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TOTAL WHITE: un look pulito ma molto scenico

RETRÒ: con la gonna a ruota, facile da copiare

LAYERING: sovrapposizioni per vere acrobate della combinazione

Lezioni di stile: i capi base

Gli intramontabili sono la risposta alla domanda «Che cosa mi metto?». «Ma ognuno deve trovare i suoi». Il parere dell’esperta.

È mattino presto. Una donna, mani sui fianchi, sopracciglia inarcate, è davanti al suo armadio e ne osserva concentrata il contenuto. Questo scrigno delle meraviglie che, in apparenza, è promettentemente carico di ogni ben di Dio, riesce a proporre solamente equazioni irrisolte  (la giacca va col pantalone, ma manca la cintura giusta, la borsa sta bene con il vestito, ma non con le scarpe, ...). Il guardaroba è pieno, eppure vuoto, incompleto, perchè scarso di quegli elementi che completerebbero il look. Ed ecco giungere la dichiarazione di sconfitta, la sconsolata bandiera bianca: «Non ho nulla da mettermi!». Scena famigliare? Lo stilista statunitense Michael Kors, in una sua massima, ha fatto di questo comune problema una questione di proporzioni.

Patate o glassa? Questo è il problema
Paragonando il guardaroba a un menu perfetto, il designer ha dichiarato che «il 70% dei vestiti che si indossano dovrebbe essere carne e patate. Il 30% glassa e decorazione – ovvero colori, stampe, elementi luccicanti e accessori». Valeria Gilardi, che oltre ad essere docente alla Scuola specializzata superiore di tecnica dell’abbigliamento e della moda (STA) e alla Scuola d’arti e mestieri della sartoria (SAMS) di Lugano è anche consulente d’immagine e cofondatrice di Errevi (dove lavora con Roberta Piemontesi, da anni penna esperta di moda di Cooperazione), è d’accordo con la tesi del designer: «Le donne tendono a comprare troppi capi perché piacciono al momento dell’acquisto, ma senza pensare alle possibili combinazioni con ciò che già si possiede. La soluzione, quindi, sta proprio nel puntare su abiti e accessori meno vistosi ma più versatili, con i quali creare più combinazioni». Riviste come Vogue e famosi stylist come Rachel Zoe da anni pubblicano veri e propri «elenchi della spesa» per fashion victims.
Valeria Gilardi, ad ogni modo, consiglia di mantenere una critica distanza da ricette  semplicistiche: «Credo nei capi base, ma anche che ognuno debba trovare i suoi. Non penso che regole fisse e uguali per tutti siano la risposta giusta al problema del “Non so cosa mettermi”. La lista rassicura ma imprigiona. L’abitino nero va bene a tutte? Sì, ma quale? Per ognuna ce n’è uno diverso».


Valeria Gilardi è insegnante e consulente di moda.

Chi cerca trova
Per trovarli, questi favolosi alleati di stile, «bisogna darsi da fare», quindi andare alla ricerca, dichiara l’esperta: «Confrontare materiali e tagli, provarne diversi per vedere che effetto fanno sulla nostra figura è essenziale. Bisogna saper guardarsi con occhio obbiettivo, e non solo allo specchio, ma anche in foto per avere la prospettiva di chi ci osserva. Sempre per confrontarsi con lo sguardo altrui, bisognerebbe chiedere il parere di persone sincere». Una volta scovato il taglio giusto, il capo si reinventa a seconda dell’occasione con nuove combinazioni (come la camicia bianca nelle illustrazioni sulle pagine precedenti). Inoltre, una soluzione intelligente, quando si trova il capo base perfetto, è comprarne una serie intera, in diversi colori.

I falsi miti
«Liste della spesa» riduttive hanno portato falsi miti: «Non è vero, ad esempio, che con il nero stanno bene tutti i colori. Contrasta. Ed essendo molto usato, accostato a determinate tonalità, nel linguaggio simbolico – nero e giallo ricordano subito un’ape, per citare un esempio lampante – veste di stereotipi chi lo porta quasi come se indossasse una bandiera» spiega l’esperta. Il grigio, invece, sta meglio a quasi tutti, perché «si attiva a dipendenza del colore che gli viene accostato». «Anche la borsa nera – aggiunge – è considerata da molti un pezzo base, ma non è vero». Per quanto riguarda gli accessori, secondo la consulente sono più abbinabili e ottimi sostituti del cuoio nero quello metallizzato (quindi tinti di oro, argento o bronzo) o colori neutri come il beige chiaro, i grigi chiari, il bianco panna o il cipria.


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Testo: Giorgia von Niederhäusern
Illustrazioni: Valeria Gilardi Foto: Beatrice Thommen-Stöckli, Sandro Mahler

Pubblicazione:
domenica 10.05.2015, ore 00:00