Grano duro, centimetri di bontà. (Foto: Nicolas de Neve)

La pasta fatta in famiglia

Leader mondiale, Barilla vide la luce 140 anni fa. Dal negozio ad una grande realtà internazionale, l’azienda punta sull’innovazione, senza venire meno ai suoi principi ispiratori. – SOPHIE DUERRENMATT

Non appena viene sulle labbra la parola “pasta”, si pensa subito all’Italia. Un po’ riduttivo, direte voi. Ebbene, sì e no in realtà. Poiché anche se la storia ci dice che questo diffusissimo alimento è stato creato in Cina qualche migliaio di anni fa, oggi la pasta più famosa al mondo si produce ogni giorno in Italia.



Da più di 140 anni è una famiglia ad aver elevato qualche centimetro quadrato di arte di vivere a nuovo rango: Barilla. Le cifre la dicono lunga su questo impero italiano che si apre anche al mondo dei prodotti da forno: 28 siti di produzione in 9 paesi, circa 8.300 collaboratori, esportazioni in più di 100 paesi, 53,2 per cento della produzione dedicata alla pasta e ai sughi, 46,2 per cento ai prodotti da forno, per un totale di più di
1.800.000 tonnellate di alimenti consumati ogni anno nel mondo. Gigantesco!



Grano principalmente italiano

Barilla ha stabilito il suo più grande sito produttivo di pasta a qualche passo dalla città di Parma. Si tratta della fabbrica di pasta più importante al mondo. Circa il 30 per cento della produzione del gruppo avviene qui, per l’equivalente del 10 per cento della produzione di pasta del pianeta, fatta astrazione delle differenze tra le diverse marche. «L’ingrediente principale è la semola di grano duro, ci spiega Andrea Belli, del gruppo comunicazione e relazioni esterne della Barilla. Circa il 75% del grano duro impiegato proviene dall’Italia». La composizione del suolo, le condizioni di microclima, le migliori pratiche agronomiche, ad esempio, con la rotazione delle culture, sono fattori che influenzano positivamente la qualità del grano, e del prodotto finito. Il grano da noi utilizzato è sostenibile e di alta qualità. Per aumentare la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti da parte delle persone e dei consumatori, il colosso alimentare ha ora introdotto due innovazioni.



«La prima è l’installazione di webcam che in diretta consentono di avere visibilità delle condizioni di produzione in ogni momento. Un sistema di accesso alla fabbrica per la signora e il signore della porta accanto, messo a disposizione sulla piattaforma www.guardatustesso.it per la produzione dei sughi. La seconda novità consiste nell’impegno di migliorare e perfezionare sempre di più i sistemi di tracciabilità: “dal campo alla tavola” ne è la prova. La sfida nella gestione dei processi per potere realizzare queste innovazioni è molto importante. Barilla se ne è data i mezzi e le risorse, a tutti i livelli. Per quanto riguarda, ad esempio, l’informatizzazione sulle linee di produzione, i collaboratori dispongono di un’applicazione su un tablet in dotazione, per gestire la loro pianificazione del lavoro, la condivisione delle informazioni e dei dati di processo con i colleghi. «È una visione globale. Tutti gli attori della filiera, tutti i collaboratori ad ogni livello devono essere coinvolti e consapevoli del loro operato. La continuità del successo passa da lì. Ed è tanto meglio così.

Corre l’anno 1877 quando Pietro Barilla apre un piccolo commercio di pasta e pane a Parma. Nel 1910 vede la luce la prima fabbrica. La produzione ammonta già a otto tonnellate di pasta e a due tonnellate di pane al giorno. Presso lo stabilimento è impiegato un centinaio di operai. L’industrializzazione dell’azienda sarà portata avanti alacremente dai due figli di Pietro, Gualtiero (1881 – 1919) e Riccardo (1880 – 1947). Nel 1947 i figli di Riccardo, Gianni e Pietro, prendono a loro volta il testimone della ditta. I due fratelli estendono la loro attività a suon di innovazioni tecnologiche, campagne pubblicitarie avanguardistiche e design del packaging. Dal 1971 al 1979 Barilla finisce sotto il controllo americano. Nel 1979 Pietro Barilla riacquista la sua azienda, che da allora è saldamente in mano alla famiglia. Dal 1993 Guido, Luca e Paolo Barilla dirigono il gruppo italiano, che prosegue la sua espansione nel mondo.

Produzione Barilla 2016
Pasta all’uovo: 46%
Pasta di semola di grano duro: 54%

Top 3 della pasta più venduta
Spaghetti n° 5
Penne rigate
Tortellini

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