Andreas Bläsi è lo specialista per la prevenzione scassi della polizia di Basilea.

Ladri in casa? Ecco come prevenirli!

IL FENOMENO — Scassinatori e «topi d'appartamento» più attivi che mai in Svizzera, soprattutto nei Cantoni di frontiera. Il racconto di un agente della polizia e di una coppia ticinese vittima di due furti. — VIDEO!

Posso ritenermi davvero un uomo felice perché anche a casa di sconosciuti sono sempre il benvenuto», racconta ironicamente Andreas Bläsi, 52 anni, agente della polizia cantonale di Basilea. Dopo 30 anni di servizio è contento di non essere più di pattuglia. La strada è diventata troppo ostile. «Rispetto a 20 anni fa, le cose sono radicalmente cambiate: molte persone hanno perso ogni forma di rispetto per la polizia».

Oggi Andreas Bläsi è uno dei tre specialisti per la prevenzione scassi della polizia renana. Anche in questa città sul Reno, negli ultimi anni, i furti con effrazione sono aumentati in maniera esponenziale. Il principale compito di Bläsi consiste nel fornire consulenze gratuite in case e appartamenti privati. Ecco perché, anche in casa di sconosciuti, Bläsi è sempre il benvenuto. Peccato solo che le sue visite avvengano soprattutto dopo il «fattaccio», a danno ormai accaduto. E le vittime chiedono consigli per evitare che lo spiacevole evento si ripeta.

Effrazioni a Basilea e in Ticino
Nella città di Basilea, i furti con scasso dal 2011 al 2012 sono aumentati del 62%! Con una media di circa 5,5 effrazioni al giorno. Dal 2013 le cifre hanno subito una flessione. Anche in Ticino i dati statistici non sono meno allarmanti: gli scassi nelle abitazioni sono passati da 1.553 del 2011 a 1.871 del 2012, ossia +20%, mentre nel 2013-14 c’è stata una sensibile riduzione. Perché queste cifre? Il poliziotto basilese scrolla le spalle e dice: «È l’esito dell’apertura delle frontiere, che ha portato vantaggi, ma anche svantaggi». Tra questi il dilagare dei furti. I malcapitati che hanno vissuto questa esperienza sanno bene cosa si prova quando sconosciuti invadono la sfera privata e intima, causando danni e rubando oggetti insostituibili. Non c’è quindi da stupirsi se, come sottolinea l’agente Bläsi, il 15-20% delle vittime risenta di pesanti disturbi psichici dopo lo scasso.

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Capita di rado che i ladri rubino un Picasso dalla villa di un ricco magnate dell’industria. E se capita, i colpevoli non sono certo semplici topi d’appartamento. Il grosso delle effrazioni avviene quasi con la stessa sistematicità di una catena di montaggio: i ladri forzano porte e finestre nel giro di pochissimi secondi, rovistano nelle case e negli appartamenti, prelevando quasi esclusivamente gioielli e contanti, oggetti che non comportano grossi rischi e che – se in oro – possono essere fusi molto velocemente. Come sono arrivati, i ladri si dileguano altrettanto in fretta, soprattutto in quei cantoni di frontiera come Basilea o il Ticino.

Sigillare l’abitazione
La percentuale dei casi per i quali è possibile risalire a un colpevole è bassissima: il 15-17% a Basilea e il 13% in Ticino. Il più delle volte gli autori del furto sono stranieri, spesso da Paesi poveri dell’Est. Se vengono catturati, l’appiglio legale nei loro confronti è debole. Nella migliore delle ipotesi finiscono in carcere; ma quelle svizzere restano pur sempre molto confortevoli. Non per questo l’esperto della sicurezza prova per loro compassione. «Anche se posso comprendere la loro situazione».
Poiché le effrazioni sono eseguite in maniera sistematica, i ladri evitano accuratamente di esporsi a inutili rischi: «Se dopo cinque minuti non sono ancora riusciti a entrare in casa, abbandonano l’obiettivo e passano all’indirizzo successivo» spiega Andreas Bläsi. Per questo, il suo consiglio più importante è di sigillare l’abitazione con porte robuste: ovvero con dispositivi di chiusura multipli, pannelli di sicurezza non avvitati e un cilindro di sicurezza sulla serratura che impedisce l’uso di arnesi per lo scasso. È anche buona regola dotarsi di finestre con sistemi di chiusura multipli, vetri di sicurezza e maniglie delle finestre chiudibili a chiave.

È evidente che una finestra a ribalta è un invito a nozze per i malintenzionati. Spesso servono piccoli trucchi per rendere sicure porte e finestre. Basta un pannello in legno tagliato e inserito nelle guide delle porte scorrevoli per impedirne l’apertura dall’esterno. Il famigerato tagliavetro, invece, è un arnese ormai utilizzato solo nei telefilm polizieschi, rassicura Bläsi: «È raro che si verifichi un tentativo di scasso tagliando il vetro: la fatica necessaria a tagliarlo e il pericolo di ferirsi sono un rischio troppo elevato che il potenziale malvivente preferisce non correre. Il più delle volte, per penetrare in casa, i ladri si servono solo di un semplice cacciavite».

Non sono deterrenti efficaci, secondo l’agente Bläsi, le luci accese o la radio in funzione. «Se c’è una luce accesa, ma non c’è niente altro che si muove, al ladro basterà fare una telefonata per accertarsi se in casa c’è qualcuno». Fondamentale è invece la collaborazione con il vicinato, che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d’occhio l’abitazione. Inoltre, contrariamente a quanto molti credono, la maggior parte degli scassi non avviene di notte, bensì tra le ore 10 e 13. Ma anche il crepuscolo è un momento propizio per «i soliti ignoti».

Gioielli e oggetti di valore
Prima che i ladri riescano a penetrare in casa, vale la pena tenere bene a mente un paio di utilissimi accorgimenti preventivi, spiega Bläsi: per prima cosa è buona regola fotografare gioielli e altri oggetti di valore, annotandone eventuali numeri di serie. Da custodire in un nascondiglio sicuro e non nei posti più scontati come la scrivania, sotto il materasso o il cassetto del comodino. Si sconsiglia l’uso di casseforti con chiave in quanto innescherebbe nel ladro la spasmodica ricerca della chiave. Altro consiglio, per evitare che i topi d’appartamento provochino inutili danni in casa, lasciare possibilmente aperti cassetti e ante di mobili, che possono essere chiusi a chiave. Alcuni anni fa Bläsi si imbatté in un caso di effrazione nel quale il ladro, con forza bruta, scardinò un prestigiosissimo secrétaire Luigi XIV impreziosito da splendidi intarsi e tanti cassetti richiudibili. Insomma, sappiate che non tutti i ladri sono cultori dell’arte.

○    Montare finestre di sicurezza con dispositivi di chiusura multipli, vetri di sicurezza stratificati e maniglie chiudibili a chiave.
○    Scegliere porte con dispositivi di chiusura multipli, serrature con cilindro di sicurezza e piastra non avvitabile. Si raccomandano catenacci e spioncino.
○    Proteggere gli avvolgibili contro l’apertura o montare avvolgibili antieffrazione.
○    Proteggere i lucernari con dispositivi di bloccaggio che evitino la rimozione della grata.
○    Dotare l’illuminazione esterna di rilevatori di movimento.
○    Se assenti, installare temporizzatori a intervalli casuali che accendono/spengono le luci in più locali.
○    Eventualmente, installare un allarme antifurto.
○    Acquisto di finti impianti di allarme o di telecamere di sorveglianza o di una «Fake TV».
○    Sensibilizzare il vicinato.

Che fare in caso di scasso?
○    Chiamate subito la polizia.
○    Se possibile, non entrate nelle stanze e non spostate nulla.
○    Se avete un elenco/foto degli oggetti sottratti, consegnatelo alla polizia.
○    Se avete colto il ladro in flagrante, allontanatevi rapidamente, mettetevi al riparo in un luogo sicuro e allertate la polizia. In nessun caso tentate di trattenerlo o di sopraffarlo!
○    Se avete difficoltà a elaborare l’accaduto, non esitate a chiedere l’aiuto di un professionista.

Approfondimenti
La Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) ha realizzato l’opuscolo «Stop ai ladri» che si può scaricare gratuitamente online: www.skppsc.ch

Oppure cliccando qui

Una coppia luganese, vittima di due furti domestici, racconta la loro esperienza, la rabbia e il senso di vulnerabilità.

Piero e Maria C. sono una coppia sulla cinquantina. Benestante, con villetta sul lago di Lugano. Nel 2007 e nel 2009, i «soliti ignoti» hanno visitato la loro casa, lasciando una scia di rabbia e dolore. La prima volta, era una dolce serata di luglio, stavano tranquillamente in terrazza con degli amici, con porte e finestre aperte. «Per i ladri è stata una “operazione chirurgica”; sono entrati nella camera da letto e hanno sottratto i miei gioielli dal comodino senza lasciare traccia» racconta Maria. «E pensare che il nostro cane aveva dato segni di irrequietezza, ma noi non l’abbiamo preso sul serio. Ci siamo accorti del furto solo il giorno dopo. Erano oggetti preziosi, di valore affettivo, che nessuna assicurazione può risarcire: l’orologino della prima comunione, gli orecchini regalati dalla nonna».

Turisti del crimine
E come è stata la vostra reazione emotiva e psicologica? «Ho sentito innanzitutto un profondo senso di vulnerabilità. E poi l’ansia che ci fosse sempre qualcuno a violare la nostra abitazione», confessa Maria. E gli fa eco il marito Piero: «Per me il sentimento dominante è stato soprattutto la rabbia di non sentirsi sicuri in casa propria, di non poter più vivere con le finestre e le porte aperte».
La seconda volta, i coniugi C. erano fuori e i ladri per entrare in casa hanno dovuto rompere la porta-finestra. Risultato: un’effrazione senza furto, perché non c’era più nulla di valore da rubare. Di più, tempo dopo, i malviventi sono  stati arrestati. «Erano un uomo e una donna di un Paese dell’Est, “turisti del crimine”, come vengono chiamati. Infatti, vivevano in Toscana e salivano regolarmente in Ticino per razziare» dice Maria. «Io, insieme ad altre vittime, ho voluto assistere al processo per guardarli in faccia, e so che sono stati anche condannati ed espulsi dalla Svizzera».

Pene più severe
E la polizia, come si è comportata, quali consigli vi ha dato? «Si è mossa in entrambi i casi con molta professionalità. Grazie ai loro suggerimenti, dopo il secondo scasso, abbiamo installato un sistema d’allarme. Certo, dopo due esperienze di questo tipo sono diventata ipersensibile: quando esco o vado a letto verifico sempre che le porte e le tapparelle siano ben chiuse. E se sento dei rumori sospetti, mi fiondo subito a controllare» precisa Maria. E Piero conclude un po’ polemicamente: «Il senso di insicurezza dei ticinesi non è una percezione soggettiva o un allarmismo gratuito. Lo sentenziano le statistiche. Come cittadino stigmatizzo il fatto che la legge non punisca i ladri in modo più severo. Paradossalmente usa il pugno più duro verso il semplice automobilista che compie una infrazione stradale».

Testo: Stefan Fehlman e Rocco Notarangelo
Foto: Christoph Kaminski
Pubblicazione:
lunedì 26.01.2015, ore 00:00