L'attualità — Parla Davide Pedrioli, direttore dello «scalo» cantonale. Tra la delicata convivenza con le Bolle di Magadino e i festeggiamenti per il 75° compleanno della struttura.

L’aeroporto di Locarno?
Una situazione win-win

Davide Pedrioli, direttore dell’aeroporto cantonale di Locarno sull’importanza dello scalo, la convivenza con le Bolle di Magadino e i festeggiamenti per il 75° compleanno.

Cooperazione: In maggio si festeggerà il 75° dell’aeroporto cantonale di Locarno e il 100° delle Forze aeree svizzere con la manifestazione «Cielo aperto». Che importanza ha l’aeroporto cantonale di Locarno per il Ticino e a livello nazionale?
Davide Pedrioli: A livello nazionale l’aeroporto di Locarno figura fra i più importanti aeroporti senza traffico di linea dopo Birrfeld e Grenchen. In questo senso dà un contributo significativo per la formazione di piloti civili e militari. A livello cantonale è l’aeroporto più grande per la superficie e con tre piste. È chiaro che Lugano-Agno in termini commerciali è molto più importante. In Ticino v’è da ricordare inoltre l’aeroporto di Lodrino che è notevole soprattutto per la presenza della Ruag con più di 100 dipendenti.

Ma le attività commerciali e private hanno subito un calo presso la vostra struttura. Quali sono le cause?
Ci sono due cause. Da un lato il nostro scalo è legato al mercato italiano e poiché l’Italia è in crisi vi sono ripercussioni sulla nostra aviazione. Il secondo aspetto è strutturale.                     Le normative, che sono sostanzialmente europee, sono diventate molto più esigenti e restrittive perciò meno giovani si avvicinano all’aviazione e diversi piloti smettono di volare con una frequenza superiore agli scorsi decenni.

Cosa significa per voi?
In tutta l’Europa queste normative, che dovrebbero aumentare la sicurezza, hanno finora avuto una chiara conseguenza: hanno ristretto il mercato. Sono norme più esigenti che si applicano anche al «pilota della domenica» che – ad esempio – deve avere certe competenze linguistiche. Ancor più toccate sono però le aziende che operano nel settore della manutenzione degli aeromobili e delle le scuole di volo. Alcune scuole, a nord delle Alpi, sono persino sparite.

A Locarno  v’è pure la base della Rega. Qual è la sua importanza?
La base della Rega è uno degli elementi cardini del nostro aeroporto, non per quanto concerne il numero di movimenti, ma come presenza. La Rega ha fatto grossi investimenti ma da noi ci sono anche altre ditte con elicotteri. In generale devo dire che l’aeroporto cantonale di Locarno è come una piccola area industriale. Qui lavorano 200 dipendenti, 130 per l’aeroporto civile e 70 per l’aeroporto militare, vi sono basati un centinaio di aeromobili. Il giro d’affari è di circa 30 milioni di franchi l’anno.

Commercialmente come va?
Interessante è il fatto che abbiamo circa 2 o 3 percento dei movimenti che portano 20 per cento delle entrate, cioè tasse d’uso e carburante. Si tratta di piccoli jet privati o turboelica che offrono servizi nel settore business. I loro proprietari o i loro utilizzatori hanno un legame diretto con la regione, vivono in Ticino o vengono per vacanze o business, si tratta di persone che chiedono una grande discrezione e pertanto sono quasi invisibili.

Per lo scalo di Locarno, già nel 1999 il Consiglio di Stato ha deciso di avviare la progettazione dell’opera di aggiornamento  basata sull’allungamento dell’esistente pista principale di circa 170 metri  verso est. A che punto siamo oggi?
Il 1999 è lo spartiacque del processo politico sullo sviluppo, o meno, dell’aeroporto cantonale. Nel settembre di quell’anno il Governo ha deciso di abbandonare i progetti finalizzato ad aumentare le capacità operative (nuova pista di 1.300 metri) e di limitarsi al solo mantenimento delle attuali tipologie di utenza civile. Ciò richiede solo un piccolo allungamento verso Bellinzona dell’esistente pista principale (800 a 970 metri) senza toccare la strada cantonale. Ciò garantirà una maggiore sicurezza e permetterà il sorvolo delle Bolle di Magadino, dei campeggi e del Centro sportivo nazionale di Tenero di circa 20 o 30 metri riducendo così l’impatto fonico.

Sembra ci siano solo vantaggi. Come mai allora l’allungamento non è ancora stato fatto?
L’ufficio federale dell’ambiente, coinvolto sin dagli anni ’90 negli studi, si è arroccato su una posizione molto attenta alle Bolle e poco aperta verso le attività di volo presenti in zona da 75 anni. L’approvazione del progetto potrà essere formalizzata solo quando sarà consolidato il quadro pianificatorio, cioè la scheda di Locarno del piano settoriale aeronautica e su questo tema si dibatte da anni.

Come mai?
C’è ancora un disaccordo fra il Consiglio di Stato e l’ufficio federale che ha proposto delle limitazioni operative inconciliabili con una corretta e sicura gestione delle attività di volo e con il principio «safety first». Il Consiglio di Stato ritiene che con gli studi dello scorso decennio che hanno portato a delle limitazioni operative mirate sia stato già trovato un buon equilibrio. Si conta che nei prossimi mesi il contenzioso possa essere risolto.  

È comunque innegabile che esista un conflitto fra la presenza di un aeroporto e una riserva naturale come le Bolle di Magadino.
È importante conoscere la storia. Quasi tutti gli aeroporti, svizzeri e non solo, sono nati nella prima metà del ’900. Sono stati costruiti, dove c’erano terreni pianeggianti liberi, vicini a specchi d’acqua e si cercavano terreni lontani dalle abitazioni. Questi motivi hanno portato alla collocazione dell’aeroporto sul Piano di  Magadino anche perché negli anni ’30 la sensibilità per le zone umide era diversa da quella odierna.

Pensa che si possa affermare che col senno di poi era meglio non costruire questo aeroporto?
Non si può sostenere questa tesi, anzi si dovrebbe considerare che la presenza dell’aeroporto ha impedito altri insediamenti come ad esempio industrie o un porto oppure infrastrutture a lago per il turismo. La protezione delle Bolle, e una maggior sensibilità verso la protezione dell’ambiente in generale, è arrivata solo negli anni Settanta. Probabilmente senza l’aeroporto oggi ci sarebbero costruzioni e  strutture sull’intera riva da Magadino fino ai campeggi di Tenero. L’aeroporto ha portato a una situazione win-win, che certi ambienti non vogliono riconoscere.

Torniamo ai festeggiamenti di maggio. Che misure avete preso per organizzare un evento sostenibile e non troppo inquinante e rumoroso?
Già due anni fa abbiamo discusso con l’Ufficio federale dell’ambiente sulla fattibilità di questo evento proprio dal profilo ambientale. Con loro abbiamo definito i limiti di questa manifestazione che resta puntuale nel tempo e nello spazio. Si tratterà di un evento straordinario per il 75° e non un evento che si ripeterà annualmente. Non sarà un evento sovradimensionato e le tipologie di aeromobili non presenti regolarmente a Locarno saranno ridotte. Ci siamo pure impegnati a contenere il pubblico nell’area delle attuali infrastrutture senza che ci si possa avvicinare alle Bolle di Magadino.

Ma rimane l’emissione di CO2 che non è proprio un bene per l’ambiente.
Abbiamo fatto un accordo con my-climate di Zurigo per lo sviluppo sostenibile. Per tutto il CO2 che sarà prodotto a causa di questa manifestazione verseremo dei soldi. Desidero sottolineare che «Cielo aperto»  è la prima manifestazione aeronautica in assoluto ad essere certificata dalla Fondazione my-climate come climaticamente neutrale.

Davide Pedrioli

http://www.cooperazione.ch/L_aeroporto+di+Locarno_+Una+situazione+win_win L’aeroporto di Locarno? Una situazione win-win

Nato a Basilea nel 1957, sposato e padre di due figli, si è diplomato come ingegnere del genio rurale e topografia al Politecnico federale di Zurigo. Oggi è delegato cantonale per l’aviazione civile e direttore dell’aeroporto cantonale di Locarno presso il Dipartimento del territorio.

La manifestazione «cielo aperto»

«Cielo aperto»: il Comando della Base aerea di Locarno e la Direzione dell’aeroporto cantonale organizzano sabato 31 maggio e domenica 1° giugno una grande manifestazione per festeggiare il 100° delle Forze aeree svizzere e il 75° dell’aeroporto di Locarno. Dal 26 al 30 maggio saranno proposte presso l’Hangar 5 della Base aerea conferenze con relatori noti a livello internazionale.

www.cieloaperto.ch

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Testo: Gerhard Lob

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 07.04.2014, ore 10:00


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