Vadim e Cindy Bertossa con le due figlie, Emily di 2 anni e mezzo e Gioia, 4 mesi.

Immondizia e scarti
Tutti possiamo agire

Venerdì e sabato prossimi la popolazione è invitata a raccogliere i rifiuti selvaggi in tutto il Paese. Particolarmente sensibili ai temi ambientali sono i bambini. Un reportage dal cuore del Giura bernese.

Melissa Belmonte, 11 anni, di Bévilard (BE), sa bene che la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti sono importanti per l’ambiente, l’ha imparato a scuola. «Tornando a casa mi diceva sempre “Questo rifiuto va qui… quest’altro va là”. Non posso che complimentarmi. Quand’ero bambina io, buttavamo tutto in un unico cestino dell’immondizia», ci rivela la mamma di Melissa, Manuela Belmonte. Questo sabato mattina madre e figlia sono venute insieme alle porte aperte di Celtor, un’azienda di gestione dei rifiuti nei pressi di Tavannes. Di fronte alle montagne di carta straccia, rifiuti verdi e rifiuti di cantiere, abbiamo l’occasione di imparare qualcosa in più sul loro immagazzinamento e sulla loro valorizzazione. Sono presenti anche gli impiegati dell’azienda. Altri professionisti si sono dati appuntamento qui: due animatrici e il direttore di Cosedec, la cooperativa romanda di sensibilizzazione alla gestione dei rifiuti, che da anni si impegna negli ambienti scolastici e non solo.

Sfatare le false credenze
Cosedec partecipa anche a manifestazioni in cui vengono coinvolte le famiglie: «Le giornate di porte aperte come quelle proposte da Celtor offrono l’occasione di sfatare alcune false credenze diffuse tra la popolazione – come la convinzione che il vetro possa tranquillamente finire nei forni inceneritori dell’immondizia – e di spiegare perché è importante effettuare una raccolta differenziata dei rifiuti», sottolinea Olivier Mani, direttore della cooperativa.
Attorno alle animatrici e ai giochi educativi da loro proposti si raccolgono numerosi bambini curiosi. Malik Bezençon, 8 anni,  non ha dubbi quando deve separare le bottiglie e i barattoli di marmellata che ha appena catturato con una canna da pesca in una piscinetta raffigurante uno stagno. «Per me i rifiuti sono tutto quello che non si può gettare in uno stagno», ci spiega Malik. «I bambini sono particolarmente ricettivi. Desiderano sinceramente che lo stagno rimanga pulito e che i pesci non muoiano», afferma l’animatrice Claudine Laperrouza. «Grazie a un contatto diretto e aperto con i bambini, si riesce a creare un atteggiamento positivo nei confronti dello sviluppo sostenibile. Non gli si dice che devono fare la raccolta differenziata, gli si spiega invece a cosa serve».

La rimozione del ferro
In piedi accanto a una ruota, Claudine Laperrouza propone ai più giovani di farla girare e, a seconda del caso, chiede loro di rispondere a una domanda insieme ai genitori. Parte un dibattito. «Littering: ossia l’abbandono dei propri rifiuti nella natura. Per raccoglierli la Svizzera spende, ogni anno, 200 milioni di franchi». Un po’ più tardi, Claudine presenta le scorie e i materiali ferrosi, ossia i residui prodotti dall’incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Propone quindi ai bambini di rimuovere il ferro, di catturare le scorie per valorizzarle. Sébastien, 9 anni e mezzo, sa già molte cose sui rifiuti. «Se li lasciamo nell’ambiente, non può certo essere un bene per la natura. Ed è grazie alla natura che viviamo».

Quali sono le conseguenze dell’abbandono di rifiuti nella natura?
Nonostante la Svizzera disponga di un’efficace gestione dei rifiuti e di uno dei migliori sistemi di riciclaggio al mondo, i rifiuti vengono lasciati con noncuranza nei luoghi pubblici (littering), soprattutto durante la stagione estiva. Il littering è un malcostume che balza subito agli occhi, incide pesantemente sulla qualità della vita e pregiudica il senso di sicurezza della popolazione. Inoltre, causa spese inutili e influisce negativamente sull’ambiente e sulla vita degli animali.

Come sensibilizzare la gente su questo problema?
Ricette sicure contro il littering non ce ne sono. Per risolvere a lungo termine il problema del littering, occorrono innanzitutto prevenzione, intervento e repressione nonché nervi saldi e molta pazienza. L’IGSU, il Gruppo d’interesse per un ambiente pulito, si è dato il compito di contrastare questo fenomeno con un’opera di prevenzione e sensibilizzazione. Accanto a molte altre iniziative, portate avanti nel corso dell’anno, dal 2013 l’IGSU organizza il Clean-Up-Day svizzero. Questa giornata è diventata uno strumento importantissimo per attirare l’attenzione della popolazione sulla problematica del littering. Grandi risultati sono stati raggiunti anche dai numerosi ambasciatori IGSU, che svolgono sul campo un’opera di educazione in merito ai comportamenti da adottare per quanto riguarda rifiuti e riciclaggio dei materiali riutilizzabili.

Qual è il modo migliore per far passare il messaggio ai bambini?
È sicuramente utile e importante affrontare il tema del littering già nelle scuole e motivare in modo ludico sia i bambini che i giovani, affinché adottino un approccio corretto nei confronti dei rifiuti e dei materiali riciclabili. Ogni anno, perciò, l’IGSU si attiva in 20-30 scuole di livelli diversi svolgendo azioni durante le pause e organizzando workshop dedicati al tema del littering.

www.clean-up-day.ch



Jacob Kadrmas — Fonte: Ufficio federale dell'ambiente

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Testo: Joëlle Challandes

Foto: Charly Rappo/arkive.ch

Pubblicazione:
domenica 07.09.2014, ore 00:00


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