La nuova Ford S-Max è un vero gioiello tecnologico.

L'auto che cresce insieme alla famiglia

Con la seconda generazione, la Ford S-Max si è trasformata da auto familiare in veicolo high-tech. L’abbiamo provata. — Andreas Faust

Posso sedermi dietro?» Ovvio, i bambini piccoli devono stare sul sedile posteriore. Ma quando la piccola ha fatto questa domanda, intendeva nel bagagliaio. È lì, infatti, che già dalla prima generazione di questa monovolume familiare si trovano due sedili ripiegabili. Una fila tutta per lei, lontano da mamma e papà. E con sufficiente privacy per mangiare qualche caramella in più senza essere vista. La voglia di sedersi in terza fila passa con gli anni: crescendo non è davvero più possibile trovare posto sui sedili sei e sette, pensati solo per i bambini. Ma la passione per questo tipo di auto resta. Soprattutto se, come la S-Max, è capace di inerpicarsi con grande agilità sulle strade di montagna.



Tra rigidità e comfort
Ford è maestra nel realizzare telai con un eccezionale equilibrio tra rigidità e comfort, anche per quanto riguarda le monovolume familiari. La precisione dello sterzo fa subito dimenticare che si è a bordo di un’auto lunga 4,80 metri. I maggiori progressi Ford li ha conseguiti in materia di motori: non più un turbo cinque cilindri poco parsimonioso, bensì due motorizzazioni turbo benzina e diesel di potenza compresa tra 120 e 240 CV. Visto che difficilmente chi sceglie una monovolume simile la usa solo per piccoli spostamenti, tanto vale puntare sul diesel – tanto più che la versione da 120 CV è anche la meno costosa della gamma. Tuttavia questa opzione non è abbinabile alla trazione integrale, per la prima volta disponibile sulla S-Max.

Display touch screen
Già con il modello precedente, Ford aveva rotto gli schemi rispetto al tipico design del segmento – una grande scatola di lamiera con quattro ruote sotto – e aveva concepito l’auto come una sorta di station wagon XXXL. Nessun motivo per cambiare, dunque; le linee della seconda generazione sono solo un po’ più fluide e aerodinamiche. Il bagagliaio offre fino a 2.200 litri di capacità di carico, se si abbattono tutti i cinque sedili posteriori e si lasciano i bambini a casa. Superfici espanse gradevolmente morbide anziché plastica dura – e la marea di pulsanti è solo un ricordo del passato. Al suo posto spicca ora una plancia essenziale, con pochi pulsanti e un display touch screen con sistema multimediale. La lista delle opzioni è piuttosto ricca: telecamera 360°, fari LED, luci d’ambiente e numerosi sistemi di assistenza. Inoltre c’è il sistema Ford Sync 2 per collegare l’auto allo smartphone e a internet, con comandi vocali. C’è anche un nuovo regolatore di velocità a cui una telecamera trasmette il limite vigente e che imposta automaticamente questo valore come nuova velocità di marcia. Un sistema che piace sicuramente al papà. 

Il dilemma della curva
Cosa c’è di meglio di un po’ di frescura in quota, in un’estate torrida come questa? Si prende l’auto, qualcosa di fresco da bere, magari anche il necessario per un picnic e via sulle strade dei passi alpini con tutta la famiglia al seguito. Mentre ci addentriamo nella natura, prima attraverso il bosco e poi in mezzo ai pascoli, aumenta il feeling col volante, quello nei tragitti della vita quotidiana. Il rettilineo lascia presto il posto a curve e tornanti, mentre davanti agli occhi il paesaggio regala vedute piene di colori intensi, e troviamo finalmente refrigerio. Per divertirsi al volante in montagna non serve andare forte. Preparare bene una curva, «pennellandola» senza strappi, capire come reagisce l’automobile, guardare il più avanti possibile e gestire un sorpasso in sicurezza: servono concentrazione e calma. Anche se il motore e il telaio non sono «quelli giusti», da gran sportiva, ci si può godere la gita in tutta tranquillità, tenendo sempre presente che ogni curva stretta è un’incognita: non si può mai sapere se chi sopraggiunge sta affrontando la strada con la stessa, dovuta attenzione.

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