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Vent'anni insieme
a Laura Pausini

È uscito «20 – The Greatest Hits», che raccoglie i più grandi successi della cantante romagnola. In questa intervista Pausini ci racconta la sua brillante carriera, dagli inizi ai trionfi internazionali.

http://www.cooperazione.ch/Laura+Pausini_+i+miei+primi+vent_anni Laura Pausini, i miei primi vent’anni

È una popstar internazionale e la cantante italiana più famosa nel mondo. Roba da montarsi la testa e salire sul famigerato piedistallo, per non scendere mai più. Invece Laura Pausini ti sorprende per la spontaneità e la socievolezza con cui affronta le cose della vita e il rapporto con gli altri. Eccola qui, davanti a noi, immersa nel lusso hi-tech dell’hotel Armani, il suo stilista ufficiale, a due passi da via Montenapoleone, la celebre strada della moda milanese. Ma, ne siamo certi, si troverebbe benissimo (meglio?) anche in una «piadineria» del paesino dov’è cresciuta, Solarolo. E proprio da lì parte il racconto di Laura, che festeggia vent’anni di carriera con un  doppio cd, «20 – The Greatest Hits» (Warner Music). «Sono logorroica, parlo tantissimo» ci avverte. E attacca: «Mi chiamo Laura Pausini, sono nata il 16 maggio 1974. E sono cresciuta in una famiglia con valori che non sono mai cambiati. Un’educazione, anche rigida, può farti diventare una persona speciale. E la mia famiglia speciale lo è».

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Mio padre pianse quando mi scelsero per Sanremo»

Il rapporto coi propri cari è il filo rosso della storia della cantante romagnola, che ha iniziato accompagnando il papà nelle serate al pianobar e, dopo una lunga gavetta, è arrivata sul tetto del mondo. In mezzo speranze, delusioni, lacrime e gioia. «Un giorno ero a scuola, quando entra in classe la bidella e mi dice: C’è tuo padre che piange al telefono. Pensavo chissà cosa e, invece, lui piangeva per la felicità. Mi avevano accettato a Sanremo» ricorda. E proprio dal festival, nel lontano 1993, è decollata la carriera di Laura: prima in classifica fra le «Nuove proposte» con La solitudine, ancora oggi il suo pezzo più noto, che nel cd ritroviamo in una particolare versione orchestrale. «Senza quella canzone oggi non sarei qui. E, allora, ho voluto regalarle una veste speciale, un arrangiamento davvero super. Così ho contattato il migliore, Ennio Morricone. Mi ha detto di richiamarlo la mattina presto, alle sei: Ah, la canzone del Marco, ma sì la faccio volentieri, non so se le piacerà, mi ha risposto, tenendomi poi sempre aggiornata sul lavoro. Mi ha colpito il suo essere immensamente grande e altrettanto umile».

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Per il futuro ancora musica, seguendo il mio istinto»

Ma tutto l’album è ricco di collaborazioni e rivisitazioni, «perché volevo mostrare i miei cambiamenti e le mie esperienze». Ecco, allora, una Non c’è in chiave «salsa» col divo latino Marc Anthony e il duetto col «crooner» Michael Bublé in una «You’ll Never Find Another Love Like Mine» dal vivo. L’inedito Limpido, invece, la vede in compagnia di Kylie Minogue in un orecchiabile pop dal ritmo incalzante e sensuale: «Il tema è quello di dirsi tutto in maniera trasparente ed essere sempre se stessi. Mi è venuto in mente il dramma recente di quel ragazzo che si è suicidato perché gay. L’omofobia va rifiutata, perché la diversità è un valore, ti fa imparare dagli altri. Fossimo tutti uguali, sai che noia». Altri inediti sono Dove resto solo io, sulla bellezza della solitudine interiore, e Se non te, sugli affetti più importanti. Non mancano le curiosità. Come una vecchia registrazione di lei a due anni che accenna Ramaya, successo d’epoca. E c’è, pure, la voce della figlia Paola subito dopo Celeste, brano-riflessione sulla maternità: «Io non ci speravo più, m’ero messa il cuore in pace. Poi, quando meno te l’aspetti, ecco il miracolo» racconta. E non teme di mostrare una lacrima di commozione mentre ammette candidamente: «Sono felice».

Intanto è già ora di pensare al tour. Data zero il 5 dicembre a Pesaro, quindi concerti a Roma, dall’8 al 13, e Milano, dal 16 al 21. E, poi, nel mondo. «Trasformeremo i palazzetti in teatri per dare più intimità. Sarà uno spettacolo elegante e con effetti speciali, all’altezza dei big internazionali. Non voglio sfigurare in confronto a Lady Gaga o Miley Cirus» afferma con orgoglio. E il futuro? «Ancora musica, seguendo sempre il mio istinto e la mia italianità. Non sono una cantautrice colta, faccio pop. E mi piace».

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laurapausini.com

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Testo: Diego Perugini

Foto: Mad

Pubblicazione:
venerdì 22.11.2013, ore 11:50


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