Il 3 giugno scorso, l’uscita in barca con il progetto ITACA è stata un successo. Nella foto (TiPress), alcuni dei partecipanti.

In barca a vela contro il cancro

La diagnosi della malattia tumorale è l’inizio di un percorso ad ostacoli. Come per la vela, non bisogna mai lasciarsi andare. — CARMELA MACCIA

Ho cominciato a perdere i capelli, ma ho messo la parrucca. All’inizio mi tritavano le pastiglie, avevano un gusto orribile, poi ho cominciato a prenderle intere. Mi ero ammalata di leucemia, ed ero sempre in ospedale. Poi i capelli hanno ricominciato a riscrescere, ma ci hanno messo una vita». Esordisce così Elena, 11 anni (nome noto alla redazione), quando la incontriamo al Circolo Velico del Lago di Lugano. Lei è tra i tanti che, lo scorso 26 giugno, ha iniziato un corso estivo di vela per bambini e ragazzi di una settimana. Cosa c’è di nuovo, si potrebbe obiettare. Qualcosa di straordinario c’è, e si chiama ITACA. Un progetto che nasce sul lago di Garda, con il circolo velico di Brescia e Desenzano e che per merito di un appassionato di vela come Bruno Rossini, della direttrice della Lega ticinese contro il cancro, Alba Masullo, del medico bresciano e ideatore del progetto, dottor Beppe Navoni,  e il parere positivo di medici oncologi locali, è approdato alle nostre latitudini.



Concentrazione e responsabilità
ITACA vuole essere il luogo e lo spazio dove bambini, giovani e adulti che combattono una malattia tumorale, che sono in via di guarigione o che sono guariti si incontrano per confrontarsi, per scambiare le proprie esperienze, veleggiando sul Ceresio, imparando a scuffiare, strambare, orzare, andare sottovento, sopravento... Ma come si fa, quando il fisico e la psiche sono deboli e si rischia di andare alla deriva? Ci si può riuscire, perché andare in barca a vela vuol dire concentrazione, responsabilità verso se stesso e gli altri, misurarsi con i propri punti di forza e lavorare sulle debolezze. «Il lancio di questa idea è stato un successo. Il 3 giugno scorso, pensavamo di occupare soltanto cinque barche. Alla fine ne erano dieci, tutte a disposizione delle persone che si sono annunciate attraverso la nostra associazione», racconta Alba Masullo. Un successo inatteso, che ha dato ragione a Bruno Rossini tra i responsabili del Circolo Velico del Lago di Lugano e membro del comitato direttivo della Federazione Nazionale Svizzera di vela. «Era un po’ che gli amici di Brescia mi chiedevano di importare l’idea. Quando ho incontrato il team del progetto ITACA, la visione di un filmato, in cui una bambina diceva “era molto tempo che non vedevo i miei genitori sorridere”, mi ha toccato e mi ha portato a pensare che un messaggio così forte doveva trovare un riscontro nella nostra realtà. In meno di un anno, i 700 soci del nostro circolo, la Lega ticinese contro il cancro e l’impegno di medici oncologi hanno reso possibile questa nuova iniziativa». La vela, considerata uno sport elitario, si rivela alla portata di tutti. Questa idea dà la possibilità di misurarsi con essa. Inoltre, si può sostenere che con ITACA la risposta della società civile verso chi vive una malattia come il cancro, è stata fortissima. «Non sarebbe stato possibile neanche cominciare a parlarne, se i privati non avessero messo a disposizione le proprie barche», afferma Rossini. Proprio perché la valenza del progetto è grande, Bruno Rossini è in contatto con il circolo velico di Ascona.


Appuntamenti fissi
Ma cosa pensa di ciò il papà di Elena? «Credo che ad un malato di cancro, come del resto lo sono stato anch’io, una giornata in barca, oppure un corso di vela possa distrarre da quella quotidianità fatta di appuntamenti fissi e ineluttabili, dove il tuo organismo e la tua psiche sono sottoposti a prove dure, tuttavia devono essere capaci di viaggiare in sincrono per combattere il male e guarire. Noi genitori vogliamo che nostra figlia possa provare tutto, per poi scegliere cosa le piace. Il corso di una settimana vuole avere questo scopo. Mi pare che le sia piaciuto da ciò che racconta». «Sono molto soddisfatta, oggi abbiamo imparato a fare il nodo piano e poi a scuffiare, però alcuni del mio gruppo non volevano schizzarsi, io invece mi sono divertita molto quando – come si dice quella parola – “scuffiare”, sì proprio quella, sono finita in acqua. So nuotare, ma per sicurezza bisogna indossare il giubbotto di salvataggio», spiega Elena. «Una ragione in più per continuare su questa strada. I corsi estivi di vela sono aperti a tutti. In ogni gruppo inseriremo tutti quei bambini che si annunciano attraverso la Lega ticinese contro il cancro. Naturalmente prima di accoglierli a bordo ci accertiamo dal loro oncologo pediatrico, se possono o non possono partecipare. Noi non possiamo rischiare di peggiorare le condizioni di salute di chi è in cura oncologica», specifica Rossini, che da poco meno di un paio di settimane è membro del comitato di Swiss Sailing e responsabile strategico nazionale di sviluppo delle attività giovanili. Tra le tante idee, anche quella di far conoscere il progetto ITACA agli affiliati della Federazione.

Interazione in barca
Un progetto ambizioso, che siamo sicuri troverà i suoi sostenitori. Per Alba Masullo, l’iniziativa ora non ha un rilievo scientifico, ma la risposta di coloro che hanno partecipato alla giornata di lancio ha superato le attese. «Molto interessante è stato vedere come si sviluppava l’interazione tra le persone in cura, quelle guarite e i loro parenti. Naturalmente, tra qualche anno si potrebbe valutare l’opportunità di dare un valore scientifico al progetto, con l’obiettivo di dimostrare, con criteri oggettivi, se questo genere di attività aiuta il malato», conclude la direttrice. Motivo in più per perseguire questa strada per un circolo che il 15 e il 16 luglio prossimo compie cinquant’anni. Per l’occasione, la cittadinanza sarà accolta in un container del Circolo, dove una retrospettiva per immagini e per articoli ne racconta la storia. A vele spiegate verso il futuro, dunque, come per Ulisse, l’eroe più illustre di Itaca.

L'appuntamento
Una giornata fuori dal comune. Il 3 settembre prossimo è prevista un’altra uscita in barca a vela. Tutti gli interessati possono annunciarsi presso i canali classici della Lega ticinese contro il cancro e tramite la pagina facebook. I posti sono limitati, pertanto si stilerà una lista per ordine di arrivo. Informazioni su www.legacancro.ch

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