Il paesino di Malvaglia si estende su ben tre chilometri e offre numerosi incantevoli scorci. (Massimo Pedrazzini)

In sella e in salita

L’appassionato di ciclismo Nicola Pfund ha pubblicato una guida con 26 itinerari della Svizzera italiana. E ci invita a una pedalata in Valle di Blenio. — RAFFAELA BRIGNONI

Quando un triatleta, appassionato di pedalate su e giù per passi e montagne svizzeri, annuncia un’escursione facile, meglio prepararsi. Nicola Pfund ha detto che ci sarebbe stata solo una piccola salita un po’ impegnativa, quindi ho fatto i miei calcoli e ho noleggiato una mountain bike elettrica. Nicola non è nuovo né a faticose escursioni su due ruote né alla pubblicazione di libri sul tema. Quest’estate è uscito il suo “In bicicletta su e giù per il Ticino”, in cui lo sportivo propone 26 gite in Ticino e nel Moesano, suddivise per grado di difficoltà. Il libro ha riscosso un grande successo nelle librerie ticinesi, attestandosi ai primi posti nelle vendite. Secondo Nicola Pfund, il pubblico sta (ri)scoprendo il fascino della bicicletta: «Nelle mie pedalate incontro spesso gente anche di una certa età affrontare salite faticose. Avanzano lentamente,
ma arrivano in cima» precisa. Vedremo se anche io sarò all’altezza. Un tragico passato La gita che Nicola ci propone è la numero 24: Biasca – Aquila e ritorno, una quarantina di chilometri. «È un tratto suggestivo dal punto di vista paesaggistico ed è ricco di storia» anticipa.



Appuntamento alla stazione di Biasca dove il ciclista si presenta con la sua bicicletta da corsa, vestito di tutto punto. Il tempo di discutere brevemente il percorso e di scattare una foto ricordo con la cascata di Santa Petronilla sullo sfondo e via, si parte. Ci lasciamo alle spalle le ultime case di Biasca e inizia il tour guidato. A Nicola non manca il fiato nemmeno pedalando a ritmo sostenuto. «Da qui si vede il punto in cui nel 1513 ci fu la frana del Monte Crenone. Aveva provocato uno sbarramento e sommerso parzialmente Malvaglia e Semione. Due anni più tardi lo sbarramento aveva ceduto e l’ondata aveva devastato tutta la Valle del Ticino. Morirono seicento persone – spiega Nicola –. Mi piace partire informato sui luoghi che visito» precisa il docente, che ha anche dimestichezza con archivi e biblioteche: la pubblicazione del libro ha richiesto tre anni di lavoro, tra pedalate e ricerche documentali. Attraversiamo il paese di Malvaglia, che si estende su ben tre chilometri. Qualche ragazzino gioca a pallone per le stradine del villaggio, gatti se ne stanno pigramente sdraiati al sole. In questo mercoledì pomeriggio di fine estate il tempo scorre lentamente. Riscoprire un territorio In direzione di Acquarossa si apre la valle, il verde domina e pedaliamo su una stradina di campagna. L’occasione di riprendere la chiacchierata. «Pedalando ti confondi con il paesaggio, non sei chiuso dentro un abitacolo. Senti gli odori, i rumori, il vento» racconta Nicola, per cui la bicicletta non ha soltanto una dimensione sportiva, ma quasi anche spirituale. «Ho scritto questo libro come segno di riconoscenza verso questi paesaggi che mi hanno dato tanto» spiega.



Proseguiamo in leggera salita verso Lottigna; all’orizzonte si avvista l’imponente Sosto. La pedalata assistita mi aiuta a restare al passo con Nicola, ma si rivelerà utilissima soprattutto nell’ultimo tratto: una salita con pendenze fino al 9%. Il computerino di bordo dice che procediamo a 10 km/h. Nicola avanza regolare, ma in questo frangente nemmeno lui ha tanto fiato per parlare. Io, un po’ dietro, reggo il passo senza problemi grazie alla batteria, le automobili sorpassano con cautela. La vegetazione cambia, ecco le conifere con il loro profumo intenso. Dopo un quarto d’ora raggiungiamo Dangio, dove la ex fabbrica di cioccolato domina maestosa il paesaggio. Ancora qualche pedalata e siamo ad Aquila, da dove inizia il ritorno in discesa per Biasca.



Questa volta costeggiamo la sponda destra del fiume Brenno, attraversando gli incantevoli paesi di Ponto Valtentino, Ludiano, Semione. E Nicola ricorda la storia di emigrazione della valle, le cui vestigie sono ancora ben visibili. In questi piccoli paesi non sono rare case signorili in stile liberty. E a questo proposito la nostra guida cita l’illustre destino della famiglia Gatti di Dongio, che cercò fortuna in Inghilterra e tra i cui discendenti si annovera persino un sindaco di Londra: John Maria Gatti. Missione compiuta A Ludiano scendiamo dalla sella per una meritata pausa al grotto Sprüch, che Nicola ricorda bene per esserci stato più volte durante il servizio militare. Ci separano ancora solo una ventina di minuti da Biasca e dalla fine della nostra pedalata. Certo, con una bicicletta elettrica il compito è stato più facile: non mi sono guadagnata l’arrivo in cima grazie alla sola forza dei muscoli. Ma tant’è, non ho velleità sportive. In fondo si trattava di riscoprire un territorio a un ritmo più dolce, passare un pomeriggio ammirando il paesaggio, divertirsi, fare un po’ di movimento e quattro chiacchiere. Obiettivo raggiunto!

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Un libro e una bici 
“In bicicletta su e giù per il Ticino – 26 salite imperdibili alla scoperta di una regione” di Nicola Pfund, Fontana Edizioni, 2017, 335 pagine, fr. 35.–. A rent a bike è possibile noleggiare diversi modelli di biciclette (convenzionali ed elettriche). Per info su modelli, prezzi e modalità di noleggio: www.rentabike.ch


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