La riunione annuale di TED a Vancouver, in Canadà.

Intervista al direttore
di TED Europe

Bruno Giussani, vincitore del titolo di «Svizzero dell’anno» nella categoria economia, è direttore di TED Europe. L'abbiamo incontrato.

Passato dal giornalismo e dall’imprenditoria ticinesi a testate svizzere (L’Hebdo) e internazionali (New York Times), dal 2005 Bruno Giussani si definisce «curatore di idee». Le attira a sé, conosce di persona chi le ha elaborate e invita a esporle attraverso i canali di TED, organizzazione internazionale no profit che tramite conferenze, programmi tematici e piattaforme web favorisce la diffusione di idee che potrebbero migliorare il mondo.

Signor Giussani, a gennaio ha ricevuto lo SwissAward nella sezione economia…
Non mi aspettavo questo riconoscimento ma mi lusinga, anche perché sono stato l’unico premiato non svizzero-tedesco, quella sera.

Nel discorso di ringraziamento ha citato la sua famiglia.
Un atto dovuto, ed è anche per questo che ho lasciato la piccola scultura-premio nella casa dei miei genitori, a Faido, dove sono cresciuto. Loro la meritano tanto quanto me.

Ma come si passa dalla dimensione ticinese alle platee internazionali?
Non saprei descriverlo, anche perché non ho mai avuto un cosiddetto «piano di carriera». Ho seguito i miei interessi in settori che potessero mettermi alla prova e avere un impatto positivo non solo su di me, ma anche sulla società. Sono coincidenze e opportunità colte che mi hanno portato dal Ticino alla Svizzera romanda, dal World Economic Forum all’università di Stanford e infine a a TED.

Per circa venti giorni al mese, lei è in viaggio. Una giornata tipo quindi non esiste?
Esatto. Ci sono momenti di riflessione e momenti di discussione, lavoro d’ufficio e visite a laboratori o partecipazioni a conferenze. Molti viaggi e incontri, perché nel mondo complesso di oggi, se uno non va, non sa.

Non basta aggiornarsi su Internet?
Secondo me no, non è sufficiente. Bisogna respirare il mondo vero, prima di poter dire di conoscerne almeno un frammento. E con questo non voglio dire che bisogna trasferirsi in una città per sei mesi – bastano anche solo due giorni, a patto di viverli a stretto contatto con la realtà quotidiana di chi vi abita. L’esperienza diretta è sempre il miglior modo per conoscere le cose.

Cosa porta sempre con sé?
Oltre a telefono e computer con cui mi tengo in contatto coi miei collaboratori, ho sempre con me il mio taccuino. Un’idea può presentarsi nei momenti più inaspettati, al ristorante o in treno. Prendo molti appunti, annoto riflessioni, spunti e citazioni. Lo faccio quasi sempre a mano: la penna è pratica, e stimola connessioni e mobilita neuroni diversi da quelli smossi da una tastiera.

Quanti taccuini ha riempito finora? Non so, quaranta o cinquanta.
Ma quali sono le caratteristiche di una buona idea?
Beh, la risposta semplice sarebbe dire che è la soluzione a un problema. Ma la qualità di un’idea va oltre, riguarda l’impatto potenziale, l’avanzamento individuale e collettivo che potrebbe derivarne. E, naturalmente, una buona idea deve essere fondata su solidità fattuale e scientifica.

In questo contesto, che ne pensa di AlpTransit? Il Ticino è pronto?
Guardo ad AlpTransit come a una colonna vertebrale posta in mezzo al Ticino. E credo sia importante che il Ticino rifletta sull’importanza di questa infrastruttura e su che cosa essa può significare per le dinamiche economiche e turistiche, per l’organizzazione del territorio e per la mobilità. Non è che avremo presto un altro investimento infrastrutturale multimiliardario nel nostro cantone; quindi sarebbe bene sfruttare al meglio quello che c’è.

È soddisfatto della diffusione di TED dalle nostre parti? Si è avuta una serie crescente di eventi TEDx, tra cui quello in programma a Lugano il prossimo 16 aprile…
Sono molto contento, sí, anche perché in questi anni gli organizzatori di eventi TEDx in Svizzera – che si attivano su licenza, e ce ne sono una quarantina in Svizzera – si sono conosciuti e stanno collaborando tra loro. Si è creata una fitta rete, grazie alla quale i singoli eventi sono diventati sempre più forti e attrattivi così come le idee da essi generate.

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TESTO: Daniele Pini
FOTO:  Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
martedì 05.04.2016, ore 00:00


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