Laura Dova: «Il mio matrimonio? Semplice e divertente»

Wedding planner di formazione, la giovane ticinese organizza matrimoni in tutto il mondo. Ritratto di una donna perfezionista e super organizzata.

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Vivo per il mio lavoro»

Laura Dova, wedding planner

Ore e ore spese per cercare il centrotavola ideale. Per individuare i fiori giusti, le decorazioni adatte, il menu più gustoso. Perché quel giorno deve essere unico e perfetto. È il credo di Laura Dova, 25enne di Cugnasco. Professione: wedding planner, pianificatrice di matrimoni. Una formazione maturata all’ombra della Tour Eiffel e un perfezionismo maniacale la rendono una professionista sempre più considerata, soprattutto all’estero. «Non mi accontento mai – ammette –, vivo per il mio lavoro. E al termine di ogni matrimonio tendo a farmi una sana autocritica. Per capire dove posso migliorare».


Capelli biondi, occhi azzurri, unghie curate, sorriso spontaneo. E quell’immancabile agenda sempre in mano. «Qui dentro c’è tutto il mio mondo. Se la perdo, sono guai». Laura è una ragazza sicura di sé, che da due anni ha saputo concentrare le sue principali passioni in un unico mestiere. «Perché amo i fiori, la moda, i viaggi, la fotografia. E nel mio lavoro, che mi sono creata da sola, queste cose ci sono tutte. Volevo fare qualcosa che valorizzasse le mie capacità organizzative, al liceo ero sempre la prima a radunare i compagni per una cena o una serata. La professione di wedding planner è nata in Francia, ma in Ticino è poco conosciuta. Molti pensano ancora che sia io a imporre le mie idee. In realtà io concretizzo semplicemente i desideri delle coppie, cerco di alleggerirle, di consigliarle. Faccio risparmiare tempo e fatica». Il mercato di Laura è soprattutto internazionale. «Mi occupo in particolare di Destination Weddings, in cui la cerimonia è abbinata a un viaggio all’estero. Mi contattano dalla California, dall’Inghilterra, dal nord Europa, per venire a sposarsi in Svizzera. Alcuni vogliono invece il matrimonio in Francia o in Italia. Si celebrano matrimoni soprattutto all’aperto, la chiesa non va più tanto di moda. In Ticino è parecchio gettonato il castello di Morcote».


Il quartier generale nella sua casa di Cugnasco, i principali contatti nella grande rete. «Per una che fa il mio mestiere è  fondamentale farsi conoscere sui blog internazionali. A dicembre sono stata citata pure sulla più prestigiosa rivista online di matrimoni. Un colpaccio. Solitamente sono le donne a contattarmi e a trattare i dettagli con me. Salvo piacevoli eccezioni, gli uomini sono meno presi da questi aspetti. Io alcuni futuri mariti non li ho mai né visti, né sentiti. In alcuni casi accompagno la futura sposa anche a scegliersi l’abito nuziale. E c’è chi ne prova anche 40 diversi. Io comunque sono una che ha pazienza».


Laura è una ragazza che si adatta a qualsiasi luogo. Nella sua vita ha vissuto a Parigi, ma anche in Vietnam, come volontaria. E poi sull’isola caraibica di Saint Barth, in cui nel 2011 ha trascorso un’esperienza che l’ha cambiata profondamente. «Facevo la ricezionista d’albergo. Quel posto, pur essendo frequentato dai ricchi, era pieno di persone di ogni tipo. E ognuno faceva ciò che voleva, in assoluta libertà. Vivevano tutti quanti in modo “sciallo”, senza pregiudizi. La vita in fondo può essere presa diversamente. Da allora sono tornata più volte a Saint Barth, perché laggiù c’è sempre tanta serenità».


E a Saint Barth la 25enne di Cugnasco ha pure trovato l’amore. «Un ragazzo inglese di nome Piers, era manager di una discoteca. Oggi abita in Francia, a Bordeaux. La nostra è una relazione a distanza, ma per me non è un problema, le distanze in fondo si possono abbattere e io sono, comunque, sempre in giro. Stiamo insieme da quattro anni e forse un giorno ci sposeremo. Il matrimonio? Sarà qualcosa di semplice e di divertente. Punterò parecchio sulla festa, che per me è fondamentale. Per la data ne avrei in mente una, sarà un 12 luglio. È il giorno del compleanno di mio padre, morto nel 2002 dopo una malattia durata cinque anni. Sarebbe un modo per ricordarlo, per ringraziarlo».  

Un piano B sempre pronto
Una giovane in carriera solare e ambiziosa, una mente  vulcanica e creativa. «Da una parte sono una persona sensibile, dall’altra sono parecchio esigente. Con me stessa e con gli altri. È un pregio, ma anche un difetto. Sono una che dà il massimo. Lavoro con un anno e mezzo d’anticipo, anche perché le location  vanno riservate molto tempo prima, sto già pensando ai matrimoni del 2016. Ad esempio ultimamente una coppia americana mi ha chiesto di coniugare il tema della scienza e quello delle montagne. E io ci studio giorno e notte, cerco spunti in continuazione, senza mai copiare le idee degli altri, perché è importante essere originali». Al giorno della cerimonia Laura non manca mai. «A meno che la coppia non mi voglia. Ma di solito non accade. Gli sposi ci tengono alla mia presenza. Anche perché qualcosa può sempre andare storto all’ultimo momento. Può arrivare un violento acquazzone, ad esempio. Naturalmente io ho, in ogni caso, pronto un piano B. Sul posto occorre sempre che ci sia qualcuno con la necessaria freddezza, capace di reagire a ogni inconveniente». 

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Testo: Patrick Mancini
Foto: Annick Romanski
Pubblicazione:
lunedì 09.02.2015, ore 01:00

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