Joel Sargenti e i tatuaggi: amore a prima vista. (Foto: Nicola Demaldi)

Joel Sargenti una vita
disegnata sulla pelle

Si fa tatuare da giovane e, affascinato, decide di imparare questʼarte. Dal 3 al 5 giugno la fiera Ti-Tattoo invita il pubblico a scoprire questo mondo. — KERI GONZATO

Ha fatto il suo primo tatuaggio quando aveva 18 anni, un simbolo dei nativi americani all’interno del braccio sinistro… Oggi, di anni ne ha 30 e quella di decorare la pelle con acrobazie d’inchiostro è diventata la sua professione. Incontro Joel Sargenti allo studio Smagianegra di Giubiasco… Ha gli occhi gentili ed il corpo disegnato di mille racconti. «Ho aperto lo studio un anno fa assieme a mia moglie Alice, che si oc-cupa dei piercing», racconta mentre pulisce meticolosamente lo spazio per poter accogliere il prossimo cliente, «sta andando molto bene: l’indipendenza fa per me!». Il percorso di Joel è quello di un artista… Allo CSIA e poi a Firenze, dove studia restauro, raffina le sue abilità come disegnatore di precisione. «Da bambino fino ad oggi in fondo non è cambiato molto. Da piccolo mi alzavo la mattina, facevo spazio sul tavolo e mi mettevo a disegnare, oggi arrivo in studio, riordino e inizio a schizzare progetti per i tatuaggi». Creare è la sua vita…

«

Il tatuaggio non è più una pratica di nicchia»

Lʼinizio di una carriera
Il tatuaggio, è arrivato in modo naturale. «Sono rimasto affascinato quando ho visto Doc Martin, affermato tautatore di Lugano, farmi il mio primo tatuaggio: decisi che avrei imparato!». Inizia se-guendo un corso in esecuzione di tatuaggi organizzato dall’ideatrice di Ti-Tatoo, grande convention ticinese dedicata a quest’arte… «C’è chi si accontenta di un corso di qualche giorno, non io – afferma –. Ho iniziato a visitare regolarmente Doc Martin che, inizialmente era restio ad avere un apprendista, ma poi, con pazienza e testardaggine, mi sono guadagnato un prezioso posto al suo fianco e per 5 anni ho assorbito tutto quello che potevo». La tradizione dei tatuatori vuole che tu ti guadagni il tuo posto a bordo, non è una cosa data a tutti… devi dimostrare passione e dedizione per quest’arte! Doc Martin gli insegna le radici della tradizione underground, quando ancora si saldavano i propri aghi e chi si dipingeva la pelle erano quasi solo marinai, prostitute, galeotti e maori… «Oggi non è più una pratica riservata ad una nicchia, si tatuano tutti, dal banchiere alla casalinga – dice Joel – . È impossibile generalizzare sul perché lo facciano, per ogni persona fare un tatuaggio rappresenta qualcosa di diverso». Joel viaggia in Svizzera interna per imparare da Valentin Steinmann di Sursee, un altro mago dell’inchiostro, oltre che passare del tempo con Luca Brusa di Chiasso, navigato tatuatore ticinese. «L’arte del tatuaggio nasce come una tradizione underground ma, oggi come oggi, mi piacerebbe veder riconosciuta ufficialmente questa professione che esige serietà e alte norme di igiene – sottolinea Joel –. Un traguardo importante che permetterebbe di tutelare e sostenere la qualità del lavoro mio e dei miei colleghi».

I giovani sono molto attirati da questa forma d’espressione che può essere vissuta come rito di passaggio, affermazione di se stessi, distinzione… «Io mi riservo di tatuare solo a partire dalla maggiore età, perché la persona deve capire che quel disegno rimarrà con lui tutta la vita», spiega Joel. Il tatuaggio è una forma di comunicazione creativa che avviene tra due persone: il tatuatore ed il cliente. «Chi viene in studio deve sentirsi accolto e al sicuro –  dice –  se arrivano con un’idea, se ne discute assieme, io spesso propongo qualcosa di mio e in questo dialogo si definisce cosa fare». Il contesto in cui viene creato il tatuaggio è molto particolare… «Si crea un’atmosfera intima dove le barriere vengono a cadere, vuoi per la natura rituale del marcare la pelle, vuoi per il dolore coinvolto – dice  – le persone, sdraiate qua, si sentono libere di parlare, aprirsi e rivelare segreti che non lasceranno mai questo spazio».


Alle pareti diversi quadri portano impressi i segni della sua arte… La tradizione che Joel, istintivamente, ha fatto sua è quella dei tatuaggi polinesiani dove luce e ombra, inchiostro nero e pieno e spazi di luce danzano a creare misteriosi simboli che le persone porteranno con sé caricandole dei propri significati. Il suo sogno ora è quello di andare in Polinesia per vivere quel mondo in prima persona… «Sono già stato nel Borneo – racconta – dove ho potuto entrare in contatto con i tatuatoti locali».  Un’esperienza che porta sulla pelle, nella zona della gola infatti ha tatuato un simbolo burmese che rappresenta una protezione della vita. E sembra proprio funzionare: Joel è un uomo felice, il suo lavoro e la sua famiglia gli stanno regalando tante soddisfazioni… Oltre all’apertura dello studio che gli ha dato l’indipendenza ora, per lui, la moglie Alice e il figlio di Geremia è in arrivo un nuovo bebè!

Ti-Tattoo
Intrigati da questo mondo? Ti-Tattoo, la fiera del tatuaggio del Ticino organizzata dall’Associazione Tatuatori & Piercer Svizzera italiana e Grigioni italiano, apre le porte al pubblico il 3-4-5 giugno…

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