Irene Grandi, una svolta matura

VIDEOCLIP — La sua ultima partecipazione sanremese è passata un po’ in sordina. Forse perché Irene Grandi ha scelto una strada più intimista e meno fragorosa, proponendo una raffinata ballata come Un vento senza nome.

Un pezzo non immediato, ma che cresce nel tempo, con un intenso testo al femminile, che parla di coraggio e della forza di aprirsi a nuovi orizzonti. In breve: una delle migliori canzoni del festival.

L’album omonimo, pubblicato da Sony, conferma la svolta più matura dell’artista toscana (qui anche autrice), che lascia da parte l’irruenza rock del passato per intraprendere la via di un pop adulto dai contorni evocativi e moderni, flirtando con l’elettronica e coinvolgendo colleghi doc come Cristina Donà, Marco Parente e Pastis. Ecco l’orecchiabile A memoria e la nostalgica Una canzone che non ricordo più, dal sapore anni Sessanta, fino alla sperimentazione etnica di Roba bella. Ciliegina sulla torta, l’ospite-amico Stefano Bollani, che regala tocchi magici al pianoforte qua e là e una vena di lucida follia nella conclusiva

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Testo: Diego Perugini

Foto: mad (messa a disposizione)

Pubblicazione:
martedì 17.03.2015, ore 00:00


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