La terza vita di Deborah Scanzio

FREESTYLE - Da un anno tornata in rossocrociato, l'atleta ticinese è già proiettata verso il grande obiettivo: le Olimpiadi coreane del 2018. 

Un inverno soft, senza grossi appuntamenti, come nuovo trampolino di lancio. Il passaporto sportivo che torna rossocrociato. Una stagione da protagonista alle spalle, con un settimo posto nella generale. E un’Olimpiade, nel 2018 in Corea, come obiettivo. Vita strana quella della freesytler Deborah Scanzio. La 29enne di Piotta, specialista nelle gobbe, rappresenta sempre più una rarità. «Non ci sono tanti atleti al mondo che abbiano vestito i colori di due nazioni in tre periodi diversi. Mi viene il mal di mare». 
Svizzera agli esordi, Italia per dodici anni, e infine ancora Svizzera. Tutto per quella passionaccia. «E che ci potevo fare se, a un certo punto, in Svizzera non c’era più alcun progetto per la mia disciplina? Grazie ai nonni italiani, ho potuto indossare i colori azzurri, vivendo momenti fantastici come il bronzo mondiale a Madonna di Campiglio. Finché l’Italia non ha deciso di chiudere con le gobbe». E così, nel 2014, Deborah torna a casa, in Ticino. «Dove nel frattempo, invece, il movimento era esploso». Un cambio radicale. «In Italia facevo la professionista, mentre in Svizzera questo non me lo posso permettere. Parallelamente all’attività agonistica, lavoro presso gli impianti sciistici di Airolo, seguo un progetto legato al freestyle. Sono contenta così. Sono nata e cresciuta in Ticino. Non rinnego gli anni italiani, chiaro. Però gareggiare per il tuo Paese è tutta un’altra cosa. E durante le Olimpiadi in Corea vorrei proprio godermi questa sensazione». 

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 01.02.2016, ore 00:00


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