La vivace Piazza Costituzione, con l’Antico Caffé, aperto nel 1855.

Lisbona — In gita
con una stella del pattinaggio

IL VIAGGIO — Il Portogallo è la sua seconda patria. Stéphane Lambiel ci guida per Lisbona e ci parla dei suoi affetti.

La giornata si preannuncia faticosa. Stéphane Lambiel vuole raggiungere in bici Torre de Belém, simbolo di Lisbona. «Un po’ di movimento non potrà che farci bene», sorride compiaciuto il due volte campione mondiale di pattinaggio artistico su ghiaccio. Stéphane è in forma. Già prima di colazione ha fatto i suoi exercices. «Adoro il Pilates, lo pratico ogni giorno». A Lisbona i ritmi sono più sonnacchiosi e rilassati di quelli a cui è abituato. È la città ideale per lasciarsi andare, godersi il cibo e il mare. Niente obblighi, niente appuntamenti. «Il Portogallo è per me sinonimo di famiglia, vacanze, libertà». Saltiamo in sella a una bici presa a noleggio. La pista ciclabile costeggia il Tago e s’insinua fra i vecchi edifici del porto, rinobilitati da una gastronomia all’ultimo grido. È qui, lungo la riva del fiume, che la sera si riuniscono i giovani per fare baldoria nei bar e nei club esclusivi. Sedie a sdraio e poltrone sono un irresistibile richiamo al dolce far niente. Ma non per noi che continuiamo la nostra pedalata e passiamo sotto l’affascinante Ponte del 25 Aprile, il ponte levatoio a due piani di fronte alla Torre. E qui, dal Belvedere, tutta la fatica è ripagata da una vista mozzafiato sul Tago.

Caffè. Un pezzo di cultura

A Lisbona la giornata inizia con un cafezinho. Anche Stéphane, da buon «quasi-lisbonese» – la madre è originaria del Portogallo e la nonna vive nel comprensorio di Lisbona – si concede del tempo per un buon caffè. Preferibilmente nello storico Caffè Nicola, direttamente in piazza del Rossio, la principale della capitale portoghese. «Mia madre ed io veniamo spesso qui quando siamo a Lisbona», racconta il 29enne vallesano. «Un tempo ci lavorava addirittura mia cugina». 

La pausa caffè finisce in fretta e Stéphane rimonta in sella. Il giro prosegue. Lasciamo il Rossio per la città bassa, la Baixa, fino a raggiungere Rua Augusta, centro nevralgico della città, costellato di negozi, ristoranti e pasticcerie. «I portoghesi adorano i dolci», ci svela la nostra guida turistica. E noi li vogliamo assaggiare! Stéphane ci porta alla Confeitaria Nacional, la più antica pasticceria della città (1829), nonché il ritrovo prediletto dei locali. 

Avvolti da una maestosa atmosfera, assaporiamo i pastéis de nata, squisiti pasticcini alla crema. «Con una spolverata abbondante di cannella sono ancora più deliziosi», ci suggerisce Lambiel mentre ne ordina un altro. «Adoro i dolci e li potrei mangiare a ciclo continuo per tutto il giorno». Per compensare gli zuccheri, l’ex-atleta pratica ancora oggi molto sport. Quando la sua agenda glielo consente, va ogni giorno sul ghiaccio.

Alla fine del mondo

Tra i riflessi dorati dell’imbrunire, ci dirigiamo nuovamente in direzione Tago, passiamo per l’Arco di Trionfo e ci fermiamo in Praça do Comércio. La Piazza del Commercio richiama alla mente ricordi dell’infanzia. «Da qui prendiamo sempre il traghetto per andare dalla mia avó, mia nonna». Per un istante, Stéphane si lascia trasportare dai ricordi, racconta delle vacanze da bambino in Portogallo, della sua amata nonna e della sua magistrale cucina.

Pian piano il sole ci saluta. È ora di cena. Stéphane decide di prendere il traghetto per Cacilhas. «Conosco un posticino dove, al tramonto, si gode di una delle viste più belle su tutta la città». Poco meno di dieci minuti e il traghetto giunge a destinazione. Poi una passeggiata lungo la banchina, passando davanti ai magazzini abbandonati con quel tipico sottile fascino della decadenza. Eccoci arrivati alla fine del mondo, il Ponto Final. Una location unica, un luogo romantico: il locale propone piatti tipici portoghesi. Stéphane ordina arroz de tamboril (minestra di riso con rana pescatrice), bacalhau fritto (stoccafisso), minestra di riso e fagioli e un piatto di carne con patate. Piatti sostanziosi, ricchi, gustosi.

In tournée per il mondo

Durante la cena resta del tempo per parlare. Stéphane è genuino, radicato nella sua terra e aperto. Ci racconta del suo sogno di fare il giro del mondo in barca a vela e della sua famiglia, alla quale è profondamente legato. Con sua madre, che chiama petite maman, si sente al telefono ogni giorno. La sua scuola di pattinaggio artistico su ghiaccio a Champéry (VS) e l’organizzazione della sua prima rivista sul ghiaccio «Ice Legends», che presenterà a Ginevra il 18 dicembre, gli stanno molto a cuore. Inoltre, gira il mondo in tournée come pattinatore artistico su ghiaccio. Nella primavera/estate 2015 partirà per una nuova tournée mondiale. Ma prima, in febbraio, calcherà i palchi svizzeri con «Art on Ice». «La mia vita è fatta per il sessanta per cento di viaggi», dice. Due giorni prima del nostro giro a Lisbona, era tornato dal Giappone. In Asia, dove è un’acclamata topstar, partecipa a diversi galà. Sebbene trascorra la maggior parte del suo tempo nelle camere d’albergo, la sua vita frenetica gli piace. «Mi dà la possibilità di scoprire cose nuove e di conoscere gente nuova».

Una seconda patria

Il Portogallo è il suo rifugio. Ci viene soprattutto in primavera o in autunno. Passa le giornate al mare a Sesimbra, un piccolo villaggio di pescatori, dove ha una casa di villeggiatura. E ovviamente non manca di farsi viziare dalla nonna. «Avó è la migliore cuoca al mondo. Dobbiamo assolutamente andare a trovarla». E mentre lo dice ha già in mano il telefono per annunciarle la nostra visita l’indomani. Santo Antonio, dove risiede la nonna di Lambiel, è raggiungibile con traghetto e autobus. La 69enne Maria-José ci saluta affettuosamente. E al caro nipote, conosciuto in tutto il mondo, riserva un interminabile abbraccio.

Anche Stéphane sembra non volersi staccare dalla sua avó: «Vorrei averla più spesso accanto a me». Questa donna è incantevole, affascinante… e molto piccola. Con il suo 1,74 m di altezza, Stéphane la sovrasta fisicamente. «Siamo una piccola famiglia», dice lui ridendo. La padrona di casa ha passato tutto il giorno in cucina a preparare piatti con ingredienti freschissimi, comprati al mercato. «Adoro osservarla ai fornelli. A Natale, si chiude in cucina per una settimana per preparare il pranzo», dice Stéphane mentre curiosa nella pentola dove stanno cuocendo le cozze. Ci sono squisiti piatti a base di pesce, con contorno di patate fritte fatte in casa, specialità di wurstel e, per finire, un dolce e dei pasticcini fatti in casa. Del resto si sa che i portoghesi vanno pazzi per i dolci. Il nostro viaggio in Portogallo termina con questa incredibile esperienza culinaria fra le mura domestiche. Obrigada, Stéphane, e Adeus!


Vista panoramica della città.

Consigli pratici

 Calzature comode: come Roma, anche Lisbona è chiamata la «città dei sette colli». È tutta salite e discese: gradini, vicoli ripidi e strade acciottolate. Quindi, meglio lasciare a casa tacchi vertiginosi.

Pernottamento: il «My story Hotel» è un boutique hotel in un’ottima posizione nel centro della città bassa. La dotazione delle camere è moderna e discreta. Se volete un consiglio, provate il loro Gin-Teatonic, uno dei migliori in assoluto!

Shopping: il Chiado è il cuore pulsante della città. Intorno alla piazza ci sono molti ristoranti, musei e negozi per tutti i gusti. Nei pressi del Chiado si trova inoltre l’Elevador de Santa Justa, che porta dalla città bassa alla città alta.

Fuso orario: un’ora in meno rispetto alla Svizzera

 

LINK

www.mystoryhotels.com

www.oceanário.pt

www.figaroslisboa.com

www.bikeiberia.com

www.visitlisboa.com

La visita al villaggio SOS di Estoril

A Lisbona, Stéphane Lambiel ha solo 48 ore a disposizione, ma nonostante questo riesce a trovare il tempo per visitare il Villaggio dei Bambini SOS di Estoril di cui è ambasciatore. «Sono talmente fortunato nella vita che voglio fare qualcosa per i bambini svantaggiati», spiega Lambiel. Stéphane ama i bambini e i bambini amano lui, quell’adulto che, in fondo in fondo in cuor suo, è rimasto anche lui bambino. Durante il giro del villaggio, che comprende otto case famiglia, gli raccontano la storia dei ragazzi di età compresa tra i 4 e i 15 anni che vivono qui. I bambini e le bambine non sanno di avere di fronte a sé un campione mondiale di pattinaggio artistico su ghiaccio. Per creare un clima amichevole, basta che Lambiel, che parla portoghese, mostri loro sull’iPhone i video delle sue performance. Poi si va tutti insieme all’Oceanàrio. All’Acquario, i bambini restano esterrefatti di fronte all’incredibile mondo sottomarino, senza mai staccarsi dal campione svizzero. Lui ha attenzioni per tutti. Al momento dei saluti lo supplicano di fargli vedere una pirouette: «Un’altra, un’altra». Rimangono a bocca aperta. E Stéphane? È al settimo cielo per essere riuscito a regalare loro un sorriso.




Non sono mancati i baci: Stéphane circondato dalla schiera di bambini.

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Testo: Yvonne Fertsch
Foto: Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 24.11.2014, ore 00:00


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