Piazza di Maggia (© fotopedrazzini.ch ) - Spherical Image - RICOH THETA

Maggia: fra blues
e voglia di rinascita

Voci e testimonianze dal cuore del paese. Tra amarcord e nuove proposte per rivitalizzare il nucleo e risolvere il problema dei parcheggi. — GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

Molti la conosceranno affollata e avvolta nelle roventi melodie del Vallemaggia Magic Blues, una delle principali manifestazioni musicali dell’estate ticinese. Durante il resto dell’anno Piázza dal Pózz, conosciuta da tutti semplicemente come ”la piazza di Maggia”, è decisamente meno mondana. Tolto il palco, è l’antica fontana, con la colonna in gneiss, il mascherone a testa leonina e la vasca monolitica, la padrona della scena (su di lei torneremo più tardi). «Eppure è stata proprio questa piazza a iniziarmi al rock», racconta Fabio Lafranchi, 53 anni, promotore del festival. «Mi ricordo quando nell’attuale bar L’Angolo del gusto (uno dei due punti di ristorazione del cuore del villaggio, ndr) risuonavano dal jukebox pezzi come Smoke on the Water dei Deep Purple, o Wish You Were Here dei Pink Floyd. Erano gli anni Settanta, i tempi dell’adolescenza, dei primi balli con le “tedeschine” venute qui in vacanza…».

Un’area di sosta
Tra i ricordi d’infanzia riaffiorano pomeriggi passati a giocare a nascondino con gli altri ragazzini del paese. «Era meglio non fare troppe birichinate: sulle panchine, ai lati della piazza, sedeva sempre un gruppo di anziani. Se facevi qualche cavolata, “le autorità” intervenivano subito», dice sorridendo Lafranchi.

Fabio Lafranchi, promotore del Vallemaggia Magic Blues.


«Le panchine sono rimaste, ma vuote. La piazza non è più un luogo d’incontro», commenta con amarezza una delle personalità più celebri di Maggia: Pierre Casè. L’artista, che abita e lavora nel comune ed espone regolarmente sia in Svizzera sia all’estero – attualmente la sua rassegna “Il Bestiario” è in corso ai Magazzini Del Sale di Venezia –, si è trasferito qui nel 1976 per ritrovare le proprie radici. «Mia madre era valmaggese e qui vivevano i miei nonni», racconta il già presidente della Società pittori, scultori e architetti svizzeri, nonché direttore della Pinacoteca Casa Rusca di Locarno per dieci anni

Nelle sue opere, inscindibili dalle sue origini e dalla sua terra, emergono rievocazioni nostalgiche di un Ticino e di una Vallemaggia in parte dimenticate. «Abbiamo perso il contatto che avevamo con la natura, ma non solo. Sta avvenendo uno sgretolarsi dei rapporti umani. Lo vedo quando osservo i ragazzini, che non si parlano più, concentrati sul loro telefonino». Un deterioramento che, ci dice davanti a un caffè nella Locanda Poncini (che porta anche il nome “Cuore di Maggia”), percepisce ogni giorno anche nel centro del borgo, quando la attraversa per spostarsi tra la sua abitazione e il suo atelier. «Questa è una delle più belle piazze della bassa valle, formata come un’agorà dovrebbe essere: un anfiteatro circondato da case. Ma è adibita a posteggio. E allora mi arrabbio».

Se oggi, eccezionalmente, non si vedono veicoli, è perché è stato richiesto il permesso di fotografare la piazza senza intromissioni e il Comune ha vietato l’accesso alle automobili. «Piázza dal Pózz è molto bella così, senza macchine», commenta una turista bernese. Si lamenta invece un giovane autoctono: «Quando la riaprono? Non so dove posteggiare». «Il dio macchina ha vinto», dichiara lapidario Casè. Eppure, aggiunge l’artista: «Quando in piazza si organizzano manifestazioni, la gente accorre e il nucleo vive. Sono eventi come Carnevale, San Nicolao o il tradizionale Bandir gennaio, con il suo frastuono infernale dello strascicar di tolle per scacciare l’inverno, che ancora oggi coinvolge Piázza dal Pózz».

È stato proprio il desiderio di portare brio nel cuore del villaggio che ha convinto Sandra Casè-Longoni, moglie dell’artista, a far nascere l’Associazione mercato in piazza. «Sarà un punto d’incontro ogni primo sabato del mese per promuovere e vendere prodotti locali. Se tutto va bene inizieremo a maggio».

L’artista Pierre Casè con la “protagonista” della piazza.


Iniziative come questa, per la tutela del territorio, sono accolte favorevolmente dal Municipio, conferma il sindaco di Maggia Aron Piezzi: «È un segno di vitalità sociale. Sarebbe bello favorire ancora di più l’uso della piazza come luogo di aggregazione. Purtroppo c’è una carenza di parcheggi e non possiamo metterci le auto in tasca». «Il Municipio – aggiunge – sta elaborando progetti per creare una ventina di nuovi posteggi non lontani dal nucleo per promuovere una pedonalizzazione totale o parziale di Piázza dal Pózz. Una soluzione sui cui il Consiglio comunale si esprimerà, lo spero, nel 2018».

Gli anelli ai quali si attaccavano i cavalli della diligenza.


D’altronde la piazza di Maggia serviva come area di sosta per mezzi di trasporto già in epoche precedenti: «Gli anelli ancora presenti nel muro di alcune costruzioni servivano per legare i cavalli della diligenza, che da Locarno viaggiava fino a Bignasco. Un mezzo la cui fine fu imposta nel 1907 dall’attivazione della ferrovia in valle», spiega Bruno Donati, docente liceale in pensione e già curatore del Museo di Valmaggia. Ma oltre ai cavalli, nel centro del borgo sostavano regolarmente anche altri animali: «Qui si svolgeva la fiera del bestiame. La fontana serviva anche da abbeveratoio».

La signora della piazza
Ed ecco che i racconti su Piázza dal Pózz ci riportano alla sua protagonista, che, racconta ancora Bruno Donati, deve la sua sopravvivenza a un gruppetto di abitanti di Maggia, che hanno lottato perché restasse. La colonna e il mascherone  (scolpito dall’artista ticinese Veronica Branca-Masa) sarebbero infatti dovuti sparire per fare spazio a una nuova fontana a sette getti, pianificata in occasione dell’aggregazione del 2004 dei sette comuni che formano l’attuale Maggia.
«Si stavano facendo i primi sondaggi per controllare la posizione delle condotte, quando in piazza si radunarono delle persone contrarie ai lavori», conferma Giorgio Felder, responsabile dell’Ufficio tecnico del comune. «L’opposizione fu tanto forte che il Municipio dovette rinunciare al progetto».
Viene da chiedersi se lo spirito combattivo di questi abitanti di Maggia e il nostalgico legame con la loro terra sia stato colto anche dai numerosi artisti esibitisi durante il Vallemaggia Magic Blues. Una domanda da porre il 19 e il 20 luglio alle band che scalderanno il cuore del borgo: le newyorkesi Jane Lee Hooker e i britannici Wishbone Ash. 


Piazza di Maggia (© fotopedrazzini.ch ). - Spherical Image - RICOH THETA

Visita il sito internet di Massimo Pedrazzini

Il fotografo che ha realizzato le foto panoramiche per Cooperazione.

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