Diego Pedrazzini solleva un avversario durante un’esibizione.

Lo spettacolo
sulla segatura

LO SPORT — Oltre San Gottardo è un’istituzione. E grazie ad atleti come Diego Pedrazzini, questo sport si fa conoscere anche a Sud delle Alpi.  Leggi anche «L'angolo» di Armando Ceroni!

La tradizione vuole che al termine dell’incontro il vincitore pulisca dalla segatura le spalle dell’avversario. Il dettaglio evidenzia lo spirito di assoluto fair play che regna durante le gare di lotta svizzera, sport che oltre San Gottardo è da sempre un’istituzione, ma che negli ultimi anni ha guadagnato credibilità anche a Sud delle Alpi. Grazie ad atleti come Diego Pedrazzini, 16enne di Tenero, apprendista macellaio. «Ho iniziato a praticare la lotta svizzera un anno fa – racconta – e mi sono subito fatto entusiasmare». Fino alla fine del diciannovesimo secolo a praticarla erano soprattutto contadini e pastori. Poi, spinta da alcuni insegnanti di ginnastica, la lotta svizzera conquistò anche le città. «Oggi tuttavia – spiega Diego – non è comunque una disciplina di massa. È praticata soprattutto nella Svizzera tedesca. In Ticino? L’Associazione Ticinese di Lotta Svizzera, di cui sono membro, si sta dando da fare e ogni anno riesce a coinvolgere qualche atleta in più. Siamo circa in una quindicina».

Di recente, proprio a Tenero, si è svolta una gara dimostrativa che ha attirato parecchi curiosi. «Si combatte in un’area circolare, piena di segatura. L’obiettivo è quello di atterrare l’avversario, aggrappandosi ai caratteristici pantaloni di juta, che rappresentano una sorta di divisa. Ogni incontro ufficiale è seguito da tre arbitri che ti valutano attribuendoti dei punti». Il giovane atleta elenca le qualità che deve avere un buon lottatore. «La stazza conta fino a un certo punto. Io sono alto un metro e 85 e peso 120 chili, ma punto parecchio sulla tecnica, perché è quella che fa davvero la differenza. Cerco di imparare sempre mosse nuove, in modo da sapermi destreggiare anche nelle situazioni impreviste».

Diego ci parla delle sue vittorie e ci confida di volere partecipare, un giorno, all’evento più importante per chi pratica il suo sport, la Festa Federale della lotta svizzera e delle tradizioni alpigiane. «Si svolge ogni tre anni. La prossima edizione sarà nel 2016 a Estavayer, nel canton Friborgo. Di questa disciplina mi piace tutto: l’aspetto della sfida, l’importanza della tecnica, ma anche l’ambiente che si crea durante le competizioni. Non c’è violenza, solo grande rispetto».    Patrick Mancini

www.lotta-svizzera.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 18.08.2014, ore 00:00


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