“Die drei Lebensalter der Frau“: questo il titolo originale dell’opera del 1905 di Gustav Klimt. Un dipinto a olio su tela (180x180 cm) da ammirare alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

La vita delle genitrici

La maternità in realtà è solo una delle fasi dell’esistenza femminile rappresentate da Gustav Klimt ne ”Le tre età della donna”, opera diventata simbolo artistico del rapporto madre-figlio. — BENEDETTA GIORGI POMPILIO

La seconda domenica del mese di maggio ricorre in Svizzera, come in molti altri paesi del mondo, la festa della mamma. Promossa a metà XIX secolo dall’attivista americana Anna Jarvis, in origine aveva un intento meno festoso di quello odierno: infatti doveva essere una giornata di lutto per le madri che avevano perso i figli in guerra. Se pur con una deriva commerciale e consumistica, ben presto è però diventata la festa che celebra la maternità, un tema da sempre presente anche nell’arte in tutte le sue forme, prima fra tutte la pittura.
Il tenero abbraccio con cui la giovane madre cinge la propria bambina nella nota tela di Gustav Klimt “Le tre età della donna” è diventato uno dei simboli artistici del rapporto madre-figlio, sebbene la maternità sia solo una delle fasi della vita della donna che vengono celebrate allegoricamente dall’opera, insieme all’infanzia e alla vecchiaia. Nella grande tela quadrata sono infatti tre le figure rappresentate, in netto contrasto tra loro: da un lato, di profilo, la donna anziana, con il capo chino e nascosto da una mano, il corpo deformato dall’età e un incarnato scuro che ha perso ogni luminosità e vitalità; dall’altra, frontale, l’eterea figura della madre e, di tre quarti, quella della bambina, entrambe con gli occhi chiusi, immerse nei loro sogni e proiettate verso il futuro.
Questo quadro di Klimt, uno dei pochi conservati in Italia, dopo essere stato presentato alla Biennale di Venezia del 1910 e aver suscitato un certo scandalo, viene ben presto riconosciuto per il capolavoro che è, tanto da essere premiato l’anno successivo con la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Roma e acquistato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, sempre a Roma, dove ancora oggi si può ammirare.

Gustav Klimt (Vienna, 1862 – Neubau, 1918), tra i fondatori della Secessione viennese, ne diventa personalità dominante. Elabora uno stile decorativo-simbolico, influenzato dalla cultura del simbolismo europeo, che utilizza anche nell’architettura. Dimenticata per un certo periodo dalla critica, la sua opera è stata riscoperta con la rivalutazione dell’art nouveau.