Ettore Kamm: «I cani vanno allenati 3—4 volte a settimana».

In simbiosi con i cani

L’engadinese Nicolas Schrämli è uno dei pochi in Svizzera a praticare il monobob, l’anticamera del bob a due e a quattro.

Tutti insieme formano una grande squadra. Da una parte c’è lui, Ettore Kamm, 62 anni, il «musher». Dall’altra ci sono i suoi 12 cani, di razza Siberian Husky e Alaskan Husky. Siamo a Gorduno, a casa dell’ultimo ticinese rimasto attivo nelle corse con i cani da slitta.

«Tutti gli altri – spiega Ettore, ex educatore sociale da poco in pensione – si sono ritirati. Forse perché questo è uno sport davvero impegnativo. I cani richiedono attenzioni per 365 giorni all’anno». Finora è stato un inverno particolare per Ettore e la sua truppa. «Purtroppo un intervento al cuore mi ha impedito di gareggiare. Ma adesso mi sto rimettendo in forma, la speranza è di riuscire a gustarmi almeno l’ultima parte di stagione».

In Svizzera il sipario sulle competizioni cala di solito in concomitanza con la gara del Col des Mosses, nel canton Vaud, prevista a marzo. Molto note sono anche le corse di Splügen e di San Bernardino che si svolgono in gennaio. «Il mio grande obiettivo – dice Ettore – è di tornare a fare una bella corsa a tappe l’inverno prossimo. Ce n’è una in particolare che dura circa una settimana e parte dalla Valtellina per finire nel Bresciano: si percorrono 30-40 chilometri al giorno. Chiaro che certi appuntamenti bisogna iniziare a prepararli con grande anticipo. E non mi riferisco solo alla condizione fisica dei cani». Già, perché anche il conducente, il musher, ha un ruolo attivo. «Per l’uomo questo non è uno sport riposante.

I cani tirano la slitta, ma il conducente deve fare la sua parte. Deve spingere con i piedi quando è il caso, o addirittura scendere e correre se ci si trova in un tratto di particolare salita. Alcuni percorsi sono molto tecnici ed esigono un’ottima capacità di anticipare le difficoltà da parte del musher. I comandi vocali, inoltre, sono fondamentali e richiedono mesi di esercitazione».

Tra il musher e i suoi cani, dunque, serve un’intesa perfetta. «I cani vanno allenati almeno 3-4 volte a settimana, anche “a secco”, in assenza di neve. Di solito per le esercitazioni sulla neve usiamo la pista da sci di fondo di Campo Blenio». E aggiunge: «Gareggio da circa 15 anni e ogni tanto ho pure ottenuto qualche piazzamento di rilievo. Tuttavia, il risultato agonistico per me non ha importanza. Mi piace interpretare lo sport in maniera più profonda, cercando di cogliere le emozioni e le sensazioni delle esperienze che vivo».

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 03.03.2014, ore 15:17


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