Quando la casa di Urs Lanz ha questo aspetto, il Natale è dietro l’angolo.

Lotta all'ultima lampadina

L’Avvento è una festa di luci nella notte. A Lyss, nel Canton Berna, sei case confinanti si sfidano a chi brilla di più.

Tutti gli anni bussa di nuovo alle nostre porte. Un tempo di magia, che vive del silenzio, del raccoglimento, della lentezza. Di cose che non hanno nulla a che vedere con la nostra vita quotidiana e che per questo si trasformano in qualcosa di speciale. In origine, così dicono i libri di storia, questa era, quanto meno, l’idea dell’Avvento. Che doveva essere il periodo in cui i cristiani si preparano a commemorare la nascita di Gesù il 25 dicembre. La Chiesa considera ancora oggi l’Avvento come un tempo di “gioiosa attesa”.

Martin Heiniger decora con cura il giardino, posizionando anche
un piccolo orso polare.


In gioiosa attesa si trovano anche sei uomini (di mezza età e anche più maturi) del quartiere di Stegmatt a Lyss (BE). Martin Steffen, Martin Heiniger, Walter Küng, Urs Lanz, Markus Affolter e Jürg Schmitz sono i signori della luce. Con le loro illuminazioni di Natale proiettano l’Avvento a dimensioni inedite. E Gesù bambino, che si dice appaia dopo avere acceso la quarta candela, nel caso del sestetto di Lyss deve pazientare un po’ di più.


«Da noi ci sono all’incirca 30mila lampadine che devono accendersi» racconta Martin Heiniger. Fanno tutte parte di una per così dire parecchio agghindata illuminazione di Natale. Stelle comete, renne, pinguini, San Nicolao, ma anche rudimentali ghirlande di luce illuminano durante l’Avvento la casa, il giardino e soprattutto gli animi. Il veterano degli “illuminati” del quartiere non sa esattamente quanta corrente elettrica occorra per tenere accese tutte le lampadine. «Quest’anno ho però finalmente deciso di farlo misurare». E benché il signor Heiniger già un paio di anni fa si sia convertito al Led per ridurre i consumi, si vede bene che al pensiero della prossima bolletta non si senta proprio a suo agio.

I vari Babbi Natale aspettano da tempo di essere esibiti per
il loro show annuale.

I San Nicolao vanno a ruba
L’”illuminazione” di Martin Heiniger risale al 1998, quando è stato contagiato dal suo vicino Martin Steffen. «Il signor Steffen già all’inizio degli anni Ottanta ha cominciato a decorare casa e giardino con quante più lampadine possibili» spiega Heiniger. Steffen è il tecnico dei montatori di luci di Natale di Lyss. «Ha anche un San Nicolao che va in bicicletta su un filo». Dalla voce del 79enne traspare una certa ammirazione. Ma anche Heiniger ha i suoi San Nicolao. Ne ha addirittura uno tra i più grandi: 157 centimetri. Non va in bicicletta, in compenso però ondeggia con i fianchi cantando Jingle Bells e O Christmas Tree. È il pezzo forte dell’installazione natalizia outdoor del signor Heiniger. Lo amano anche tutti i bambini del quartiere. «Reagisce ai movimenti e ai rumori» spiega Heiniger. E siccome i visitatori del suo mondo illuminato di Natale vogliono sempre fare un’offerta, accanto al suo San Nicolao il signor Heiniger ha messo una cassettina. Al tintinnio delle monete, l’orso – oh, scusate il San Nicolao – canta e balla.    

Da Martin Heiniger le illuminazioni a forma di pacchetto regalo
non possono mancare.


Ciò che oggi diverte il pubblico, non sarebbe stato possibile agli albori dell’Avvento. In origine, infatti, l’Avvento corrispondeva a un periodo di digiuno che la Chiesa antica indiceva tra l’11 di novembre e il giorno in cui si festeggiava il natale del signore, ossia l’Epifania, il 6 gennaio. Il tempo dell’attesa del ritorno di Cristo aveva un carattere penitenziale. Non si poteva festeggiare con sfarzo… e nemmeno ballare.
130 ore di lavoro per tre Per fortuna oggi per Natale non si fa più penitenza. Perché, solo così tra parentesi, anche grazie al suo San Nicolao danzante, l’anno scorso Martin Heiniger ha potuto donare alla locale scuola speciale di pedagogia curativa 2.000 franchi e alla Fondazione Theodora 250 franchi. Il pensionato non è invece più in grado di calcolare quanto abbia speso in tutti questi anni per le illuminazioni di Natale, e non vuole nemmeno farlo. Il signor Heiniger sa però esattamente quanto lavoro richiede montare tutti gli addobbi. «130 ore moltiplicate per tre» spara senza esitare un attimo. Il signor Heiniger ha infatti anche due aiutanti, i suoi elfi, come a lui piace chiamarli.
«Sono piuttosto dei servi» corregge il vicino Urs Lanz, comparso improvvisamente nel giardino del signor Heiniger, con un sorriso beffardo sul volto. Il 56enne non fa ancora parte della vecchia guardia degli uomini delle luci di Natale di Lyss. Solo da un paio di anni si è aggiunto al gruppo. Ha però già imparato diverse cose. Se infatti il signor Heiniger prende dalla cantina i sacchi con le decorazioni luminose “solo” ad inizio ottobre, “Ürsu” monta le prime decorazioni già alla fine di agosto. «Con le mani calde è più facile districare cavi e lampadine» questa la sua spiegazione.

Martin Heiniger al momento di installare le lucine su un albero.

Lanz non è però venuto a chiacchierare. Vuole sapere dal vicino che cosa pensa di portare per la grigliata. Quando, infatti, la sera del 2 dicembre il quartiere di Stegmatt per la prima volta quest’anno rilucerà in tutto il fulgore delle sue illuminazioni natalizie, i sei uomini delle luci si troveranno per festeggiare la loro illuminazione. «Ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere» spiega il signor Lanz. Ciò che dapprima era nato come una sfida tra il vicinato per la migliore illuminazione di Natale – Stegmattweg 6 (Steffen) contro Stegmattweg 7 (Heiniger) – è poco a poco diventato una coproduzione di quartiere, alla quale prendono parte sempre più case.

È valsa la pena darsi da fare: la casa di Martin Heinigers è tutta un luccichio

La lunga attesa
Quest’anno però gli artigiani delle luci hanno dovuto aspettare più a lungo il momento dell’apoteosi. La prima domenica dell’Avvento cade, infatti, all’ultima data disponibile, il 3 dicembre. La prima data utile sarebbe il 27 novembre. L’Avvento inizia, infatti, sempre la quart’ultima domenica prima di Natale (la prima dopo il 26 novembre). Per questo può protrarsi più o meno a lungo (da 22 a 28 giorni). Se il suo inizio però varia di anno in anno, la sua fine è sempre fissa, dato che coincide con il giorno di Natale.

La sera del 2 dicembre il quartiere Stegmatt s’illuminerà. Si potranno ammirare le decorazioni fino al 6 gennaio 2018.


Lo spettacolo di luci di Lyss dura invece un po’ più a lungo. La spina viene staccata solo il 6 gennaio. Fino ad allora migliaia di persone visiteranno nuovamente il luminoso mondo magico nel comune bernese e i sei “illuminati” stanno già tramando nuove idee per l’anno a venire. Perché in fondo la posta in gioco è sempre la stessa: quale casa ha l’illuminazione più bella?

Il periodo prima di Nataleè un po’ come preparareuna competizione. Sipassa continuamente dalla disperazione all’euforiae viceversa. Vi spieghiamo come superare i momentipiù difficili.

Fase 1
Regna l’euforia. Pensiamo a fiocchi di neve che volteggiano nell’aria, ad alberelli decorati e alla fragranza dei biscotti di Natale appena sfornati. Ma che tutto questo romanticismo natalizio possa un giorno davvero avverarsi è così probabile come ricevere la visita del vero San Nicolao. È con in testa un quadro simile che l’atleta della domenica pensa alle sue gare: con il sorriso sulle labbra si vede superare il traguardo d’un balzo. Che tutto ciò non corrisponde del tutto alla realtà, lo dimostra per lo più la foto scattata sulla linea di arrivo.

Ma attenzione: la fase uno non deve essere sottovalutata. È qui che viene posta la prima pietra per i futuri successi. Al più tardi quando le prime foglie ramate dell’autunno cadono, dovrebbero essere immagazzinate nella memoria a lungo termine idee regalo per le persone che più ci stanno a cuore.   

Fase 2
Come ogni anno, la fase due scatta quando accendiamo la prima candelina della corona dell’Avvento e sopraggiunge, come ogni anno, del tutto inattesa. Chi potrebbe, infatti, immaginare, che il 24 dicembre sarà la vigilia di Natale? Avremmo dovuto seguire i nostri bambini che hanno distribuito i biglietti con i loro desideri già tempo fa. I maggiori grattacapi ce li procura come ogni anno la domanda: che cosa regalare ai nostri genitori, ai nostri fratelli o nostra moglie o a nostro marito? Per fortuna ci sono i mercatini di Natale. Troveremo senz’altro qualcosa di adatto. E contro il panico natalizio che si fa sempre più prepotentemente largo in noi, a volte aiuta anche un bicchiere di vin brûlé.

Fase 3
La terza candela brucia e la meta è vicina. Nella fase tre è necessaria la massima prudenza, si rischia, infatti, il burnout natalizio. Chi non ha ancora preparato i suoi biscotti di Natale, è meglio che li compri già fatti. Il tempo infatti ora corre e in ufficio si accumula il lavoro prima della fine dell’anno. Si annuncia stress più che armonia. Occorre dimostrare fermezza e non mollare.

Il finale
Ed ecco, la sera della vigilia! Il giorno, al quale ci siamo preparati così a lungo, è giunto. La fondue chinoise attorniati dai nostri cari ha lo stesso delizioso sapore di una birra all’arrivo di una maratona. Ai bambini brillano gli occhi, possiamo rilassarci e giurare a noi stessi: l’anno prossimo, però, comincerò molto prima con i preparativi. l  AE

Servizio di: Andreas Eugster
Foto: Fabian Unternährer

Pubblicazione:
lunedì 27.11.2017, ore 11:27