Corrado impegnato a costruire il suo ponte.

Ingegneria per bambini

La costruzione di un ponte, come quella di una galleria, è forse l’opera più complessa per struttura e per concezione. Un fascino che ammalia. — PATRICK MANCINI

Come si costruisce un ponte? Quali sono i principi chiave che stanno alla base di queste imponenti strutture? E, soprattutto, è possibile spiegare simili concetti a ragazzine e a ragazzini di scuola elementare e media? La risposta è sì. Almeno stando a quanto emerge dalla mostra interattiva «Ponti e via!», in corso a Villa Saroli, a Lugano. «La cosa bella – nota Giulia, giovane visitatrice di 8 anni – è che anche noi bambini abbiamo la possibilità di provare a costruire il nostro ponte. Ad esempio, ne abbiamo realizzato uno ad arco, con mattoni di gomma piuma. E quando ci abbiamo camminato sopra, ci siamo accorti che reggeva il nostro peso. Incredibile».

Esempi concreti
Sì, perché «Ponti e via!», è un evento basato sul gioco. Sulla pratica. E sulla semplicità. «Mi ha colpito molto il ponte di Leonardo – ammette Emma, 9 anni –. L’arco riesce a “stare in piedi” senza colla, senza cavi. Solo per compressione». Un ponte autostradale, un ponte ferroviario, una passerella sospesa. Sono i tre esempi concreti che i ragazzi si trovano subito di fronte all’inizio dell’esposizione. «E così – spiega Corrado, 9 anni – capisci che un ponte tibetano cambia la sua forma a dipendenza dei pesi che gli vengono appesi. Oppure che i grandi blocchi di cemento di un ponte autostradale sono “tenuti insieme” da tantissimi cavi di metallo che vengono tirati dagli operai».

L’ingegnere, Cristina Zanini Barzaghi anima l’atelier Ponti e via!


Carenza di ingegneri
«Con una simile mostra – evidenzia Debora Marci, architetta e curatrice dell’evento – si vogliono avvicinare i bambini alla professione dell’ingegnere. Oggi, in Svizzera c’è una grande carenza di ingegneri di ogni tipo, ne mancano circa 10.000. In particolare, contrariamente a quanto accade all’estero, mancano donne che vogliono intraprendere una simile carriera. Ecco perché abbiamo una particolare attenzione per le femminucce. Non a caso la protagonista del libro guida legato all’esposizione è una bambina, Eugenia». «Il problema – aggiunge Cristina Zanini Barzaghi, ingegnera civile e animatrice della mostra – è che troppo spesso si pensa che questo campo sia arido, poco creativo. La realtà, però, è un’altra. C’è un aspetto artistico importante nella nostra professione. In «Ponti e via!» puntiamo su un approccio intuitivo. Niente tecnicismi. Perché quello che apparentemente sembra complicato e astruso, nella pratica è basato su concetti elementari, comprensibili anche a un bimbo». 

Voglia di sperimentare
Legnetti Kapla, cubetti di legno, plastilina, stuzzicadenti, carta, lana…. L’atelier di Villa Saroli si vivacizza in poco tempo. Tutti hanno voglia di sperimentare. «Sono tanto curiosa – dice Emma –. Ci hanno spiegato che nell’ingegneria la figura più stabile, capace di fare “stare in piedi” anche i ponti più enormi, è quella del triangolo. E così adesso provo io a costruire una di queste strutture, con gli stecchini e la plastilina. È divertente». «Ci rendiamo conto che i piccoli sono affascinati da questo ambito – riprende Zanini Barzaghi –. Ad esempio restano a bocca aperta quando spieghiamo loro che con un computer si può vedere cosa succede al ponte quando sopra passano i treni. Altri si domandano come si faceva una volta, quando ancora non c’era la tecnologia. Si parla della statica grafica. Della geometria. In modo ludico e disteso».

Il piccolo Corrado è euforico. Ed è lui, con il suo entusiasmo, a congedarci dalla mostra. «È stato bello capire come si passa da un’idea alla realizzazione del ponte. Grazie agli atelier, ho capito che costruire un ponte è un lavoro di squadra. Non si può dire che un ponte è di una sola persona. Ognuno fa una piccola parte. Dai tecnici agli operai. E l’ingegnere è la mente che deve riuscire a fare andare tutto bene. Davvero fantastico».

Da oggi, Luca, un bambino molto curioso, vi accompagna in un viaggio alla ricerca del mondo della conoscenza.

Qual è il dinosauro più veloce? Come funziona la nostra moneta? Iniziate con Luca il «viaggio alla ricerca del sapere» e lo scoprirete. Coop presenta l’album «Viaggio alla ricerca del Sapere», sviluppato con la collaborazione di specialisti, che da più di 50 anni trasmettono le meraviglie della conoscenza ai bambini.
All’interno dell’album vi aspettano approfondimenti tematici: dalla scienza alla tecnologia, dalle invenzioni ai trasporti, dagli Oceani, al deserto…. Dalla storia dell’Antico Egitto a quella Svizzera, all’anatomia del corpo umano…. Insomma con  Luca vi divertirete un mondo.


Inoltre, ogni settimana e fino a inizio dicembre, potrete saperne di più su alcuni argomenti scelti da un gruppo di bambini. Sei personaggi, che conoscono bene l’argomento vi aiuteranno ad approfondirli. La settimana prossima, vi aspettano domande e risposte sulla bicicletta. Con la vostra paghetta, procuratevi l’album e partite alla ricerca del mondo del sapere.

Come funziona? Fino al 3 dicembre nei supermercati Coop, al Coop City, in coop@home e nei ristoranti Coop, per un acquisto di 20 franchi ricevete una bustina con cinque figurine da attaccare nell’album «Viaggio alla ricerca del Sapere» (64 pagine). L’album costa fr. 3.50 ed è disponibile da Coop, al Coop City e in coop@home. Per completarlo occorrono 156 carte. Figurine puzzle, sagomate, tattili, termiche (sono nere, ma sfregandole con un dito appare l’immagine), luminose (si illuminano al buio), glitterate, giochi, quiz e indovinelli renderanno l’avventura appassionante. Una bustina con 5 figurine costa cts. 50, oppure con fr. 2.50 ottenete cinque bustine nei supermercati Coop e al Coop City.  Buon divertimento.


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