Lizz Wright: gospel in stato di “grazia”

Tormentoni estivi? No grazie, qui si viaggia in una dimensione più elegante e di spessore. — DIEGO PERUGINI

Lizz Wrigth, 37enne della Georgia, è cresciuta cantando il gospel in chiesa per poi scoprire (e studiare) jazz e blues. Ha una voce forte ed espressiva, al servizio di brani in equilibrio fra tradizione e modernità.


Così anche in Grace (Concord), il suo sesto cd, dove riscopre le proprie radici con l’aiuto di un produttore doc come Joe Henry. Ecco l’avvincente blues acustico Barley e la ballata da brividi Seems I’m Never Tired Of Lovin’ You (già di Nina Simone) con organo e coro. Più incalzante il gospel tradizionale Singin My Soul, con assoli di chitarra e piano, mentre What Would I Do (omaggio a Ray Charles) è un altro lento suggestivo. La “title track” è morbida e pensosa, Every Grain Of Sand (di Bob Dylan) un incontro poetico di country e blues. Un ottimo lavoro, che sarebbe stato indimenticabile con un paio di ballate in meno e qualche pezzo più veloce in scaletta.

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