Nel kenjutsu si riproducono i movimenti degli antichi samurai.

Il grande autocontrollo
nella scherma giapponese

Lorenzo Casadei è uno dei maestri di quest’arte marziale. Che attira anche molte donne.

Alla scoperta dei segreti degli antichi samurai. Ci accompagna nell’affascinante viaggio Lorenzo Casadei, 33enne di Giubiasco, che da diversi anni pratica il kenjutsu, specialità della scherma giapponese. Un’arte marziale che ha già conquistato una quarantina di persone nella sola Svizzera ita-liana. «Il bello di questa disciplina – spiega Lorenzo, che è anche uno dei due istruttori della Wa Rei Ryu, l’unica scuola presente in Ticino – è che non c’è agonismo. È un’arte per chi vuole andare oltre la semplice competizione, per chi desidera conoscere i lati più nascosti di una cultura millenaria».

Un inguaribile curioso, un vero e proprio ricercatore. Lorenzo non nasconde un certo interesse per la filosofia buddista. «Anche se non la pratico. Il kenjutsu, in ogni caso, ti propone un modo di vita alternativo a quello occidentale, ti stimola a fare un percorso interiore, ti fa capire l’importanza delle energie. Poi, certo, c’è anche il lato più pratico. Con una spada di legno, il bokken, noi simuliamo le tecniche di combattimento dei samurai giapponesi. Si riscopre un patrimonio storico». Lorenzo sottolinea come esista anche una variante più dimostrativa del kenjutsu. «Si tratta dello iaido. E lì si usa la vera spada dei samurai, la katana. Quando hai in mano una katana, devi stare molto più concentrato. La lama, infatti, può essere anche tagliente».

Sono due, attualmente, i punti di ritrovo (Dojo) per chi vuole praticare il kenjutsu nella Svizzera italiana. «Ci si trova a Lugano e a Camorino. Circa la metà delle persone che partecipano ai corsi è di sesso femminile. Un dato comprensibile, visto che il kenjutsu ti fa crescere l’autocontrollo, il senso di sicurezza, l’autostima. Naturalmente si fa anche tanta condizione fisica. È dura. Non tralascerei, inoltre, l’aspetto della meditazione. Questa è una disciplina che ci aiuta a guardarci dentro, a conoscere noi stessi, i nostri limiti».

Come in qualsiasi arte marziale, nel kenjutsu la forza del singolo atleta è misurata con
i gradi. «Il movimento è in espansione un po’ ovunque – conclude Lorenzo –. Di recente c’è stato un evento a Giubiasco, il Nihon festival, in cui la nostra scuola è stata presentata al pubblico. Ora si sta pensando di organizzare una grande fiera, il Dai Matsuri, per il 2015».

www.wareiryuswitzerland.com

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 24.03.2014, ore 00:00


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