Tredici vive in un bosco, ma il suo punto di riferimento umano si chiama Marino.

Questi gatti hanno una vita segreta

La storia di Lillo, gatto sornione dalla doppia vita. E quella di Puffo ovvero Sid, gatto con due nomi e due padroni. Infine ecco Tredici, gatto nero che vive da solo in un bosco. — AMELIA VALSECCHI IORIO

La vita dei gatti rimane un mistero. Già Neruda lo raccontava. E anche noi, quanto più siamo convinti di conoscere le abitudini dei nostri amici felini, tanto più ci sorprendono. Sarà forse quest’alone di mistero ad attirare gli uomini verso i gatti? Fatto sta che persino chi di gatti se ne occupa per professione può rimanere spiazzato di fronte alla realtà. Così è successo, durante uno studio, a una veterinaria, racconta Petra Santini, anch’ella veterinaria: «Nemmeno la mia collega si immaginava di sorprendersi davanti a ciò che stava scoprendo. Il suo gatto non solo sconfinava in parti del paese che la padrona stessa non poteva immaginare, ma, si faceva dare da mangiare anche da una sconosciuta».
Com’è riuscita la veterinaria a scoprire le abitudini segrete del suo gatto? Applicandogli una fotocamera al collare che scattava una foto al minuto. Una sequenza di foto che le ha così permesso di osservare quali fossero le abitudini del suo micio. Che sorpresa, quando in una foto la veterinaria si è ritrovata le gambe di una persona in pantofole che porgeva una ciotola al suo gatto. Questo per dire che i gatti sono fedeli sì, ma a modo loro e, soprattutto… sono imprevedibili. La storia di Tredici, Sid e Lillo confermano che la natura del gatto è quella di vivere pienamente la propria indipendenza.

Tredici: gatto nero in selva
Un venerdì tredici, di qualche tempo fa, una mamma gatta raggiunge uno studio veterinario con quattro cuccioli, uno dei quali in serie difficoltà, perché denutrito. Non c’era più nulla da fare: destinato a soppressione. Per fortuna, quel giorno, è passato di lì un tagliaboschi col suo cane. Impietositosi di fronte a quell’esserino lo porta a casa. Non proprio a casa, ma nella sua selva. Che male c’è a provarci? Se Tredici si abituerà a vivere nel bosco, sopravviverà. Oggi Tredici ha compiuto tre anni e nella selva ha trovato la sua dimora.  Non solo Tredici riconosce il suo padrone e gli corre incontro quando arriva, ma sembra persino felice di vivere all’aperto.

Silvia Fare-Foglia, appassionata di gatti e volontaria del GAR (Gruppo Aiuto Randagi), non si fa meraviglia: «I felini in sé non hanno bisogno di una casa o di una famiglia per stare bene. A loro serve un posto dove poter vivere e ricevere pasti regolarmente. I gatti si abituano all’ambiente in cui si trovano e, come i randagi delle colonie, se lasciati vivere all’aperto, si adattano e sembrano più felici dei gatti che vivono in casa. L’importante è che vengano castrati o sterilizzati per salvaguardarne la salute».

Sid o Puffo, un gatto e tre adozioni.
Sid, invece, è un gatto attaccato alla sua casa nel vero senso della parola. I suoi proprietari hanno traslocato e Sid si è fatto adottare dai nuovi inquilini. Quindi Sid non si è mai allontanato da casa sua. Però i nuovi inquilini lavorano entrambi e Sid rimane spesso a casa da solo. Una situazione che non gradisce, peciò si è trovato, senza interventi umani, una famiglia adottiva. Sid, a casa di Silvana, si chiama Puffo. Sì, perché oltre ad avere due case, il micio ha due nomi. Sid però non lo nasconde e trovandosi le case su un terreno confinante, i proprietari si sono resi conto in fretta dove andava a rifugiarsi.  «È stato bello scoprire che di giorno andava a trovare i vicini e che loro gli aprivano la porta con le migliori intenzioni», afferma Anna, la proprietaria del gatto. Sid è un coccolone e si è subito ambientato anche a casa di Silvana. Quindi, su tacito accordo vive due realtà diverse in momenti precisi della giornata e si è persino abituato a rispondere a due nomi.

Lillo e la sua doppia vita
Lillo, infine, è un gatto soriano a pelo lungo di tre anni e mezzo, adottato da Daniela all’età di sette mesi e arrivato in una famiglia con due figli in età scolare. Lillo è un gatto domestico, abituato al focolare, che non era mai uscito dal suo appartamento. Ma, arrivato a casa di Daniela si è trasformato. Improvvisamente i mobili si sono rivelati tronchi d’albero e il divano è diventato un colabrodo. Per Daniela è stata una dura prova. Non aveva mai avuto un gatto prima di allora. La sua vera passione erano i cani. Come affrontare una situazione del genere? Per la veterinaria comportamentalista STVV*, Petra Santini non si tratta di un caso isolato. La maggior parte delle chiamate dei proprietari di gatti è proprio dettata dalla disperazione nella difficoltà di gestione dei mici in casa.


«Un gatto che vive in casa ha bisogno di distrazioni – spiega la veterinaria – in mancanza di attività che ne stimolino l’istinto alla caccia, i gatti possono reagire facendo cose che ai padroni sembrano dispetti, ma che spesso sono dei segnali di disagio dell’animale. Perciò, se si vuole prendere un gatto e tenerlo in casa, si consiglia di sceglierne uno che non abbia mai vissuto all’aperto. Questo faciliterà di molto le cose».
Per Lillo è andata diversamente. La padrona ha deciso di fargli conoscere la vita all’aperto e Lillo l’ha presa come una nuova opportunità. Oggi vive ancora a casa di Daniela, dormendo nella camera dei bambini, ma di giorno passa le ore all’aperto. Le sue abitudini si sono adeguate al campanello della scuola del paese e il tigrato grigio è diventato il gatto degli scolari. «Chi prima arriva a scuola, prima accarezza Lillo!». Queste le frasi urlate dai bambini in strada. E Lillo non se lo fa certo ripetere, si piazza sul muretto della scuola o davanti all’entrata, e si prende le carezze di tutti indistintamente.

Veterinaria comportamentalista STVV*: veterinaria registrata presso l’Associazione svizzera dei veterinari per la medicina comportamentale.

Consigli pratici

1. Se il vostro gatto vive solo in casa, rendetela accogliente anche al micio. Ci sono vari trucchi per costruire giocattoli interattivi per gatti senza spendere troppo e riciclando i materiali.

2. Se prendete un gatto e non potete lasciarlo uscire all’aperto, scegliete un micio nato in casa che non ha mai sperimentato la vita all’esterno.

3. I gatti che vivono in casa necessitano di una lettiera. Nella scelta tenete conto che sia di facile pulizia. I mici di grossa taglia dovrebbero avere lettiere più grandi. Ci sono poi lettiere con il coperchio e filtri per i cattivi odori. Per evitare che il gatto sporchi fuori dalla lettiera, pulitela con regolarità. Le sabbie in commercio sono di vari tipi, sperimentatene alcune osservando quelle che mascherano meglio gli odori e sono più gradite al vostro gatto. Di solito la sabbia agglomerante permette una facile pulizia quotidiana.

4. I gatti sono particolari in fatto di alimentazione. Dovrete scoprire voi stessi cosa gli piace, lo nutre e lo fa star bene. Gli allevatori consigliano di alternare cibo secco a cibo umido. Di solito i gatti cresciuti in casa non consumano gli avanzi di cucina. Il micio dovrebbe sempre avere a disposizione cibo secco – mangia più volte al giorno – e acqua fresca. L’umido va dato, a dosi controllate.

5. Se andate in vacanza, organizzatevi in tempo per la vostra assenza, reclutando amici, parenti oppure rivolgendovi a un servizio di pet sitting.

Giochi per gatti: 10 idee per realizzarli con il fai-da-te

Costruire qualcosa di utile per chi amiamo è una bellissima soddisfazione, anche quando si tratta di realizzare progetti per i nostri amici a 4 zampe! Abbiamo visto come realizzare una cuccia economica, funzionale ed originale per cani e gatti.

Vediamo ora come dar vita a dei giochi per far divertire il micio di casa. Si, perchè anche i gatti amano divertirsi: l’attività ludica per loro è molto importante (specie se non hanno a disposizione uno spazio all’aperto), poichè dà loro la possibilità di fare movimento fisico, mettere alla prova i riflessi, rompere la routine pasto-sonno e stimolare la vivacità.
Come sempre, ecco i migliori progetti fai-da-te scovati per voi in giro per il web: un modo per mettere alla prova le nostre capacità, riciclando molto e spendendo poco!

Il Tiragraffi
Una delle attività preferite dai gatti è quella di affilarsi le unghie. Spesso però, questo “giochino” rischia di rovinare mobili e tappezzerie della casa. Diventa necessario perciò regalare al nostro micio un “tiragraffi” tutto suo, dove poter farsi la manicure senza recare danni ed essere sgridati! Il modo più facile per costruirne uno consiste nel tagliare delle strisce o delle sagome di cartone e assemblarle insieme, in modo che i profili ruvidi formino una superficie adatta ad essere arpionata dagli artigli felini. Una soluzione altrettanto semplice e poco dispendiosa consiste nel rivestire del materiale con del cordino o dello spago.
Guardate ad esempio che carine queste cucce con tiragraffi incorporato! Per realizzarne una basta procurarsi delle vecchie cassette di legno e destinare una lato di esse al gioco, rivestendone la superficie con del semplice spago arrotolato in modo fitto e stretto alle assi della struttura. Quando sarà troppo usurato, basterà sostituirlo con dell’altro cordino.


La terza idea che vi proponiamo è sempre di facile realizzazione, ma potrebbe costare un pochino di più. Si tratta di reperire delle tavole di legno su cui fisseremo della tappezzeria molto spessa o – in alternativa – della moquette.

I tiragraffi andranno quindi fermati sul muro  (sia sopra che sotto) ad altezza micio, in modo che il gatto possa affilarsi le unghie in posizione verticale, la loro preferita.
Per cercare di spendere poco, vi consigliamo di adoperare una vecchia tavola di legno e di utilizzare uno scampolo di tessuto, magari un campione da esposizione, acquistabile in qualsiasi negozio di bricolage a prezzo ridotto.

Il vostro micio vi ringrazierà e i vostri divani saranno salvi da buchi e fili tirati!

 

Un percorso a ostacoli
Ai gatti piace moltissimo intrufolarsi in posti impensati, piccoli e chiusi. Nascondersi e escogitare agguati è l’attività che li diverte di più, perchè permette loro di sviluppare il senso della caccia. Rendiamoli felici, costruendo un percorso a ostacoli o un piccolo labirinto dove allenarsi all’attacco! Possiamo utilizzare ad esempio dei tubi in cartone: rivestiamoli di stoffa ruvida (simile ai tappetini delle automobili) e assembliamoli insieme, in modo da creare una struttura articolata. L’importante è trovarli della dimensione adatta ad ospitare il nostro gatto!

Se in casa abbiamo una parete libera, dedichiamola ai nostri fedeli amici realizzando un percorso in verticale… i gatti amano arrampicarsi! Basterà montare delle mensole, magari realizzandole riciclando qualcosa che abbiamo in casa e non usiamo più (ad esempio le tavole degli skateboard!). Ancora più divertente: posizioniamo il tiragraffi alla base del percorso, in modo che il micio possa arrampicarsi e non solo saltare da una mensola all’altra!

Infine, per i più esperti del fai-da-te, ecco un’idea veramente originale: un castello fatto di vecchi cassetti! Se abbiamo un mobile che non usiamo più, possiamo dargli nuova vita così. Non fatevi intimorire, non è così difficile

Coccole e giochi
Vediamo infine come costruire dei giochini semplici e divertenti, che facciano sentire il nostro micio coccolato e con i quali poter divertirci insieme a lui! I più semplici da realizzare sono le finte prede: oggetti piccoli, possibilmente che rotolino, magari rumorosi, ricchi di nastri e piume verranno scambiati per un nemico da catturare! Ne possiamo realizzare di diversi, riciclando quello che abbiamo in casa, come dei tappi di sughero (in cui, dopo averli forati, faremo passare dei nastri) o dei vecchi calzini (che riempiremo di stoffa o ovatta, chiuderemo a mo’ di sacco e guarniremo con piume e fili). Lasciamoci ispirare da questi progetti:

Per stimolare ancora le doti feline di cacciatore e rafforzare il legame che ci lega a lui, regaliamo al nostro micio una scatola-cucù, facile da costruire e dal divertimento assicurato. Ne possiamo realizzare di due tipi: nel primo caso basterà rimediare una vecchia scatola, praticare dei fori abbastanza larghi da accogliere la zampa del gatto e costruire una preda da applicare ad una bacchetta, con la quale faremo cucù dai buchi; nel secondo caso, sarà necessario costruire una struttura riciclando dei rotoli di cartoncino, come quelli della carta igienica. Nessun gatto potrà resistere!

Infine, quello che riteniamo il progetto più simpatico di tutti: una stazione di pronto-coccole! Chi ha un gatto lo sa: strusciare i fianchi e la schiena contro qualcosa è il modo in cui i nostri amici a quattro zampe ci dimostrano affetto. Non sempre però siamo pronti a ricambiare con una carezza. Ecco un’idea geniale per far si che i nostri gatti non rimangano mai a corto di coccole!


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