Bollicine e rossi non barricati sono all’ultimo grido.  (Foto: Alamy, mad)

Le mode passano, i grandi vini restano

Le mode da sempre influenzano i gusti dei consumatori e anche il vino non ha potuto estraniarsi da queste regole.

Attraverso la pubblicità, si è bersagliati da «opinion leader» che decretano il successo di un prodotto o di un marchio. I limiti legati alla produzione vinicola, fanno sì che piuttosto del marchio, a fare le mode siano o una regione intera o una tipologia di vino. Se, ad esempio, prendiamo il mondo degli spumanti, lo Champagne in tutte le sue epoche è la «bollicina» per antonomasia, ma il Prosecco, per la sua tipologia, in 30 anni è riuscito ad imporsi quale alternativa per un brindisi, sottraendo mercato anche ai vini bianchi al momento degli aperitivi. Pensate solo allo Spritz. I gusti cambiano, si evolvono, oggi piacciono i vini secchi e dopo qualche anno è il momento dei vini dolci. Anche un vitigno può far moda. Prendiamo lo Chardonnay, la cui adattabilità ai più indistinti terroir fa si che resti il vino bianco più conosciuto, anche se negli aperitivi si tende a vini più aromatici. Succede a intere regioni, come la Sicilia o la Puglia che, sconosciute fino agli anni Novanta, per un certo periodo si sono imposte come leader dei vini italiani. Oggi i vini rossi prediletti sono quelli con un leggero resto zuccherino rispetto ai vini secchi. L’interesse per i vini troppo barricati, forse anche per il loro prezzo non sempre giustificato, lascia posto a vini fruttati, eleganti, ma soprattutto armoniosi. 

Dalla Sicilia note di agrumi 


Autoctono della Sicilia, il Catarratto è un vitigno a bacca bianca le cui origini si ritrovano fin nell’antichità. Molto coltivata nella provincia di Trapani, questa vite è presente in due varietà: il Catarratto Bianco Comune e il Catarratto Bianco Lucido, sicuramente il più utilizzato in purezza per alcuni IGT, come nel caso del Catarratto Bromeus Terre Siciliane. È grazie alle cure di esperti viticoltori che si ottiene questo vino dal color giallo oro con vivaci profumi di agrumi su un fondo di erbe aromatiche. Piacevole e corposa la fragranza barricata di legno di rovere e vaniglia. Delicato, fresco e persistente, si rivela perfetto con frutti di mare, fritto di paranza o zuppe di pesce.






Il Nebbiolo è un vitigno tipico del Nord Italia. Piemonte e Valtellina si contendono la natività. È una varietà che produce uve di eccellente qualità che danno vini equilibrati, profumati e longevi. Dal Nebbiolo in purezza si ottengono alcune note DOCG in Piemonte, come Barolo e Barbaresco. In Valtellina vi sono lo Sforzato e il Valtellina Superiore, entrambe DOCG di Nebbiolo ma per le quali è ammesso il taglio con altre uve. Tra i tanti nomi: Spanna, usato nel Novarese, Chiavennasca (in Valtellina) e Picotener in Valle d’Aosta.

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