L’Adda a Trezzo d’Adda, sulla sinistra le rovine del castello visconteo del XIV sec. (Foto: Bruno Zanzottera; Cartina: Rich Weber)

Lungo il fiume, in bici fino a Milano

IL CICLOTOUR - Seguendo le sponde dell’Adda si snoda un percorso ciclabile di 80 chilometri che porta fino a Milano. L’occasione per riscoprire una natura incontaminata e 
un ricco patrimonio storico. — CLAUDIO AGOSTONI

È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell’Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare…» (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, capitolo IV). Inizia qui, sulla riva sinistra dell’Adda, in un  borgo racchiuso tra le ultime propaggini del ramo lecchese del lago di Como e il piccolo lago di Garlate, un percorso per cicloturisti che porta sin nel centro di Milano. Pare che il Manzoni, abituale flâneur tra questi vicoli, abbia partorito il nome del protagonista del suo celebre romanzo guardando le reti dei pescatori (tramagli) stese ad asciugare. Quello che è certo è che l’odierno itinerario cicloturistico, lungo 80 chilometri, e con un modesto dislivello (100 metri scarsi),  regala la scoperta di una terra abitata per secoli da contadini e pescatori. Un territorio che, nascosti da una natura a tratti ancora selvaggia, conserva gelosamente echi dei fasti delle corti rinascimentali, la religiosità popolare dei santuari, le filande della rivoluzione industriale  e le sfide ingegneristiche del primo Novecento. 


Il ponte in ferro di Paderno d’Adda progettatodall’ingegnere svizzero Jules Rothlisberger e realizzato tra il 1887 e il 1889.

Per secoli l’Adda è servito da confine, dividendo con le sue acque il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Un confine su cui, fra le località di Paderno e Cornate d’Adda, vigilava il Santuario di Santa Maria della Rocchetta, una piccola  chiesetta a picco sull’Adda risalente alla fine del 1300, che ispirò Leonardo da Vinci per lo sfondo del paesaggio del suo famoso quadro «La vergine delle rocce». 

Sulle tracce di Leonardo
Ed è proprio sulle rive dell’Adda, con i suoi studi e le successive creazioni, che il Genio del Rinascimento contribuì fattivamente a porre le basi di quello sviluppo economico-commerciale che porrà la Lombardia al vertice della classifica delle regioni più prospere d’Italia. Durante il soggiorno a Vaprio d’Adda, ospite nella villa del suo allievo prediletto Francesco Melzi, Leonardo si dedicò con particolare dedizione agli studi sull’acqua, svelando incredibili analogie, testimoniate da schizzi e bozzetti, con gli studi anatomici sul moto del sangue e sul movimento dei capelli. I suoi studi sui moti delle acque e sulla loro azione erosiva lungo le sponde dei fiumi e delle chiuse partorirono disegni di dispositivi idraulici rivoluzionari. Era proprio quello di cui c’era bisogno, per esempio, nella zona tra Paderno e Cornate, un punto dove l’ Adda scorre in una profonda forra.

Lo stesso principio fu impiegato anche per collegare il Naviglio Martesana alla cerchia interna dei navigli di Milano, un problema che Ludovico il Moro cercava di risolvere dal 1497. Il grandioso progetto leonardesco di rendere l’Adda navigabile da Lecco a Milano è oggi parte integrante dell’ecomuseo che porta il suo nome. È uno spazio aperto e dinamico che valorizza e tutela un ambiente naturale semi-selvaggio che convive con edifici di archeologia industriale che hanno pochi eguali. Basti ricordare la Centrale Idroelettrica Taccani: un monumentale edificio in stile Liberty, progettato dall’architetto Moretti ai primi del ’900. Costituito da un corpo centrale e da due ali di diversa lunghezza, è in funzione ininterrotta dal 1906 . La «porta» nord del percorso dell’Ecomuseo è all’altezza del traghetto che collega Imbersago a Villa d’Adda, mentre quella meridionale è al Rudun di Groppello, una ruota idraulica che aveva il compito di sollevare l’acqua del naviglio per poterla convogliare in un sistema di irrigazione. 


La centrale idroelettrica Alessandro Taccano costruita alla fine del XIX sec. a Trezzo d’Adda.

Patrimonio gastronomico

Se la pedalata lungo la ciclabile è interamente sospesa tra Rinascimento e rivoluzione industriale, da un punto di vista gastronomico, dipanandosi lungo le rive di un fiume la cui storia è pregna di scambi, è altrettanto ibrida. Sulle tavole convivono i casoncelli bergamaschi e il risotto zafferano e salsiccia.  I formaggi delle valli prealpine (imperdibili i furmagitt vaccini di Montevecchia, ottimi da gustare freschi con olio e prezzemolo o stagionati, conditi con olio e pepe) e i pesci del lago di Como. Per i cultori di lavarelli e salmerini la Mecca è il negozio di Ceko, nome d’arte di Francesco Ghislanzoni. Con suo figlio Massimiliano conduce lo storico negozio di pesci d’acqua dolce di Pescarenico, a pochi metri da dove inizia la pista ciclabile. Francesco pesca sulle acque del lago e in quelle dell’Adda da quando aveva sette anni e la sue prede preferite sono gli agoni, anche se nei mesi invernali si «accontenta» di pescare lavarelli, persici e cavedani. Il suo orgoglio è la «raccolta» di missoltini, infilzati ordinatamente su apposite rastrelliere. Sono degli agoni, salati da freschi e lasciati ad essiccare all’aria per 4 mesi seguendo un procedimento che prevede anche il loro inserimento in latte schiacciate da una pietra (la «missolta», a cui devono il nome). Una saggezza popolare vecchia di secoli. La stessa che si respira lungo tutto il percorso di una pista ciclabile che non viaggia solo lungo le rive di un fiume, ma anche dentro la storia dell’Uomo.


Relax a una gelateria di Cassano d’Adda.


Informazioni pratiche

Da non perdere
Il villaggio operaio di Crespi d’Adda è oggi Patrimonio Unesco. Venne edificato nel 1878 per volontà dell’imprenditore Crespi che voleva ospitare le famiglie dei suoi dipendenti secondo il modello «paternalista» inglese. Una passeggiata qui è come entrare fra le pagine di Charles Dickens. Non manca nulla: villa padronale, casette degli operai con l’orto, ville dei dirigenti in stile neo-romantico, scuola, teatro, caserma dei pompieri e ospedale e cimitero.

Traghetto leonardesco. Il famoso traghetto, ideato da Leonardo da Vinci collega la riva lecchese di Imbersago con quella bergamasca di Villa d’Adda.

Noleggio bici. Lecco e alcune località sulle sponde dell’Adda (Vercurago, Garlate, Calolziocorte) aderiscono al circuito di Bike Sharing gestito da Bici in Città. Si può prelevare la bicicletta in qualunque cicloposteggio presente sul territorio e riconsegnarla ovunque trovi un cicloposteggio libero, anche in un luogo diverso da quello di origine. 

Dove dormire: Hotel Don Abbondio. Piazza Era 10, Pescarenico, Lecco. Doppia con colazione a partire da 80 euro. 

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Pubblicazione:
martedì 20.09.2016, ore 00:00


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