Kesha è fuggita dal (suo) passato

Liberatasi dai suoi fantasmi dopo un sofferto percorso di riabilitazione, l’artista americana torna ora con Rainbow (Kemosabe Records), album più libero e personale, sorta di catarsi verso la rinascita finale. — DIEGO PERUGINI

Una storia particolare, quella di Kesha. Debuttante al fulmicotone nel 2010, si è poi persa fra stress da successo, disturbi alimentari e il controverso rapporto col produttore Dr. Luke, accusato di abusi sessuali e psicologici. Liberatasi dai suoi fantasmi dopo un sofferto percorso di riabilitazione, l’artista americana torna ora con Rainbow (Kemosabe Records), album più libero e personale, sorta di catarsi verso la rinascita finale. La voce è forte e potente, fra rabbia e speranza, al servizio di canzoni con molti spunti autobiografici e un suono che mette alla berlina gli eccessi elettrodance del passato per abbracciare un pop dalle varie sfumature. Dalle atmosfere acustiche dell’iniziale Bastards alle sontuose ballate Rainbow e Praying fino al country stile Johnny Cash di Hunt You Down. Suggestivo il duetto con l’icona Dolly Parton in Old Flames (Can’t Hold A Candle To You), più energiche Let ‘Em Talk e Learn To Let Go. Un lavoro per certi versi sorprendente, un ritorno promosso a pieni voti.  

Torna al menu «MUSICA»
Vai alla sezione «TEMPOLIBERO»
Torna all'HOMEPAGE

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione



Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?