Uno dei momenti clou della manifestazione: la discesa in cordata di quattro Befane dal Campanile del Duomo.

La capitale
della Befana

A Urbania da quasi vent’anni si tiene la Festa nazionale della Befana. Da tutt’Italia i suoi fan accorrono per festeggiarla.

Urbania, l’antica Casteldurante, è un suggestivo borgo nella provincia di Pesaro-Urbino. È rinomata per le sue ceramiche e gli amanti del macabro vengono ad ammirare alcuni cadaveri dissepolti esposti nella Chiesa dei Morti. Ma la cittadina marchigiana è anche conosciuta perché una volta all’anno si trasforma nella patria della Befana. Da 17 anni, dal 2 al 6 gennaio è lei ad essere la protagonista della vita cittadina: da tutt’Italia accorrono per la festa.

«A Rovaniemi hanno Babbo Natale, perché noi non dovremmo avere la Befana?». È  questa l’idea lungimirante che è lampata nella mente di un municipale di Urbania quasi 20 anni fa, ci spiega Giovanna Meliffi, responsabile dell’Ufficio Turismo del Comune di Urbania. E da allora ogni anno la festa della Befana è un successo. «La scorsa edizione abbiamo stimato 70mila presenze» sottolinea Meliffi «in questi giorni di festa si registra tutto occupato nelle strutture alberghiere, fino ad Urbino». I cittadini di Urbania si rimboccano le maniche, soprattutto le donne. «Sono tra 50 e 60 le donne che si travestono da Befana e che partecipano alle attività» spiega Meliffi. E queste sono parecchie: dal mercatino di prodotti locali, ad atelier per i più piccoli, passando per la casa della Befana dove i bambini portano le loro letterine, poi ci sono  cortei, le befane acrobatiche che si fanno calare dal campanile... Se ovunque altrove è ancora il pupazzo di Babbo Natale a decorare le pareti esterne delle case, ad Urbania sono i tipici calzettoni e manichini della Befana. Anche sul balcone del palazzo municipale è una Befana a cavalcioni sulla sua scopa la protagonista. «Il 2 di gennaio, il sindaco cede le chiavi della città alla Befana e così hanno inizio i festeggiamenti» spiega Meliffi.

Anche nei bar e nei ristoranti, le cameriere sono travestite da Befana. È come un grande Carnevale, ma essendo la festa dedicata soprattutto ai bambini, i cortei e gli avvenimenti festivi sono principalmente concentrati durante la giornata. Uno dei momenti più attesi, è la discesa delle Befane acrobatiche dalla torre: la piazza è gremita di gente si sentono persino cadenze venete, lombarde, campane... «È la seconda volta che vengo. Lo scorso anno sono venuta da sola, quest’anno ho portato anche la famiglia» racconta entusiasta una giovane mamma giunta dalla Campania apposta per l’occasione. I bambini intanto aspettano con impazienza il momento in cui le Befane sospese a mezz’aria inizieranno a lanciare dolcetti.

Le vie porticate del centro sono affollate, famiglie con passeggini, gruppi di adolescenti: tutti cercano riparo dal freddo nei bar, tra uno spettacolo e l’altro. Insomma qui si festeggia con intensità l’Epifania, che tutte le feste si porta via. Ma chi non è fan sfegatato della vecchietta dalle scarpe tutte rotte dovrebbe venire a Urbania in un altro momento, quando i locali non straripano di gente, quando i negozi e gli atelier di ceramica sono aperti e magari approfittarne per visitare anche cittadine vicine come Urbino o San Sepolcro.

www.labefana.com

Ceramica di tradizione

Tra il XV e il XVII secolo, Casteldurante (l’attuale Urbania) fu uno dei centri più importanti per la produzione di maioliche. A tuttoggi nella città esistono diversi atelier in cui gli artigiani propongono prodotti tradizionali ma anche curiose rivisitazioni. Un must per gli amanti della ceramica.

www.urbania-casteldurante.it

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Testo: Raffaela Brignoni

Foto: Elisabetta Gazziero

Pubblicazione:
sabato 28.12.2013, ore 14:52


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