La lunga storia
di una bottiglia

Il Ticino e Londra: un connubio che affonda le proprie radici nel XIX secolo, come testimonia la storia delle famiglie Biucchi e Gatti. — Mattia Bertoldi

Lettere ingiallite dal tempo, racconti orali, vecchi passaporti… Sono spesso questi oggetti a raccontare le storie di emigrazione vissute da baldi giovani ticinesi in stimolanti metropoli d’oltremare. Il percorso scelto dallo studioso britannico Nigel Jeffries, però, ha qualcosa di particolare: tutto ha inizio con il ritrovamento di una bottiglia di ceramica in cui, un tempo, una coppia di fratelli ticinesi aveva riversato della «ginger beer» (una bevanda rinfrescante a base di zenzero e dalla minima gradazione alcolica) da vendere in un quartiere di Londra.

«Basilio ed Ernesto Biucchi» si legge nel saggio scritto nel 2009 per il museo di Londra, «erano figli di Alessandro e Apollonia Biucchi, partiti alla volta dell’Inghilterra da Castro (Val di Blenio) negli anni Cinquanta del 19° secolo». I due giovani – entrambi nati a Londra – fondarono la loro prima azienda di bevande tra il 1889 e il 1890, ma già nel 1901 la sciolsero per prendere altre strade, pur sempre nell’ambito della ristorazione. Basilio aprì con un altro fratello due ristoranti nella zona Sud di Londra, Ernesto avviò invece un locale a Kensington, nell’Ovest della metropoli. Quest’ultimo si è anche distinto all’interno dell’Unione ticinese (vedi box), per la quale ha svolto il ruolo di tesoriere nel 1896 e dal 1898 al 1931.

Tutto qui? No, perché la dinastia dei Biucchi ha saputo raggiungere anche la città di Brighton, affacciata sul canale della Manica e distante un’ottantina di chilometri dalla capitale britannica. In questo caso – come si deduce dagli archivi fotografici del Sussex – a far fortuna sono stati Innocente (nato nel 1856 e di professione cuoco) e Abramo Biucchi (classe 1854), che attorno al 1881 collaborarono con due altre famiglie ticinesi (i Pagani e i Bolla) nella gestione di un ristorante e di un pub chiamato «Fortune of War». Un anno più tardi i Bolla e i Biucchi unirono le forze per aprire un ristorante sul lungomare cittadino e una sala da tè poco più in là, trasformando così una delle strade più trafficate di Brighton in un vero e proprio presidio svizzero-italiano. Un bell’esempio di costanza e determinazione tutte ticinesi che hanno permesso ai nostri emigranti di raggiungere l’eccellenza nel campo della ristorazione e dell’ospitalità in terra britannica.

Il ticinese che per 2 anni guidò la capitale britannica

Una delle famiglie imprenditoriali più potenti della capitale britannica tra il XIX e il XX secolo rispondeva al nome di Gatti, ed era originaria di Dongio, in val di Blenio. Da Carlo Gatti (1817-1878) in avanti, infatti, questa dinastia ticinese ha saputo prendere il controllo non solo di ristoranti, pasticcerie e bar su suolo britannico, ma anche di teatri e centrali elettriche.

La summa della notorietà è stata raggiunta da John Maria Gatti, nato nel 1872. Studiò a Oxford e si sposò con un’inglese, Lily Mary Lloyd nel 1897, anno in cui ereditò dal padre Agostino la vasta rete di proprietà sparpagliate per la metropoli.

La sua influenza in campo commerciale e politico era tale che nel 1911 fu eletto sindaco della città, carica che rivestì per due anni prima di divenire presidente della commissione delle finanze del Consiglio della contea di Londra.

Nel 1908 fu anche membro fondatore della «Society of West End Theatre Managers», sodalizio esistente ancora oggi, di cui fu presidente nel 1919-1920. Nel 1928 fu infine insignito del titolo di cavaliere, pochi mesi prima di morire, all’età di 57 anni.

Dalla valle di Blenio fino alla Svezia, via Italia

Le diramazioni della famiglia Gatti in Europa l’hanno portata a espandersi prima in Italia e poi in Svezia. Lo dimostra la storia di Anna Maria Corazza-Bildt, membro del Parlamento europeo per il Paese scandinavo. La 51enne è infatti erede dei Corazza di Tabiano Terme (nel Parmense) e di quel Giacomo Corazza che, alla fine dell’Ottocento, si sposò con la bleniese Rosa Gatti, figlia dell’imprenditore londinese Carlo.

Nata a Roma e di nazionalità italiana, Anna Maria Corazza ha vissuto in diverse città del mondo prima di lavorare per le Nazioni Unite. In missione nei Balcani dal 1992 al 1996, ha conosciuto l’ex-primo ministro svedese Carl Bildt e si è sposata nel 1998. Da quell’anno, la sua popolaritàin Svezia è cresciuta sempre più e lì è diventata paladina del cibo, complice la pubblicazione di un libro nel 2002 intitolato «From Parma with love, people, food and tradition». In Scandinavia è anche conosciuta come «Madame Parmigiano», soprannome che probabilmente l’ha aiutata a essere eletta al Parlamento di Bruxelles nel 2009.

Uniti per il Ticino

Fondata dal 1874, l’Unione ticinese di Londra riunisce i nostri emigranti che risiedono a Londra. Storia e attività del sodalizio sono disponibili sul sito ufficiale dell’associazione (in inglese):

www.utl.org.uk

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