toolbar

Claudia Crivelli
ha scritto il 11.05.2018


Le vecchie cattive

Ah, avevo promesso di parlarvi delle donne vecchie di Mendrisio!

Mendrisio è una città senza speranza, come tutto il mondo del resto: siamo caduti vittima della cementificazione, della desertificazione sociale e del consumismo, e l’unica cosa che si conosce di noi all’estero è il Fox town, la città della volpe dove ricchi non tanto ricchi vanno a caccia di occasioni. Si compra bene, al foxy, e molte automobili straniere ci fermano per strada chiedendo “Where is Fox town?”….Un tempo le spedivo in cima al Generoso così, per dispetto (sono una giovane vecchiaccia malefica, naturalmente!), ma ormai mi sono rassegnata e recito come una filastrocca la strada per arrivare al centro commerciale in ogni lingua, mi manca solo il giapponese e l’arabo, ma conto di perfezionarmi, magari l’amministrazione comunale offrirà dei corsi in merito in futuro, e mi iscriverò. Magari ci offriranno, in segno di riconoscenza, un pranzo a base di polli da batteria in un grande generatore di traffico americano (ora proprietà di un russo) che ha appena aperto i battenti nella nostra ridente cittadina "slow", ma rifiuteremo l'offerta di cibo industriale a favore di cibo a chilometro zero in posti possibilmente senza grandi insegne luminose a forma di faccione che di notte brillano in modo inquietante. Comunque, nonostante questa cittadella della moda molto conosciuta in tutto il mondo ma poco frequentata dai momò autentici, Mendrisio è forse la città più anti-glamour del mondo. Qui, l’eleganza è sconosciuta, e il tacco dodici viene visto con estrema diffidenza le rare volte che un paio si trovi a solcarne le vie. L’acciottolato quasi si indigna, e manca che qualcuno dalle finestre getti un’occhiata carica di disapprovazione. Inutile insistere con il “fescion” (nel lessico famigliare, equivalente vagamente dispregiativo di “fashion”): nessuno capisce, e chi capisce disapprova. In noi l’understatement viene instillato nei geni, e ci raccapriccia tutto ciò che sa di esibizione e di lusso. Risultato: la tenuta più approvata è jeans e maglietta per le ragazze, e abiti informi sopra i vent’anni, fino ad arrivare al mitico “scussaa”, il grembiule che ormai producono solo i cinesi e che si trova unicamente negli armadi delle bisnonne o nei mercati di paese. Mendrisio è piena di donne vecchie (non sono anziane, sono vecchie da quando avevano trentacinque anni) che girano in scussaa o in tailleur marron nella versione "classe alta", e sono cattivissime. Sono streghe travestite da anziane, megere malpensanti che svolazzano attorno alla chiesa spargendo cattiveria e odore d’incenso. Ve lo assicuro, l’odore di incenso si spande ovunque, si annusa nell’aria quando state facendo la spesa o, ancora peggio, vi viene un pensiero impuro. Impossibile avere pensieri impuri a Mendrisio: si viene puniti persino dai muri, si inciampa e ci si sbuccia un ginocchio. A Mendrisio si hanno solo pensieri virtuosi, si guadagna ma non si mettono in mostra i soldi, ci si fanno gli affari propri anche se si finisce per sapere tutto di tutti. E le vecchie, cattivissime, stanno lì ad aspettare i funerali o qualche disgrazia, e vengono sempre accontentate. Alla fine, le vecchie sono le persone più felici, se non muoiono prima.


Articolo precedente La follia in libera uscita
Articolo successivo La violenza nel mese di maggio

 

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


Abbonarsi a questo blog:

Abbonarsi via e-mail:
Per favore correggete il vostro indirizzo e-mail


Per favore confermare


LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione