederhäusern

Ogni mercoledì pomeriggio,in una delle piscine della Splash&Spa di Rivera-Monteceneri, bambine si trasformano in piccole sirene. Dopo un primo riscaldamento a corpo libero in acqua, seguendo le indicazioni dell’istruttrice Clara Caruso, le bimbe mettono ai piedi una monopinna. A questa viene poi fissata una colorata coda da pesce: un tubo di lycra decorato con squame stampate e accessoriato di pinna. Quando tutte sono mutate in guizzanti creature marine, la lezione di mermaiding (dall’inglese mermaid, «sirena») può cominciare.



Il corso alla Splash&Spa, introdotto lo scorso anno e gestito dalla scuola di nuoto Moby Dick di Lugano, è stato ideato per bambine dai 5 ai 13 anni.Ma la disciplina sta vivendo un boom anche tra gli adulti. Nel 2012, nelle Filippine, è stata fondata una vera e propria accademia per sirenette (la Philippine Mermaid Swimming Academy). Le creature  acquatiche che la frequentano (molte donne, ma anche uomini) non solo imparano a nuotare come «la piccola Ariel», ma sono pure impegnate nella salvaguardia dell’ecosistema marino. In Italia, la pluriprimatista di apnea profonda Ilaria Molinari è diventata famosa anche per essersi esibita con la coda da sirena come testimonial per la piscina più profonda al mondo, la Y-40. Nella Svizzera tedesca sono diverse le scuole che da qualche anno offrono corsi di questo tipo.



Roba per femminucce?
Nonostante l’immagine fiabesca e frivola legata soprattutto a quello che per molti è un semplice gioco per bambine, nuotare con una coda da sirena richiede diverse abilità corporee. A spiegarcelo è la stessa istruttrice Clara Caruso, che confessa: «Arrivando dal mondo dello sport agonistico, inizialmente ero un po’ scettica: l’attività sembrava estremamente ludica e fine a se stessa. Sviluppando il programma per le bambine mi sono resa conto che il corso racchiude in sé più discipline: nuoto, nuoto sincronizzato, apnea e nuoto pinnato».



La didattica, la condizione fisica e la tecnica, quindi, diventano indispensabili per potersi godere davvero la nuotata. I benefici per le piccole ondine e gli aspiranti tritoni, spiega ancora l’insegnante di nuoto laureata in scienze motorie, sono vari: «Lo sviluppo della coordinazione, imparare a controllare i movimneti per nuotare sempre più sinuosamente in un ambiente non naturale per i bambini».



La piccola Aurora, partecipante al corso, conferma: «È più difficile nuotare così. La pinna pesa. Ma mi è piaciuto e continuerò». Anche Giulia è rimasta entusiasta: «È una bella sensazione. Ti sembra di essere una vera sirena». Che presto anche qualche genitore ticinese si lasci affascinare dalla coda pinnata? «Quando si capiranno gli effetti benefici di questa attività, primo fra tutti addominali e glutei tonici, a molte donne verrà voglia di indossare una coda», conclude Caruso.

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Testo: Giorgia von Niederhäusern
Foto: Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 07.03.2016, ore 00:00


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