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I pannelli esplicativi lungo il sentiero delle marmotte aiutano a sfatare numerosi pregiudizi su questi piccoli mammiferi.

La regione è molto suggestiva e si presta a belle passeggiate.

la val Bergalga è altamente popolata da marmotte.

la «dolce» marmotta in verità è pronta a tutto per difendere il suo territorio.

gli squittii delle marmotte attirano l’attenzione della famiglia Menn.

Juf: un sentiero per scoprire le marmotte

Nella zona attorno a Juf vivono più marmotte che in qualsiasi altra area dell’ rco alpino. A loro è stato dedicato un interessante sentiero nella val Bergalga.

E anche se qui non vivesse neppure una marmotta, varrebbe comunque la pena fare un viaggio fino ad Avers. Poco prima di arrivare a Juf, l’insediamento abitato più alto d’Europa (2.126 m s.l.m.), il sentiero fa una curva a destra. Un affluente del Reno Posteriore serpeggia attraverso l’ampia val Bergalga formando ripetutamente piane alluvionali e isolotti.

La val Bergalga è più popolata di marmotte di qualsiasi altra valle di montagna analoga. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università di Vienna che quassù ha studiato la vita di questi animali per un anno. In questa bella mattina d’estate le marmotte ci salutano con un fischio, anche se propriamente si tratta di uno squittio. Questa è una delle nozioni che i visitatori possono apprendere lungo il sentiero delle marmotte, un prodotto nato dall’attività di ricerca dell’Università di Vienna. Il sentiero sfata molti pregiudizi sulle marmotte. «Che dolce!», esclama Julia Menn accompagnandoci lungo il sentiero con i suoi genitori e le sue sorelle. Anche se dolce forse non è il termine più appropriato. Le marmotte hanno un aspetto buffo, ma quando difendono il loro territorio, si azzuffano fino a ferirsi a sangue. In alcuni casi possono persino uccidersi, come spiegato sui pannelli informativi. Per la conquista del territorio, un maschio particolarmente aggressivo può arrivare a uccidere persino dei cuccioli non ancora svezzati. La femmina può quindi risparmiare le energie ed è pronta per riprodursi. Ma per questo dovrà aspettare la prossima primavera. La femmina di marmotta, infatti, è fertile solo per 24 ore all’anno!

La famiglia di agricoltori bio Menn originaria di Juf non ha bisogno di entrare nella val Bergalga: in primavera, si ritrova le marmotte davanti alla porta di casa o persino dentro! Un giorno a Therese Menn si è presa un bello spavento: «Ero davanti ai fornelli quando una bestia ha iniziato a strillare così forte in casa che mi ha quasi rotto i timpani.» In un certo qual modo le marmotte devono conoscere molto bene la razza umana. Quando Dölf Menn taglia l’erba, gli si avvicinano fino a due metri di distanza. Evidentemente sanno che non rappresenta una minaccia per loro. «Vado a caccia di camosci non di marmotte», commenta in tono secco.

In realtà circa 10mila marmotte sono uccise ogni anno nell’arco alpino. La loro carne viene usata per preparare ragù. Molto richiesto oggi è anche il grasso di marmotta che viene spalmato sul corpo o bevuto come efficace rimedio contro ogni genere di reumatismi. E questo non a caso considerando che il grasso della marmotta contiene dei principi attivi simili al cortisone. Questa proprietà è riconducibile a sua volta al fatto che le marmotte si nutrono di erbe alpine ricche di acidi grassi essenziali. Con l’arrivo dell’autunno le marmotte si rifugiano nelle loro tane e si dice che dormano per sette mesi. Nella val Bergalga impariamo però che questo non corrisponde alla verità. Nelle loro tane, durante l’inverno, fanno scendere la temperatura corporea a tre gradi per farla salire a 34 gradi ogni 12 giorni. Nei cosiddetti periodi di torpore quando la temperatura raggiunge i tre gradi, respirano da una a due volte al minuto. È giunto finalmente il momento di sfatare il peggiore pregiudizio su questi animali. Non è assolutamente vero che le marmotte lasciano fuori dalla tana le nonne o altri familiari gracili che non riusciranno comunque a superare l’inverno. L’accesso viene sbarrato non dall’esterno bensì dall’interno con terra e sassi. Cara marmotta, ci rivedremo presto nella bellissima val Bergalga.

murmata.ch

Avers è raggiungibile in treno o autopostale. Basta dire al conducente dell’autopostale ad Andeer «sentiero delle marmotte» e lui vi farà scendere nel posto giusto. Il sentiero è largo e percorribile anche con i passeggini. Durata: circa 2 ore. Alloggio consigliato: Hotel Bergalga all’ingresso della valle delle marmotte. Per ulteriori info (sito in tedesco):

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Testo: Franz Bamert

Fotografia:
Urs Flüeler
Pubblicazione:
lunedì 12.08.2013, ore 18:00


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