L’attrice bellinzonese Giovanna Banfi Sabbadini, della compagnia TeatrObliquo.

Una grande maratona
di teatro amatoriale

Dal 15 al 17 aprile, al Kursaal di Locarno 11 compagnie amatoriali ticinesi presentano al grande pubblico i loro spettacoli. Dai classici Goldoni e Molière alla commedia dialettale. — GUDRUN DE CHIRICO

Al di là di ogni difficoltà. Tanti ostacoli nella vita di tutti i giorni, poi la ricompensa: dal 15 al 17 aprile, una full immersion a palcoscenico aperto, con 11 compagnie ticinesi amatoriali che si passeranno il testimone per una maratona teatrale da mattino a sera sulle assi del Kursaal di Locarno. E che la manifestazione mantenga il suo appeal popolare lo testimonia la sua longevità. Questa è la 26ª edizione di una rassegna, creata da Sylvia Zemànek – ancora oggi presidente – che già a 10 anni scappava di casa per andare a interpretare la Colombina della Commedia dell’arte.
«Ogni compagnia» racconta Zemànek «dovrebbe poter avere una sua sede per fare le prove. Ma per noi, non professionisti, non è sempre così. Il più delle volte ci si arrangia: negli oratori del Ticino o, per i più sfortunati, nelle case private, addirittura nei garage». A estremi mali, estremi rimedi, visto che i prezzi d’affitto di locali attrezzati sono salati. Così, un evento come la «maratona locarnese» diventa occasione per offrire uno spazio scenico a tutti. Condividere progetti, spesso preparati nei ritagli del fine settimana per un intero anno, dove i sacrifici sembrano far da leitmotiv.
«Le autorità ci vengono incontro come possono. Ogni comune agisce a modo suo, dando delle sovvenzioni, così come a livello cantonale il Dipartimento educazione, cultura e sport, quando va bene, copre più o meno il 30% dei costi. Anche gli sponsor danno una grande mano, ma in generale, ci si arrabatta con gli incassi o, più spesso, paghiamo di tasca nostra». Del resto, i problemi, per chi si lancia in queste avventure extra-professionali, sono all’ordine del giorno. «Possono capitare inconvenienti sgradevoli, come alcuni gruppi che diano forfait all’ultimo momento, i nostri attori non hanno la solidità emotiva degli esperti. C’è chi, pur avendo fatto prove per mesi, prima della rappresentazione viene assalito da mille dubbi e paure». Ma è proprio lì, di fronte a queste continue sfide, che le compagnie buttano il cuore al di là dell’ostacolo. Così, se fino a poco fa erano le commedie dialettali a essere le più battute, ora sempre più spesso ci si confronta con testi più ambiziosi. Classici che spaziano da Goldoni a Molière, passando per García Lorca.
Proprio l’autore spagnolo verrà portato in scena dall’attrice bellinzonese Giovanna Banfi Sabbadini, che da 13 anni fa parte della compagnia TeatrObliquo. «Il nostro è un mondo dove al fondo rimane una rara solidarietà. Io, per dire, mi sono trovata a prestare in più occasioni costumi e oggetti di scena ad altre compagnie». Lo sforzo, insomma, che diventa risorsa collettiva, anche se poi la tua vita è tutta un dentro e fuori. «Sono traduttrice presso la Cancelleria federale e ho due figli ancora in età da studio. Non è facile dividersi tra lavoro e teatro, ma l’aspirazione sta nel tentare di costruire un ponte tra i due contesti. I professionisti sono sempre inglobati nel loro universo, mentre per noi il percorso è più tortuoso». Una ginnastica interiore che porta a consumare tante energie e a sopportare un cumulo di tensioni.
«Visto che la possibilità di vendere il proprio spettacolo e di rientrare nei cartelloni delle sale ufficiali è risicata, occorre trovare degli espedienti finanziari che, oggi, sono sempre meno disponibili. Tutte inquietudini che però ti costringono a ingegnarti verso nuove soluzioni». Che tradotto, è come dire: solo dopo aver dato il meglio, ci si può accontentare.

Venerdì 15 aprile, dalle ore 20:

  • Teatro Giovani di Chiasso: «Donne al parlamento», di Aristofane
  • Gruppo Triangoloskaleno di Sant’Antonino: «7 spose per 7 fratelli», musical di Stephen Vincent  Benet.


Sabato 16 aprile, dalle ore 10:30:

  • Atelier Teatro ATTE di Giubiasco: «La famiglia dell’antiquario», di Carlo Goldoni
  • Compagnia 3 Terre Teatro di Verscio: «Georges Dandin», di Molière
  • TeatrObliquo di Bellinzona: «La casa di Bernarda Alba», di Federico G. Lorca
  • Compagnia Il Grappolo di Tenero: «Paparino», commedia di Dino Falconi
  • Compagnia Cittadella di Lugano: «Toâ», di Sacha Guitry.


Domenica 17 aprile, dalle ore 13:30

  • Teatro Pulcinella di Pianezzo: «La serra», dramma di Harold Pinter
  • Compagnia Favolando di Caslano: «Il pifferaio di Homelin», di Andrea Calabretta
  • Compagnia La Neo-Kalambouri di Lugano: «L’Incubo delle due parole», di Pasquale Galdi
  • I Comediant da Minüs: «La Badante», commedia dialettale di Stefano Palmucci.
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Testo: Thomas Compagno
Foto: mad