L'angolo

Armando Ceroni
ha scritto il 04.04.2018


Evviva l'atleta trasandato e puzzolente

Sono terribilmente nostalgico, stranito verso tutto quello che fa moda, ad ogni costo.


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Armando Ceroni
ha scritto il 05.03.2018


Ester Ledecka: un vero fenomeno

Non è una sciatrice, né una snowboarder.


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Armando Ceroni
ha scritto il 19.02.2018


La medaglia d'oro degli asmatici

Mi scappa da ridere e mi rattristo allo stesso tempo di fronte agli abilissimi manipolatori del vecchio gioco «guardie e ladri».


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Armando Ceroni
ha scritto il 05.02.2018


Il talento costa

La Svizzera che forma giovani atleti sta cambiando pelle, anche se ancora non siamo al livello
di altri paesi.


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Armando Ceroni
ha scritto il 29.01.2018


Beat Feuz, classe e istinto

L’ombra lo ha spesso avvolto nel vortice di una dozzina di infortuni gravi. Ma Il sole è comunque riuscito a filtrare tra nubi cariche di sfortuna, che a lungo hanno minacciato la carriera di Beat Feuz. Eppure altri raggi malandrini hanno impedito al bernese di trionfare lungo la Streif, la discesa piú amata dagli sciatori. Feuz era in testa. Poi all’improvviso il sole. La temperatura si alza, creando un sottile strato di acqua che regala meno attrito a chi gli scivola sopra. Quella che sembrava una vittoria certa diventa un altro secondo posto. Mentre gli anni passano e le occasioni per diventare re sulla pista regina si assottigliano. Al contrario il corpo di Feuz si allarga oltre i limiti di un atleta classico. Quasi una novantina di chili, distribuiti su un metro e settantatre, tra ciccia e muscoli che se lo vedi passeggiare, pure storto e zoppicante, ti chiedi come faccia a reggere il confronto al cospetto di gente il cui corpo pare scolpito nella roccia. Campioni perfettamente in linea con i canoni dello sport moderno che impone allenamenti massacranti e una condotta di vita impeccabile. Invece Beat Feuz fa meraviglie contro ogni logica. Brilla in un mondo dove si vuole controllare tutto scientificamente con due vecchi ingredienti naturali: classe e istinto.

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