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Claudia Crivelli
ha scritto il 10.10.2017


La bellezza salverà il mondo

Ah, gli artisti, la vita che fanno, la realtà che vedono!

Stare con loro apre mondi, del resto da sempre sono convinta che la bellezza salva il mondo, perché bellezza significa armonia, cura, attenzione, apertura mentale e di cuore. La bellezza ci rende fragili, quando la scorgiamo qualcosa dentro noi vacilla, e ci fa sentire in contatto con la nostra anima. Ci toglie dalle preoccupazioni del quotidiano, e ci eleva sopra i nostri sentimenti, le nostre belle pensate, la nostra presunta intelligenza e praticità. La bellezza ci parla di Altro, ci apre, scardina qualcosa in noi. Altrimenti non è bellezza, bensì luogo comune. Ieri ero a cena in casa d'artista, ed era bello essere lì, respirare armonie e idee creative. In questi giorni resi fragili da tanti fattarelli della mia povera vita sono particolarmente vulnerabile, prossima alla meraviglia e alla tenerezza. Vedo persone e mi vengono le lacrime agli occhi perché non posso vederle di più: i miei occhi non si danno pace dei miei limiti e dei limiti della vita. Provo tenerezza, e sono tenera anche con chi è scontroso con me, e praticamente non faccio altro che pregare, inviare buoni pensieri, con il cuore gonfio di gratitudine per tutto ciò che mi circonda, e per il grande dono di saperlo vedere, di aver imparato con tutto il dolore di una vita a riconoscere la qualità e il valore aldilà delle apparenze. Sembro un po' un'invasata a raccontarla così, in realtà sono soltanto, come accade in certi periodi, innamorata, anche se non di una persona soltanto, e cerco di essere più grande dei miei sentimenti, di non incagliarmi sui desideri, sulle aspettative, sui miei piccoli bisogni egoistici di contatto e di riconoscimento, ma di augurare il bene al mondo, e di aiutare con fatti o con pensieri chi incontro. Amo il gatto, amo il cane, e li prendo su in braccio per strapazzarli di carezze con loro divertimento e tenero sconcerto; amo questi alberi che si tingono di giallo e di rosso, e li ringrazio per questo trionfo d'autunno, pregando le foglie verdi di resistere ancora un poco, di regalarci qualche altro giorno d'illusione estiva. Quest'artista dalla quale mi trovavo a Besazio a è Paola De Michiel (paolademichiel.com/it/), al momento attuale crea delle t-uniche, ovvero degli abiti bellissimi di seta, cachemire e altri tessuti fantastici, con disegni fatti per valorizzare il viso. La tunica è un concetto molto bello di abito: si adatta alla personalità e alla figura di chi la indossa, è cangiante ed elegante, e regala piacere al corpo e allo sguardo. E' bellezza in movimento. Una musicista non interessata alla moda, provando una t-unica e guardandosi allo specchio, ha esclamato "Ma questa sono io! sono arrivata a sessant'anni per scoprire che sono così, e mi piaccio molto!". Molte donne (ma forse anche uomini, perché no?!) acquistano una tunica diversa da quella che avevano in mente, perché un conto è vedere i vestiti, un altro vederseli addosso. D'accordo, non vi dirò che queste tuniche sono a buon mercato, ma il loro prezzo (sui seicento franchi) lo valgono tutto in attenzioni e piacere, e nella gioia di avere nell'armadio e soprattutto addosso un pezzo d'arte da indossare! Che diamine, siamo dee o quaquaraqua?!


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