Slow Mobile CH, un furgone-laboratorio che si sposta di scuola in scuola per far conoscere la gastronomia.

Lezioni di… «buono»
per piccoli buongustai

L'EDUCAZIONE — Più hanno un’alimentazione variata da giovani, più saranno curiosi e aperti da adulti. Slow Food si muove su vari fronti.

Da qualche tempo, l’attenzione di Slow Food non è per gli adulti. Poco più di una settimana fa, in quel di Torino, i maggiori promotori del movimento hanno parlato dell’importanza di trasmettere ai bambini il significato di «alimentazione genuina». Al tavolo sedevano Carlo Petrini, fondatore del movimento, Jamie Oliver, il cuoco inglese che ha rivoluzionato la cucina in TV, e l’attivista californiana Alice Waters, vicepresidente di Slow Food International. Una cattedra carismatica che si è animata per ribadire l’importanza di dare alle nuove generazioni gli strumenti necessari per valutare la bontà di questa o quest’altra dieta. Hanno portato esempi di successo come la campagna di Jamie Oliver che negli ultimi 10 anni ha permesso di cambiare radicalmente la qualità del cibo nelle scuole del Regno Unito. Oppure il progetto di lunga data «Edible Schoolyards» (cortili scolastici commestibili) in USA, capitanato dalla cuoca Waters.

Il progetto svizzero
In Svizzera, fortunatamente l’alimentazione nelle scuole è abbastanza controllata, variata e salutare, ma non sempre i bambini ne sono coscienti. Per questo, che da circa un anno, per le strade della Svizzera centrale si aggira un carrozzone con la scritta «Slow Mobil. CH». È un laboratorio in movimento e trova sosta qua e là nei parcheggi delle scuole elementari e medie. «È un progetto nato in Germania e attirò l’attenzione di Michel Higi, ideatore dell’iniziativa in Svizzera, in occasione di una fiera a Stoccarda. – spiega Mauro Catania, referente per la condotta Slow Food di Argovia e Soletta – La cucina itinerante permette di accedere a tutte le scuole, anche quelle che non possiedono una cucina». Poiché lo spazio al suo interno è disegnato per ospitare una cucina e un tavolo per i laboratori destinati a ragazzi tra i 7 e  15 anni. «Ci sono delle attività durante le quali si spiega da dove viene un prodotto e come viene fatto, ad esempio le chips. Altre in cui si cucina partendo dagli ingredienti raccolti in un orto (scolastico possibilmente), si apparecchia la tavola, si mangia e si puliscono le stoviglie». Imparano insomma la totalità del pasto, preparato con convivialità, pensato e sudato. I ragazzi diventano inconsapevolmente più responsabili ma anche più rispettosi di ciò che mangiano.

La rivoluzione peruviana
Approccio diverso quello adottato in Perù dallo chef Gaston Acurio che ha scommesso sulla formazione dei ragazzi per salvaguardare l’identità culinaria del paese. Sfruttando la sua notorietà, ha portato alla luce dapprima i contadini e il frutto del loro lavoro, valorizzando la materia prima. Poi, consapevole del fatto che se fosse stato l’unico portavoce della gastronomia non avrebbe avuto l’impatto sperato, inaugurò una scuola per cuochi dedicata all’elaborazione degli ingredienti locali (da notare che in Perù vi sono ad esempio 3800 varietà di patate). Oggi, centinaia di ragazzi di Lima studiano per diventare chef e potranno collaborare con un milione e mezzo di piccoli agricoltori per quella che chiamano l’«alleanza tra cuochi e contadini». Un progetto politico vincente, poiché il cuoco non è più solo chi cucina, ma anche chi insegna e trasmette il valore della terra e del lavoro agricolo.

Ketchup a confronto
Avete mai assaggiato un «ketchup» artigianale? Michel Higi, ideatore di Slow Mobile CH, consiglia di provare a confrontare quello casalingo con l’orignale di Heinz. Ecco la ricetta.

Ingredienti
2kg di pomodori maturi, a cubetti
2 peperoni rossi, a cubetti
250 g cipolla rossa, tritata
4 spicchi d’aglio, schiacciati
2,5 dl aceto di vino rosso, se molto forte aggiungere acqua
1 C semi di senape
1 C di grani di pepe
1 C di paprica dolce in polvere
un pizzico di noce moscata
un pizzico di peperoncino in polvere
1 C di sale marino
2-3 C di miele
un goccio di aceto balsamico
vasi per conserva, sterilizzati

Procedimento
Lasciare stufare e ridurre a fuoco lento pomodori, peperoni, cipolle e aglio con metà dell’aceto. Frullare con le spezie in polvere e il resto dell’aceto, mettere quelle in grani in un panno pulito oppure in un infusore da tè e aggiungere alla salsa frullata. Cuocere fino ad ottenere una purea cremosa ed estrarre i grani. Condire con sale, miele e balsamico. Mettere nei vasi (scaldati in acqua) ancora bollente e chiudere immediatamente.

Assaggiare, comprare e chiacchierare
Non solo i bambini sono curiosi. Le fiere gastronomiche sono l’occasione per conoscere chi e cosa «sta dietro» a un prodotto. Sotto il tetto di Slow Food Market, questo fine settimana, si troveranno oltre 200 artigiani del cibo, principalmente svizzeri. È l’opportunità per scoprire prelibate creazioni e soprattutto per incontrare coloro che ogni giorno s’impegnano per produrle. Vi saranno inoltre conferenze pubbliche e tavole rotonde moderate da professionisti e da esploratori della gastronomia. Questo succulento mercato delle tradizioni si terrà alla Messe di Zurigo-Oerlikon, dal 14 al 16 novembre. Presentando la Supercard Coop l’entrata verrà fr. 17.– anziché fr. 22.–. www.slowfoodmarket.ch
Per chi non riuscisse a recarsi a Zurigo questo week end, può trovare una selezione di prodotti dei Presidi Slow Food svizzeri in alcuni centri Coop.

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Redattore

Testo: Elisa Pedrazzini
Foto: mad/slowfood.ch
Pubblicazione:
lunedì 10.11.2014, ore 00:00


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