Jovanotti, il guru e la libertà

L'artista ci parla del nuovo album, prodotto da Rick Rubin. Lorenzo Cherubini si rimette in gioco con un sound scarno ed essenziale, una sfida per i suoi fan. GIOCA E VINCI IL CD. — DIEGO PERUGINI


Un nuovo inizio», così Jovanotti descrive il suo ultimo cd, Oh, Vita! (Universal), dove ha coronato un sogno: lavorare col famoso produttore americano Rick Rubin. Un tipo, per capirci, che ha contribuito a realizzare capolavori di Johnny Cash, Run DMC e Red Hot Chili Peppers. L’artista italiano non s’è fatto sfuggire l’occasione e si rimette in gioco, sfornando un cd intrigante e un po’ diverso dal solito. Che spiazzerà molti suoi fan. Ecco cosa racconta a Cooperazione in questa intervista.

Lorenzo, partiamo dall’inizio. Come
e perché Rick Rubin?
Venivo da un disco molto fortunato come Lorenzo 2015, che chiudeva un ciclo di lavoro di dieci anni. Avevo il desiderio di cambiare, rimettermi in gioco, perdere il controllo. E Rick Rubin era l’uomo giusto. Sono sempre stato un suo fan devoto e quando, dopo diversi incontri e contatti, è capitata la possibilità di lavorare con lui, ho mollato tutto. È proprio vero, il mio mestiere è una follia.

Cos’è accaduto in studio?
All’inizio Rick mi ha avvertito: «Conosco i tuoi numeri in Italia, non posso garantirti di più, ma qualcosa di diverso. Mi piaci come artista, io posso dare qualcosa te e tu qualcosa a me. Ricordati che noi facciamo arte, non show-biz».
Mi sono fidato completamente e ne sono felice. Il suo metodo è lavorare per sottrazione, asciugando il suono. Cercare di ottenere il massimo con il minimo. Una cosa che mi ha mandato in crisi, in senso buono. Mi sono sentito nudo, vulnerabile e fragile, anche nei miei limiti. Per esempio, non ci sono correzioni nella voce.

In effetti il sound è più scarno
ed essenziale.
Sì. Ed è fatto di due anime opposte. Da una parte il Lorenzo cantautore e dall’altra il rapper, il dj. Rick voleva spingere più sul lato d’autore, ma poi ha capito che non era giusto frenare la mia cronica irrequietezza. Io già a scuola ero il classico bambino che non riesce a stare fermo nel banco.

È un album un po’ particolare: non teme di deludere i fan?
Io sono già contento così e non mi aspetto altro di quello che è. Piacerà, non piacerà, chissà. Ma per me questo disco è indiscutibile, perché è un pezzo di vita.

Com’è andata l’esperienza americana?
Ho vissuto negli Stati Uniti per un lungo periodo; è qualcosa che ti cambia. È un Paese giovane, vivo e pulsante, dove ci sono davvero delle opportunità, ma può essere anche molto duro. New York è una giungla, una specie di scuola di sopravvivenza. Ma, paradossalmente, pur lavorando con un produttore americano, è uscito il mio disco più italiano. Ho scritto anche un pezzo, In Italia, pieno di tenerezza e fiducia nelle nostre capacità.

Nei testi ricorre spesso la parola libertà.
In un brano, addirittura, lei canta “Viva la libertà”.
È vero, è un termine sin troppo abusato e, forse, anche un po’ svuotato del proprio significato. Però alla fine ritorna sempre, assieme a concetti come amore, anima e giustizia, ai quali i ragazzi d’oggi dovrebbero dare nuova vita. Per un artista è stimolante capire cos’è la vera libertà in un mondo dove le forme di 
dominio sono sempre più sofisticate e misteriose. Io, nel mio piccolo, mi ribello quasi tutti i giorni.

L’anno prossimo ripartirà in tour. Si comincia il 12 febbraio con dieci date a Milano, mentre in Svizzera suonerà
il 21 giugno a Zurigo e il 30 a Lugano. Che concerto sarà?
Il suono del disco influenzerà anche il live, che sarà più scarno e rock’n’roll,
nel senso di informale. Asciugheremo tutto, anche il vecchio repertorio. Ho una band formidabile e sarà una figata di spettacolo.

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Cooperazione mette in palio 5 cd “Oh, Vita!” di Jovanotti. Per partecipare al concorso: inviate un SMS con la parola chiave WINTI, il vostro nome, cognome, indirizzo al n. 2667 (fr. 1.–) o comunicate i vostri dati allo 0901887755 (fr. 1.– da rete fissa). Condizioni di partecipazione: vedi impressum. Giocate gratis: www.cooperazione.ch/concorsi

Termine d’invio: 11 dicembre 2017, ore 16:00


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