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La piazza di Giubiasco:
il cuore verde della città

Piazza Grande Molti si limitano a percorrerla: attraverso la sua rotatoria circolano migliaia di veicoli ogni giorno, eppure il luogo meriterebbe una sosta. Per contemplare le statue, per un caffè in uno dei suoi locali, o semplicemente per assaporare un momento in un luogo che grande lo è davvero. — RAFFAELA BRIGNONI

Chiesa, municipio, piccoli commerci, bar, ristoranti, banche, alberghi, parco giochi, panchine, fontane, platani centenari, ampi prati, un vigneto, mostra open air di sculture, una rotatoria e qualche cantiere aperto. Illustrata senza fronzoli è questa la piazza Grande di Giubiasco, che grande lo è veramente, come Gian Paolo Lavelli tiene simpaticamente a sottolineare: «La superficie in acciottolato di piazza Grande a Locarno misura circa 9mila mq. Mentre a Giubiasco già solo la parte erbosa supera i 10mila».

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Alle 10 incontriamo questo distinto signore, memoria storica del borgo sopracenerino, all’Osteria degli Amici, uno dei luoghi di ritrovo dei giubiaschesi, affacciato proprio sulla piazza. «A parte il martedì, giorno di chiusura settimanale, vengo qui tutte le mattine a leggere i giornali», ci spiega l’autore di diversi libri in dialetto e in italiano sulla sua cittadina*. «Sono nato nel 1939 a Rivera, nella casa di mio nonno. Ma abito a Giubiasco da quando avevo 10 giorni.


Da bambino frequentavo le elementari dove ora c’è il municipio. Durante la ricreazione giocavamo a calcio lì, sotto i platani centenari. E poi raccoglievamo i guriöö, i maggiolini, e li portavamo all’usciere. Ci davano 50 centesimi per ogni secchiellino pieno» ricorda. E di questa dimensione di campagna si nutre anche la memoria del giovane sindaco Andrea Bersani: «Quando ero bambino, dove oggi si trovano le banche, c’era una fattoria, proprio nel centro paese». 

Il sindaco di Giubiasco, Andrea Bersani nel cantiere in piazza Grande.


Un luogo che entusiasma
Ma gira e gira, chiedi e chiedi, nella cittadina, con grande sollievo, non incontri nostalgici del tempo che fu. «La piazza è migliorata e dopo i lavori sarà ancora più bella. C’è molto verde e il prato è curatissimo» esclama sorridente Renata Rozner, proprietaria dell’Osteria degli Amici che in questi giorni sopporta di buon grado il cantiere di fronte al suo locale. Infatti, l’Osteria si trova nella parte alta della piazza, dove le opere sono iniziate nel 2015 e dureranno ancora un anno.


La parte bassa, invece, dove sorge la chiesa, è stata inaugurata già a inizio anni 2000. Fiore all’occhiello, il magnifico tappeto verde costellato di una decina di sculture di autori contemporanei: alcune fanno ormai parte dell’arredo urbano, altre sono esposte solo temporaneamente. Tra le irremovibili troneggia l’uomo nudo, dell’artista Christina Wendt. Quando fu presentata al pubblico nel 2009 suscitò scalpore, forse anche per la consueta scarsità di notizie dei mesi estivi. Il sindaco Bersani ironizza: «Il Davide di Donatello è stato posato un po’ prima della nostra statua». Curiosamente, il suo più strenuo difensore è Don Angelo Ruspini, parroco di Giubiasco. «Guai a chi mi tocca questa statua» ammonisce sorridente. «È qualcosa di bello: rappresenta le fondamenta della dignità della persona, priva di divisa, di livrea». Fa bella mostra di sé in questo prato anche la scultura dei due cavalli di bronzo di Nag Arnoldi, opera che strizza l’occhio al passato del luogo. «Ricorda un capitolo importante della nostra storia. Infatti, qui un tempo si teneva la fiera di San Michele, che pare fosse il più grande luogo di sosta per il bestiame diretto al mercato di Milano» spiega Lavelli.

Nell’attesa dello svincolo
Oggi questo via-vai non c’è più, il bestiame ha lasciato il posto alle automobili: attraverso la rotonda circolano oltre 20mila veicoli al giorno. Prima c’era un intricato sistema di incroci, poi in vista dello svincolo autostradale di Bellinzona si passò a questa soluzione. Ora manca «solo» lo svincolo, votato dalla popolazione e atteso con impazienza. Se da un lato questo implica un notevole traffico, dall’altro agli occhi di suor Anna, uno degli elementi chiave della piazza è proprio quello di essere un crocevia. Suor Anna assieme ad altre due consorelle, fa parte dell’ultima comunità rimasta in Ticino dell’ordine delle suore-infermiere delle Misericordine. Vive a Giubiasco da 10 anni e conosce bene la piazza: l’abitazione e il piccolo ambulatorio in cui riceve i pazienti si trovano proprio dietro la chiesa. «Questa piazza è bella perché è ampia e molto verde e perché è un luogo di aggregazione. Quando vado a messa alle 17, c’è sempre un gruppetto di habitué seduto davanti alla chiesa. Sembra che stiano per salutarsi, ma quando esco sono ancora lì a chiacchierare. I tira giò ul sù cun la scua» sorride nel suo dialetto milanese.

Un pubblico cosmopolita
Intanto si intravede una signora anziana intenta a sferruzzare seduta su una panchina ombreggiata, un gruppetto di studenti sta mangiando un panino, là alcuni pensionati sono impegnati in un’animata conversazione, e più su mamme con i loro pargoletti si godono il sole nel parco giochi. Il pubblico è vasto e da qualche tempo ancora più cosmopolita, da quando in cima alla piazza è stata inaugurata la Tureta, il primo hotel 4 stelle del Bellinzonese. E non stupisce che a gestirlo sia una donna di origini austriache, con l’accoglienza iscritta nel dna: «Questo edificio l’avevo già adocchiato quando passeggiavo qui davanti con i miei figli ancora piccoli. Ma mai avrei pensato che un giorno sarebbe stato nostro e che sarebbe diventato un hotel» confida Bettina Doninelli. Palazzo Scalabrini, risalente al XVIII secolo, è stato riportato al suo antico splendore dai coniugi Doninelli, apportando un tocco chic al paesaggio. «I nostri ospiti apprezzano la piazza verdeggiante e il parco giochi in cui i loro figli possono giocare con bambini del posto». E chissà se un giorno questi bambini racconteranno la loro piazza come Lavelli:

Mi ta cünti sü/ da la piazza Granda/ la nòsta bèla, verda/ e nüm poeti e pitûr/ stem ben lì a carèzzala/in quèla pâs indua/ sa incuntrava già// i vecc cör da Giübiasch.

(Io ti racconto/della piazza Grande/la nostra bella, verde/e noi poeti e pittori/stiamo bene lì ad accarezzarla/in quella pace dove/s’incontravano già//i vecchi cuori di Giubiasco). l

*Giovedì 29 settembre alle 14 alla Fondazione Vita Serena di Giubiasco, in Viale 1814 3, Gian Paolo Lavelli presenterà il suo ultimo libro «Aria da cà».

Visita il sito internet di Massimo Pedrazzini

Il fotografo che ha realizzato le foto panoramiche per Cooperazione.

​​Visita il sito internet di Massimo Pedrazzini​

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