Ridi che ti passa

Un seminario di yoga che porta il buon umore. I segreti di Gardi Hutter, Flavio Sala, Fredi e Pilar Koller. — JEAN-DOMINIQUE HUMBERT

Ma è uno scherzo? A quanto pare, invece, la risata non avrebbe che virtù e benefici. Se prendessimo alla lettera tutto ciò che si dice riguardo alla sana vecchia risata, che lasciava sconcertati già gli antichi greci, avremmo tutti un aspetto più radioso. Si parla, infatti, della risata come un antistress, un ansiolitico, un nemico dell’insonnia, se non addirittura della depressione. La si considera un cavalier servente del sistema immunitario, capace di abbassare la pressione, combattere il dolore.... Le si attribuiscono perfino virtù sportive: un minuto di risata corrisponderebbe a dieci minuti di canottaggio. E, se dovessimo sintetizzare tutto ciò che si dice al riguardo, la risata possiede delle virtù che non si smentiscono mai.

La mitica sigla di Scacciapensieri

Eppure, oggi si ride sempre di meno. Nel secolo scorso si rideva più facilmente e più a lungo, fino a trenta minuti al giorno. Oggi, invece, secondo uno studio, pare che le nostre risate durino solo un paio di minuti. Inoltre, le risate sono più contenute, garbate – in altri termini ci si lascerebbe andare di meno. Una cosa che ci rende meno ilari è proprio il fatto che la risata vada sempre più perdendosi…. Dov’è andata a finire proprio oggi che, paradossalmente, nascono neologismi e forme per designarne i benefici, quali risologia, geloterapia, risoterapia, terapia della risata, e i club della risata sono sempre più numerosi?



Ridere come un bambino
È, anche il caso dei seminari di yoga della risata, creati dal dottor Madan Kataria nel 1995 in India, e che ora continuano a diffondersi, a migliaia, in più di settanta paesi. Perfino in Svizzera romanda sono sempre più presenti, così siamo andati a visitarne uno. Sono le 20.30, a Etoy (VD): contro un muro del centro storico del villaggio, due giovani adolescenti improvvisano uno stretching. Intanto, al piano terra della vecchia scuola elementare, i primi partecipanti arrivano in tenuta casual. È qui che si svolgerà tutto ed è Jasmine ad accoglierci e ad accompagnarci in questa seduta di yoga della risata. No, non serve alcuna preparazione particolare. Sì, possono partecipare tutti. L’unico requisito: il rispetto reciproco. Ci si toglie le scarpe. Si forma un cerchio, ci si presenta con il proprio nome e una breve frase su ciò che la giornata ci ha portato. Poi non si parla più. Si prosegue con una serie di esercizi di riscaldamento, mentre i primi esercizi di respirazione sono stimolati da esclamazioni ripetute, come un ritornello. Girotondi in cui si pronunciano frasi incomprensibili e dove i gesti, spontaneamente, compensano la parola. Si respira. Ci si guarda. Ci si rilassa. Sorrisi. Si riprende, questa volta con esercizi di mimo, diventando a turno un motociclista, un animale, un personaggio famoso.... Applausi, prime risate. Si ricomincia, le imitazioni continuano. Ultima tappa: il gruppo è sdraiato a terra «a stella», la sala è in penombra. E qui, in un intervallo di tempo che ha perso ogni riferimento (un quarto d’ora? mezz’ora?), scoppiano risolini, che diventano risate, per poi riprendere a cascata fino a trasformarsi in risate a crepapelle, poi silenzio, quindi ripartono all’improvviso, fino a lente respirazioni, dove le risate si attenuano e vengono interiorizzate.



Il consigliere federale Hans Rudolf Merz non riesce a trattenere le risate durante un discorso ufficiale




Per tutte le età
Nel gruppo di questa sera, una decina di partecipanti (in maggioranza donne) è di età compresa tra i 30 e i 60 anni ed è già venuta più volte al seminario di yoga della risata. E intende ritornarci, in base alla frequenza desiderata. «Bisognerebbe, comunque, fare almeno tre incontri per iniziare a percepirne i benefici», fa notare Véronique, l’animatrice del seminario. «Cosa comporta tutto questo per me? Un benessere fisico, mi depura, mi ossigena il cervello, le cose della vita mi appaiono più chiare». Le parole di Maryline sono condivise da Véronique, che precisa che ridere agisce sul sistema immunitario perché migliora l’ossigenazione. Claude, invece, sottolinea che questo yoga della risata lo ha «aiutato a sentirsi meglio nel proprio corpo, a riprendere possesso del proprio corpo». E il fatto di «rompere le barriere, lasciarsi andare, permette di essere ancora di più se stessi».

        

L’energia positiva che contagia
Si crea energia, come sostengono numerosi partecipanti. «Un’energia per se stessi e che si trasmette agli altri», afferma Yolanda.  «Quando ho iniziato, ero molto stanca avendo dei bambini piccoli, e questa energia mi ha dato la voglia di andare avanti. E ora, qualche volta, anziché urlare, pratico lo yoga della risata con i miei figli». Myriam concorda: «Ora io e mia figlia ci capiamo di più, rido insieme a lei, mentre prima non lo facevo». Tensioni con i propri figli che si sono trasformate in risate, è la stessa esperienza vissuta da Ulrike. Melania aggiunge: «Sono venuta qui solo in modo discontinuo, ma questa volta mi ha fatto molto bene». E, come altri, insiste: «Nessuno giudica gli altri, è il principio di queste sedute».  «Questi incontri sono straordinari», ribadisce Myriam. «Non si sa nulla delle altre persone, eppure siamo a nostro agio».
«E si ritrova la sensazione della risata», prosegue Jasmine. «Mi ricordo le risate a crepapelle che facevo quando ero piccola insieme a mia sorella, quella sensazione coinvolgente della risata».  Aggiunge poi, che la pratica dello yoga della risata le «permette anche di ridere in situazioni meno felici. E «questo favorisce la comunicazione», fa notare Maryline.  «Non può che farci bene!». Michel aggiunge che «è rilassante, anti-stress», che «facilita il sonno» e che «questo momento di convivialità, in cui cadono le barriere, è un momento di parentesi in cui si riesce a mettere da parte le seccature quotidiane».  
A Etoy è ormai scesa la notte, i partecipanti se ne vanno e si disperdono nell’oscurità. Véronique, invece, ci parla ancora del «formidabile legame sociale» che crea la risata. E del fatto che ridere «può essere d’aiuto in caso di depressione, per prevenire l’esaurimento…», e che sarebbe un peccato privarsi di queste risate, lasciando gli zigomi a riposo. 


   Un orango si lascia sorprendere da un gioco di magia



«Lo yoga della risata non vuole stimolare l’ilarità degli altri, ma riscoprire la propria risata spontanea, senza alcuno stimolo intellettuale. In certe circostanze, riportare in superficie la risata del neonato fa stare meglio», conferma Vanita Albergoni, terapeuta e responsabile del club della risata di Locarno. «La terapia associata al ridere può anche essere utile nella risoluzione di problemi di coppia», prosegue Albergoni. Nel senso che non è la panacea di tutti i mali, ma le coppie che da lungo tempo sono insieme, potrebbero ritrovare una nuova dinamica della relazione, recuperando il senso dell’ironia nel rapporto con il partner, ma anche con i propri figli ormai più adulti. Insomma, è come trovare un nuovo modo di comunicare.


Recuperare la capacità di ridere in modo spontaneo aiuta ad accettare la propria condizione, se si riesce a ridere della propria limitatezza, si è in grado di sorridere anche delle cose negative che possono capitare durante la giornata. «In fondo, decido se essere vittima o protagonista. Se, ad esempio, nel bus sorrido, la persona che ho difronte risponderà a sua volta con un sorriso e, soprattutto, di riflesso assumerò una postura migliore, con le spalle aperte, invece che ricurve. Basta sperimentare per dimostrarlo», conclude Vanita Albergoni.

Daniel Hayoz, medico e primario della clinica di medicina interna presso l’ospedale cantonale di Friburgo.
Per quali scopi si può o si potrebbe fare uso della risata?  
Il ridere, inteso come attività terapeutica, è probabilmente una manifestazione che permette di alleviare il dolore, l’ansia e ridurre lo stress. È stato dimostrato che ridere ha un’influenza positiva sull’addormentarsi, tanto da migliorare il sonno.    

Esiste una letteratura che prova questo assunto?
Sul tema esistono degli studi empirici, ma non scientifici. Del resto non è semplice condurre questo genere di ricerca. La risata è un’espressione che si manifesta in modo soggettivo. Si dovrebbero elaborare dei protocolli in gado di valutare gli effetti della terapia del ridere.

Comunque ridere ha degli effetti positivi?
Alcuni studi, provenienti dall’area asiatica, dimostrano che i pazienti malati di cancro che sono spesso ansiosi e depressi, attraverso il riso riducono lo stress e l’ansia, ma ridere ha anche un effetto positivo sulla depressione. La terapia della risata possiede presumibilmente delle virtù che dovrebbero essere sviluppate nel contesto della presa a carico di pazienti inquieti e depressi, senza rischiare effetti secondari. Se si possono alleviare le pene delle persone con il ridere, non credo debbano esserci limitazioni nell’applicare la terapia della risata nella quotidianità.

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