Melanie Su seleziona le spole da utilizzare. (Foto: Christoph Kaminski)

L'idea geniale di alcune ragazze lucernesi

Allieve della Scuola universitaria professionale di Lucerna hanno ideato biancheria da letto Naturaline per bimbi. Un’esperienza formativa e un primo approccio al mondo del lavoro. — YVONNE PINI FERTSCH

Spole di filo impilate sugli scaffali, diversi collage di fotografie e schizzi allineati alla parete e una marea di bozzetti, campioni di tessuto e di colori sparsi un po’ ovunque: per i provetti designer dei tessili della Facoltà di design e arte della scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU), il disordine creativo di questo atelier è all’ordine del giorno. Nel loro percorso triennale, studiano il mondo dei filati e imparano a sperimentare con materiali, forme e colori.

Un progetto pratico
Ma la soddisfazione più grande per un designer è chiaramente vedere nascere da un semplice bozzetto un prodotto spendibile sul mercato. Spesso però, agli studenti manca un ponte con il mondo del lavoro. Per ovviare a questo inconveniente, Ursula Hersperger e Brigitt Egloff, entrambe docenti alla HSLU, hanno chiesto ai loro studenti del secondo anno di ideare una linea di biancheria da letto per l’infanzia per Naturaline. «Il progetto è stato uno showcase esemplare che, oltre ad avvicinare i giovani al mondo del lavoro, crea anche un prodotto sostenibile, uno dei capisaldi della formazione», spiega Hersperger. Alle dodici studentesse che hanno partecipato al progetto è stato chiesto di realizzare tre bozze ciascuna, ognuna delle quali in tre differenti colori tra loro abbinabili. Tempi di consegna: sei settimane. Il processo di creazione è stato strutturato in modo da renderlo il più fedele possibile ai tempi e alle modalità con le quali opera quotidianamente un designer. «Per la prima volta i nostri studenti hanno dovuto creare una collezione da proporre sul mercato», spiega Egloff.

Lavoro di ricerca
Chi sceglie la biancheria da letto? Quali sono i colori e i motivi preferiti dai bambini? E dai loro genitori? Cosa significa «adatto ai bambini» (vedi riquadro a pag. 65)? Per rispondere a queste domande le studentesse hanno consultato analisi di mercato. Il nuovo bagaglio d’informazioni è andato poi a integrare il lavoro creativo in atelier, dove hanno sviluppato «mood» cromatici e motivi. Ne sono scaturite un centinaio di idee. Tra queste, i responsabili per i tessili di Coop hanno selezionato cinque campioni da
realizzare. Una commissione ha poi selezionato i lavori di tre allieve: Jasmin Rigert, Melanie Su e Annina Thali. Componente artistica, commerciabilità e continuità stilistica con l’assortimento preesistente sono stati i tre criteri principali con i quali sono state scelte le creazioni, come indica la buyer Beatrix Kessler. 

Le fonti d’ispirazione e le sfide
Per la realizzazione delle sue stampe con biglie e animali, Jasmin Rigert si è ispirata al tema del collezionare, una passione tipica di molti bimbi. «Da piccola io stessa amavo collezionare piume, sassi e conchiglie, che conservavo come tesori preziosi», ci racconta. Melanie Su ha puntato su un modello con cuori: «Il mio target erano le bambine. Volevo disegnare qualcosa di grazioso e trasognato, che ricordasse gli scarabocchi che si fanno da piccole sul diario e i sogni legati a quell’età», afferma. Per entrare in sintonia con le sue possibili «acquirenti», Melanie è andata a visitare una classe femminile: «Accanto al ritratto di Justin Biber – dice con fare scherzoso – e alla torre Eiffel, i cuoricini erano tra le immagini che più hanno entusiasmato la classe». Annia Thali si è invece documentata su libri per bambini, oltre che a fare riferimento ai sogni ricorrenti della sua infanzia. Il risultato: giocosi motivi rappresentanti aeroplanini di carta e uccelli. «Nelle mie proposte – dice – ho cercato di dare forma al desiderio di volare. In uno dei miei sogni più ricorrenti mi tenevo aggrappata a un grande uccello e volavo via... Non a caso, i miei raffigurano soprattutto pennuti dal muso divertente e con ali a pois». Le sfide più grandi per le giovani creative? «Ideare un progetto per una clientela concreta e al tempo stesso ampia», risponde Jasmin. E Annina aggiunge: «A scegliere e ad acquistare la biancheria il più delle volte non è il bambino,  ma i genitori. Il design quindi doveva piacere soprattutto a loro. La sfida è stata creare qualcosa che incontrasse il gusto di entrambe le generazioni». Intanto, gli addetti all’acquisto di tessili di Coop hanno fiducia nel successo delle creazioni di queste giovani designer. Le loro stampe sono disponibili nei negozi Coop City e nei grandi supermercati Coop. 

Bambini e bebè dormono molto. I motivi stampati sulla loro biancheria da letto possono ispirare la loro fantasia e divenire parte dei loro sogni. Ma anche la qualità del materiale in cui risposano è fondamentale. Ecco perché è consigliabile scegliere tessuti che regolano l’umidità. Il cotone ha tanti pregi: è morbido, delicato sulla pelle, resistente, traspirante, assorbente e può essere lavato ad alte temperature. La biancheria da letto di Coop Naturaline è prodotto in maniera ecologica e socialmente etica.

Parure copripiumone (65 × 100/160 × 210 cm), fr. 74.95.

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