Profumi di fine giornata: un’Harry’s Spritz, un Bellini, qualcosa da sgranocchiare, sole e lago. (Foto Alain Intraina)

L’aperitivo: tempo per un cocktail, stuzzichini e chiacchiere

L’aperitivo è un «must» che resiste alle mode. Perché? Lo spiega «l’ambasciatore» dell’Harry’s bar di Cernobbio, Giordano Falconi.

Farsi un aperitivo è l’occasione per incontrare gli amici, bere qualcosa, sgranocchiare qualche stuzzichino, conoscere gente nuova. Limbo che segna il passaggio tra il lavoro e la cena, tra spiaggia e programma serale. E il bello di tutto questo? Funziona sempre, sia che ci troviamo in vacanza, sia che lavoriamo. Oggi, siamo turisti «fuori porta»: a Cernobbio, sul lago di Como. Località famosa per le sue ville storiche – Villa Erba, Villa d’Este, bellissimi giardini, interessanti mostre – e per la sua posizione favorevole, protetta dal monte Bisbino e agiata sulle rive del lago. E, last but not least, anche per le regolari apparizioni pubbliche di George Clooney e consorte. Insomma, una cittadina gioiello a vocazione turistica.

L’aperitivo è con vista sul lago, tanto vicino da guardare le onde spinte dalla brezza serale. Siamo all’Harry’s Bar di Cernobbio, rinomato indirizzo perché porta il nome dello storico locale di Venezia, aperto da Cipriani nel 1931. Anche a Cernobbio si punta sul classico, niente passato di piselli verdi nei cocktail o azoto liquido appariscente. «Qui, sono il gestore e l’arredamento a fare il locale» spiega Giordano Falconi, da sette anni gerente dell’Harry’s bar. Ed è da Giordano, Giò per gli amici, che vorremmo carpire l’arte dell’aperitivo. Perché è un successo, anche dopo oltre 200 anni?

«L’aperitivo ha la stessa tenacia della colazione: è un’abitudine quotidiana che ha sempre saputo adattarsi, restando però fedele ai propri principi. Agli inizi del terzo millennio c’era l’ondata della happy hour, ovvero l’aperitivo con buffet, molto in voga tra i giovani. Di seguito sono entrati in scena i mixologist: barmen che creano nuovi cocktail al passo con le mode, abbinati a sfiziosi assaggi. Alla base è comunque rimasto un appuntamento irrinunciabile, sinonimo di convivialità e relax». Come dire, un mezzo efficace per addolcire la vita.


Alla «dolce vita», contribuiscono… gli amari, lanciati nel 1786 a Torino con il vermouth di Carpano, un vino aromatizzato alle erbe, che di lì a poco conosceremo come il Martini. «Oggi, il 70% dei clienti richiede l’Apérol Spritz, senza neanche leggere la carta dei cocktail. Noi offriamo l’Harry’s Spritz» prosegue il barman. Per capire il «suo» tocco personale, lo seguiamo all’interno del bar. Ci accoglie un profumo di menta che proviene da un mazzo di piperita fresca, sistemato sul bancone del bar, accanto ad un cespo di sedano stanga. Ecco, per comprendere lo spirito di questo locale, occorre visitarlo all’interno: dal parquet in nobile essenza scura alle cornici in radica, dal telefono nero d’antan appeso alla parete (e funzionante) al soffitto dipinto. E poi, arredi che fanno storia, come la pubblicità di Campari Cardinal pitturata su vetro. Il tutto, in un piccolo spazio che accoglie appena una mezza dozzina di tavoli.

Bella «location»e buon servizio
Dietro al banco, Giordano mescola nel bicchiere, precedentemente riempito con cubetti di ghiaccio, l’Apérol, vermouth bianco e gin. Fedele allo standard classico, Giordano usa la pistola del Seltz con la sua bombola arancione, mentre in altri locali impera l’acqua minerale. L’ultimo tocco per l’Harry’s Spritz: una fogliolina fresca di menta e lo spicchio di arancia. E gli stuzzichini? Immancabili le olive verdi, le classiche patatine e qualche nocciolina per dare sostanza all’aperitivo. «La nostra scuola è classica: ottima qualità, poca quantità, bella location e buon servizio». E poi scopriamo che il bartender Giò è un frequentatore di mercati d’antichità. «Sono amante dell’antico sapore di vissuto. Questi sono anche i bar che mi piacciono e che scelgo quando sono in una città straniera. Ma che sia chiaro – conclude Giordano Falconi –, un deciso no-go sarebbe la scortesia del personale, anche se il locale mi piacesse. Il contatto umano è essenziale. Il successo lo si vede dal ritorno dei clienti, così l’ospite diventa amico. È la soddisfazione del nostro mestiere». 

Pizzette di zucchine

Ingredienti

  • per 16 pizzette
  • 100 g di mozzarella
  • 600 g di zucchine
  • Olio di oliva extravergine
  • 200 g di passata
  • di pomodoro
  • 1 cucchiaio di origano
  • Sale e pepe
  • Qualche fogliolina
  • di basilico


Preparazione
Asciugare la mozzarella, affettarla ad uno spessore di circa 1 cm, poi tagliarla a cubetti. Versare i cubetti di mozzarella in un colino per una ventina di minuti. Nel frattempo lavare e asciugare le zucchine, tagliarle a dischetti  di ca. 1 cm. Sistemarli su una teglia da forno ricoperta con carta da forno. Ungete le zucchine con l’olio d’oliva, condite con sale e pepe e cuocete al forno per ca. 10 minuti a 150 °C. Togliere dal forno. Distribuire con un cucchiaio la passata sui dischetti, condire con l’origano, sale e pepe. Distribuirvi i cubetti di mozzarella. Rimette al forno per altri 5 minuti a 200 °C. Guarnite con foglioline di basilico.




Crostini con salsa tonnata


Ingredienti

  • 2 scatolette di tonno sott’olio
  • 3 cucchiai di maionese
  • 1 cucchiaio di  senape
  • 2 cucchiai di formaggio fresco
  • 6 capperi sott’aceto
  • sale e pepe
  • Olive nere, snocciolata
  • Due baguette

 

Preparazione

Raccogliere in una ciotola il tonno sgocciolato, la maionese, una punta di senape (che potrete aumentare se vi piace), i capperi, il formaggio fresco e frullare bene con un frullino ad immersione, fino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Aggiustare di sale e di pepe se necessario.

Tostare le fette di pane, lasciarle raffreddare quindi distribuire sui crostini la salsa tonnata a cucchiaini, lasciandola morbida. Decorare i crostini con rondelle di olive nere e un ciuffo di maionese.

 

 

Tartufini di formaggio tricolore


  • Ingredienti per 25 palline
  • 150 g di ricotta
  • 50 g di Parmigiano Reggiano, grattugiato finemente
  • 50 g di Fontina, grattugiato finemente
  • 2 cucchiai di paprica dolce, in polvere
  • 2 cucchiai di erba cipollina, tritata

 

Preparazione

Mettere i tre formaggi in un mixer e tritateli finché il composto abbia un aspetto cremoso e omogeneo. Versare la crema ottenuta in un contenitore, coprire e porre in frigo per almeno un paio d’ore.

Preparare due ciotoline, nelle quali porre separatamente, l’erba cipollina tritata e la polvere di paprica.

Togliere il composto di formaggio dal frigorifero, dividerlo in tre parti uguali. Con l’aiuto di un cucchiaino, prelevare ogni volta una quantità tale di crema di formaggio da formare, con i palmi delle mani, delle palline poco più grandi di una nocciola. Farle rotolare, alternativamente nelle 2 ciotoline. Lasciare un terzo dell’impasto al naturale. Sistemare i tartufini su un piatto da portata oppure in simpatici pirottini.

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